• Contatti
  • Cookie Privacy Policy
sabato, 6 Dicembre 2025
Ultima Voce
  • Home
  • Attualità
  • Economia e Politica
  • Ricerca e Sviluppo
  • Cultura
  • Interviste
  • Letture
  • Focus
    • Ambiente
    • Diritti Umani
    • Disabilità
    • Discriminazione
    • Femminismo
    • LGBTQ+
    • Mafia
    • Migrazione Umana
  • Home
  • Attualità
  • Economia e Politica
  • Ricerca e Sviluppo
  • Cultura
  • Interviste
  • Letture
  • Focus
    • Ambiente
    • Diritti Umani
    • Disabilità
    • Discriminazione
    • Femminismo
    • LGBTQ+
    • Mafia
    • Migrazione Umana
No Result
View All Result
Ultima Voce
No Result
View All Result
Home Migrazione Umana

Trump, un altro no alla riforma sulla cittadinanza

by Felicia Bruscino
10 Ago 2025
in Migrazione Umana
Reading Time: 5 mins read
A A
0
Trump, un altro no alla riforma sulla cittadinanza

Trump, un altro no alla riforma sulla cittadinanza

Share on FacebookShare on Twitter

Dalla parte di chi lotta per essere riconosciuto,
dell’essere umano e dei suoi diritti.
Contribuisci a preservare la libera informazione.

logo paypal

Cittadinanza tramite Ius Soli: negli Stati Uniti prosegue lo scontro legale sul diritto alla cittadinanza per nascita. Deborah Boardman, giudice federale del Maryland, il 6 agosto ha emesso un’ingiunzione preliminare che sospende a livello nazionale l’applicazione del provvedimento presidenziale, segnando il quarto blocco giudiziario dall’importante sentenza della Corte Suprema del giugno scorso. Un verdetto che apre un nuovo capitolo in una controversia che sta scuotendo i pilastri della titolo di cittadino americano.

La decisione impedisce all’amministrazione Trump di negare il titolo di cittadino ai bambini nati nel Paese da genitori residenti illegalmente o con permessi temporanei. Secondo il testo, stabilisce che le persone nate sul suolo statunitense non avrebbero automaticamente ottenuto la cittadinanza se almeno uno dei genitori si trovava nel Paese senza documenti o in possesso di un visto temporaneo, e se l’altro non era né cittadino né titolare di green card.

La disposizione imponeva alle agenzie federali di interrompere entro 30 giorni il rilascio di documenti di cittadinanza a chi rientrasse in tali categorie. Un cambiamento radicale rispetto alla prassi vigente da oltre 150 anni, che riconosce quasi universalmente la cittadinanza a chi nasce sul territorio nazionale, indipendentemente dallo status migratorio dei genitori, salvo eccezioni limitatissime (come i figli di diplomatici stranieri).

RELATED STORIES

blocchi alle immigrazioni in USA

Nuovi blocchi alle immigrazioni in USA: 19 Paesi nel mirino

4 Dicembre 2025
cittadinanza USA 13: In seguito alla sparatoria a Washington, Trump vuole sospendere le immigrazioni dall'Afghanistan

In seguito alla sparatoria a Washington, Trump vuole sospendere le immigrazioni dall’Afghanistan

27 Novembre 2025

La norma, che è stata oggetto di un complicato tira e molla legale, durato mesi, è al momento sospesa. Da giugno, altri due tribunali distrettuali, nonché un collegio di giudici d’appello, hanno bloccato l’ordinanza sul diritto di nascita a livello nazionale. La risoluzione arriva dopo mesi di scontri in aula e un intenso dibattito costituzionale che ha riacceso le tensioni attorno al 14° Emendamento della Costituzione, ratificato nel 1868. Pilastro giuridico del cosiddetto birthright citizenship.




Precedentemente, il giudice Boardman aveva già annunciato che avrebbe sospeso le restrizioni su scala nazionale, ma all’epoca non aveva autorità giuridica in quanto il caso ricadeva sotto la competenza di una corte d’appello. Boardman stabilisce che l’ordine esecutivo è in contrasto con il 14° emendamento e quindi incostituzionale. Nella sentenza sottolinea come i bambini nati o che nasceranno dopo il 19 febbraio 2025 sarebbero direttamente colpiti dall’entrata in vigore del decreto e rischierebbero di subire danni irreparabili.

Tale decisione non isolata. Già a febbraio di quest’anno, il giudice Boardman aveva emesso un blocco a livello Nazionale contro il decreto. Ma la Corte Suprema, a giugno, aveva parzialmente limitato la misura. Allo stesso tempo, però, l’Alta Corte aveva lasciato aperta la possibilità di interventi a livello locale o nell’ambito di azioni collettive, circostanza che ha riportato nuovamente il caso nelle mani del giudice Boardman. In totale sono quattro i tribunali che hanno impedito l’entrata in vigore del decreto a livello nazionale o regionale.

Non sorprende, quindi, che la firma dell’ordine esecutivo abbia scatenato un’ondata di azioni legali, delineando un orientamento giurisprudenziale favorevole al mantenimento del diritto costituzionale alla cittadinanza per nascita. Il risultato è un clima di forte incertezza normativa e politica, aggravato dall’assenza di dichiarazioni ufficiali da parte della Casa Bianca. Il silenzio dell’amministrazione Trump appare strategico: un segnale di attesa, probabilmente per valutare con attenzione le prossime mosse legali e politiche.

