Trono di Spade: se il 14% “resiste” un’ora, il 56% del cast muore

Secondo uno studio nella saga del Trono di Spade peserebbe l'assenza di "strutture democratiche"

Uno studio di Injury Epidemiology sulla fortunata saga di George Martin evidenzia il numero eccezionalmente alto di protagonisti morti dall’inizio della storia.

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Il Trono di Spade sotto accusa: uno studio di una rivista analizza i motivi per cui il numero di protagonisti morti sarebbe tanto alto.

Che di protagonisti deceduti il Trono di Spade ne fosse pieno, non è cosa segreta per i fan della fortunata saga fantasy, e spesso sul web sono circolati meme e battute ironiche sullo stillicidio che George Martin avrebbe fatto dei suoi personaggi dall’inizio della serie. Adesso uno studio della rivista Injury Epidemiologi analizza la questione più da vicino, ed evidenzia:

Si potrebbe pensare che l’ubiquità delle morti violente nel mondo di Game of Thrones possa essere attribuita all’assenza di strutture democratiche, di istituzioni stabili che possano garantire beni pubblici come scuole o ospedali e dell’implementazione di politiche di prevenzione della violenza. In questo crediamo che la serie rifletta molto la situazione attuale.




Trono di spade: i protagonisti morti sono più del 56% dell’intero cast

Non sono solo i cultori della serie di George Martin ad essersi chiesti come mai l’autore abbia deciso di accanirsi tanto sui suoi personaggi facendoli morire quasi tutti sul più bello, ma anche uno studio della Macquarie University condotto da Reidar Lystad. Sembra infatti che ci siano dati più o meno ricorrenti per quanto riguarda le cruente morti dei protagonisti, e a tal proposito ha spiegato Lystad:

“I personaggi sopravvivono con più facilità se sono donne, di alto lignaggio e cambiano alleanze durante la serie. In più il rischio di morte cala se gli attori compaiono molto poco o molto durante la serie, mentre quelli che compaiono ogni tanto sono più a rischio.”

Secondo lo studio la probabilità che i protagonisti hanno di morire entro la prima ora di permanenza sullo schermo è di circa il 14%. Le cause più comuni di decesso sono le ferite (al 74%) in particolare di testa e collo, e le decapitazioni (13 in tutto), e sono solo due morti per cause naturali. L’ottava attesissima stagione della saga è prevista per il 2019, ma ancora nessuna indiscrezione sul mese d’uscita. Intanto sono tanti i fan a fare pronostici su chi si salverà tra gli amatissimi protagonisti della serie (che ha ispirato anche un corso ad Harvard) e che, a discapito del loro cinico autore, hanno resistito fino ad ora.

Alice Antonucci

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