Truffe online: il lato oscuro del web

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Truffe online: il Cyberspace 

Letteralmente ”cyberspace” significa ”spazio cibernetico”. Si tratta di una dimensione  virtuale, in cui i computer di tutto il mondo vengono messi in comunicazione in un’unica rete, in modo tale che gli utenti possano interagire tra loro. In altre parole questo termine rappresenta in toto ”il mondo virtuale”. La parola venne coniata nel 1984 da William Gibson, che né parla nel suo romanzo Neuromante, descrivendolo con queste parole: «Cyberspazio: un’allucinazione vissuta consensualmente ogni giorno da miliardi di operatori legali, in ogni nazione, da bambini a cui vengono insegnati i concetti matematici… Una rappresentazione grafica di dati ricavati dai banchi di ogni computer del sistema umano. Impensabile complessità. Linee di luce allineate nel non-spazio della mente, ammassi e costellazioni di dati. Come le luci di una città, che si allontanano».

Truffe online e cybercrime: un fenomeno in crescita

Cos’è il cybercrime?  Questo termine rappresenta un reato informatico che nasce proprio nel cyberspace. Si tratta di un  fenomeno in grande espansione, soprattutto nell’era Covid-19. Lo scenario risulta essere davvero complesso, in quanto sul web è molto più facile truffare ed essere truffati. Queste frodi possono essere commesse da qualunque parte del mondo, grazie all’utilizzo del web. Il cybercrime  sfrutta la rete e qualsiasi  tipo di mezzo tecnologico: smartphone, computer, sms, e-mail, o social network.

Quali sono i reati informatici più comuni?

Non è semplice parlare solo di ”reati informatici”, ce ne sono numerosi come: l’hacking, la diffusione di virus informatici, lo spamming, la cyberstalking, il cyberterrorismo o la diffamazione e l’ingiuria tramite strumenti informatici. Non è un’impresa da poco contrastare legalmente questi crimini, in quanto la legge dovrebbe seguire i veloci progressi della tecnologia, che tende ad evolversi molto rapidamente.  Nel 1993 è stata introdotta una normativa: la legge 547  proprio per i reati telematici, modificata successivamente nel 2008, con cui l’utente è tutelato attraverso varie norme che stabiliscono il tipo di reato.

Covid-19 e aumento di truffe online

Secondo il report della Polizia Postale, nel 2020 a seguito dello scoppio della pandemia il numero di truffe è aumentato in maniera esponenziale. Ci sono state circa 98mila truffe online, riguardanti soprattutto la vendita e distribuzione di materiale sanitario come: disinfettanti, guanti e mascherine, spesso introvabili e con  prezzi esorbitanti. Oltre a queste, i dati in aumento riguardano anche : il revenge porn con 126 indagini e 59 denunciati, di stalking 143, 2234 riguardanti la diffamazione e 636 di sextortion, unico dato in aumento.

Phishing, mishing e vishing: cosa sono?

Queste modalità, sfruttano varie tecniche di manipolazione, per conoscere i punti deboli delle vittime, come gusti, interessi o luoghi frequentati. Molte volte grazie ai social network è possibile studiare il comportamento delle vittime per colpire poi i punti deboli. Il phishing da ”to fish, pescare” in quanto i truffatori ”pescano” le loro vittime. Lo scopo del ”phisher” è quello di accedere ai conti bancari della vittima, rubandole dati sensibili. Lo mishing invece, è la tecnica per acquisire informazioni bancarie e personali tramite sms. Infine c’è il vishing: in questo caso le truffe avvengono telefonicamente.

Facebook, gruppi privati e frodi

Facebook è spesso luogo di truffe e falsi annunci. Può essere abbastanza semplice adescare una vittima su un social network per poi estorcerle denaro. In molti casi accade su gruppi privati, in cui circolano annunci di tutti i tipi, dalla vendita di oggetti fino ad annunci immobiliari, spesso per studenti fuori sede. Vengono creati dei falsi profili, attraverso cui poi colpire la vittima scelta. La maggior parte delle vittime colpite sono minorenni, che spesso fanno acquisti online. La trappola molto spesso usata è quella di vendere abbagliamento a prezzi stracciati attraverso profili con migliaia di seguaci, così da sembrare veritiero.  Ad oggi aprire un ”Instagram Shop” è molto semplice: basta seguire le normative del social e collegare ad un account business la propria pagina Facebook. 

Come tutelarsi dalle truffe online? Che fare in caso di truffa?

Non sempre è facile riconoscere una truffa, ma bastano semplici accorgimenti per limitare questo rischio. In primis è sconsigliato divulgare informazioni su password e dati personali, bisogna sempre controllare l’affidabilità dei siti anche dalle varie recensioni di altri utenti ma soprattutto è sconsigliato pagare tramite carde di credito è sempre meglio usare una ricaricabile. Sicuramente prestando attenzione è molto più difficile cadere in trappola, ma non è sempre così facile. Quindi è bene tenere sempre gli occhi aperti!

Phishing

 

 

 

Rebecca Vollero

 

 

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