Treviglio: esplosione in un’azienda di mangimi

Due morti e zona interdetta a causa delle emissioni.

Il giorno di Pasqua è stato funestato da una tragedia: due operai morti sul lavoro e per loro non si sarà alcuna resurrezione.

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Altro caso di incidente sul lavoro, altre morti bianche: questa volta la tragedia è avvenuta a Treviglio, in provincia di Bergamo.

Esplosione a Treviglio

Questa mattina alcuni residenti hanno lamentato la presenza di uno sgradevole odore proveniente dalla Ecb Company Srl, un’azienda di mangimi. È stata fondata nel 1966 da Lorenzo e Franco Bergamini e nel 2017 è passata al gruppo tedesco Saria (che si occupa di prodotti agroalimentari a livello internazionale). In particolare, alla Ecb i sottoprodotti della macellazione avicola vengono trattati per ricavarne mangimi destinati agli animali.




Lo stabilimento di Treviglio oggi non era in funzione, essendo un giorno festivo, ma la segnalazione dei residenti ha portato all’intervento di due operai che nel tentativo di risolvere la situazione sono morti.

Nell’azienda ci sarebbe stata l’esplosione di un’autoclave in cui viene bollito ed essiccato quello che sarà poi il mangime per allevamento. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco che hanno impedito l’accesso a chiunque, anche alle forze dell’ordine che hanno provveduto a presidiare la zona. In queste ore, i vigili lavorano per far raffreddare l’impianto e la zona circostante. All’interno dello stabilimento vi è una fitta nube di anidride carbonica, per questo può entrare solo chi  è provvisto di apposite maschere.




Manca il lavoro, ma gli incidenti non mancano mai…

L’esplosione ha causato la morte dei due operai accorsi a Treviglio: uno di loro è Giuseppe Legnani, era di Casirate d’Adda e l’altro è Giambattista Gatti, di Treviglio, tutti e due avevano due figli.

Davanti all’azienda ci sono il sindaco di Treviglio, Juri Imeri, l’amministratore delegato della Ecb, altri operari e i familiari delle vittime. Inoltre, carabinieri e polizia locale hanno approntato una zona di sicurezza attorno allo stabilimento e hanno deviato il traffico delle automobili.




Oggi è Pasqua e si celebra la Resurrezione di Gesù, ma per le famiglie dei due operai oggi non c’è proprio nulla da festeggiare: i loro cari non risorgeranno.

Da ogni parte del mondo politico arrivano solidarietà e cordoglio per i familiari delle due vittime: inaccettabile un’altra tragedia sul posto di lavoro, inaccettabile che nel 2018 ci siano ancora delle ‘morti bianche’. La Cisl chiede più sicurezza e più controlli, ma questi appelli sembrano inutili: solo dopo che avvengono le tragedie ci si ricorda della tutela dei lavoratori?

Altri morti sul posto di lavoro. Cosi non puo’ andare, si lavora per vivere, non si vive per lavorare“.

Carmen Morello

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