Cittadinanza per nascita: un diritto costituzionale

Nei primi mesi del suo secondo mandato, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha emesso un numero significativo di ordini esecutivi nel tentativo di mantenere rapidamente le promesse elettorali sulla restrizione delle norme sull’immigrazione. Uno di questi, l’Ordine Esecutivo 14160,  mira a revocare il diritto di cittadinanza Ius Soli ai figli nati da immigrati irregolari e/o a coloro che sono temporaneamente presenti sul territorio statunitense.

L’ordine esecutivo ha immediatamente sollevato dubbi di costituzionalità, dato che è in apparente contrasto con una clausola del 14° Emendamento che stabilisce appunto la cittadinanza per diritto di nascita per chiunque sia nato sul territorio statunitense, ed è stato contestato nelle corti federali. Diversi giudici hanno individuato una violazione della clausola e hanno emesso ingiunzioni universali che hanno reso l’ordine inefficace erga omnes (nei confronti di tutti – ovvero, a livello nazionale).

Il team legale della Casa Bianca ha contestato davanti alla Corte Suprema la validità delle ingiunzioni universali, portando i giudici a limitarne gli effetti

Il centro della questione è quindi lo Ius Soli introdotto negli Stati Uniti con il 14° Emendamento alla Costituzione degli Stati Uniti, una conquista nata all’indomani della Guerra Civile e considerata fondamentale nel lento percorso di emancipazione della popolazione afroamericana. Grazie a questa norma fu cancellata la sentenza Dred Scott v. Sandford, che negava la cittadinanza agli afroamericani discendenti di schiavi.  La sua funzione va ben oltre il semplice riconoscimento giuridico: è un simbolo di inclusione e un argine contro discriminazioni razziali e sociali.

Con l’Ordine Esecutivo 14160, Trump ha invece tentato di stravolgere la norma, escludendo dalla cittadinanza automatica i bambini nati da genitori che non sono cittadini né residenti legali permanenti, una misura che ha scatenato un’ondata di contestazioni legali. Le corti federali, riconoscendo l’apparente incostituzionalità dell’ordine, hanno emesso ingiunzioni universali che ne hanno bloccato l’applicazione a livello nazionale. Queste ingiunzioni impediscono al governo di applicare l’ordine non solo ai ricorrenti nel singolo caso, ma a tutti coloro che potrebbero esserne interessati, garantendo una tutela più ampia e immediata.

La Casa Bianca ha impugnato la legittimità di questa pratica, non sulla costituzionalità dell’ordine in sé, ma sull’autorità delle corti di emettere ingiunzioni universali. Tale questione è emblematica di un problema più ampio: il crescente ricorso a ingiunzioni con effetto nazionale, una pratica relativamente recente nella storia giuridica americana, che consente a singoli giudici federali di bloccare decisioni esecutive per tutti, indipendentemente dal fatto che i soggetti colpiti siano parte nel processo.

Negare la cittadinanza ai figli nati in America da genitori senza status legale rappresenterebbe un cambiamento radicale, che molti giuristi e attivisti considerano una grave violazione della Costituzione e dei diritti umani fondamentali.

L’ultima sentenza segna quindi un’importante vittoria per chi si oppone alla restrizione del diritto alla cittadinanza per nascita, ma la questione rimane lontana dall’essere risolta. Molto probabilmente la contesa tornerà nuovamente alla Corte Suprema, chiamata a fornire un verdetto definitivo. Nel stesso tempo, le famiglie colpite da questo decreto vivono in una condizione di incertezza e preoccupazione, con i diritti dei loro figli messi in discussione da una questione legale che potrebbe cambiare per sempre il volto della cittadinanza americana.

Questa vicenda solleva profonde riflessioni etiche e umanitarie, oltre che politiche e legali. Negare il titolo di cittadino per nascita ai bambini nati negli USA da genitori senza status legale vale a dire, di fatto, creare una nuova categoria di “apolidi” all’interno di una società che si definisce, da sempre, come “nazione di immigrati”.

Una decisione che porterebbe a delle conseguenze sociali e umane profonde. Milioni di bambini si ritroverebbero senza diritti civili fondamentali. Esposti a discriminazioni senza protezioni legali. Una regressione grave rispetto ai principi fondamentali di uguaglianza e libertà.

L’amministrazione Trump non ha fornito alcun commento ufficiale, Ciò indica che la situazione rimane incerta e non definita. Nel contempo, la pressione politica e mediatica aumenta. Numerosi gruppi di advocacy, avvocati e rappresentanti politici chiedono il rispetto della Costituzione e la protezione dei diritti dei bambini.

L’ultimo verdetto, emesso dal giudice Deborah Boardman simboleggia un passo notevole nella difesa del diritto al titolo di cittadino per nascita. Mentre la controversia va avanti tra tribunali, politica e società civile, rimane evidente che la questione tocca uno dei principi fondanti dell’identità americana e che nei prossimi mesi continuerà a essere al centro del dibattito pubblico e giuridico.

 

Felicia Bruscino

Tags: 14° emendamentoBirthright CitizenshipcittadinanzaCorte supremaDeborah Boardmangreen cardIus soliMarylandstati unitiTrump
ShareTweetSendShare

Iscriviti alla nostra newsletter

Può interessarti anche questo

blocchi alle immigrazioni in USA
Migrazione Umana

Nuovi blocchi alle immigrazioni in USA: 19 Paesi nel mirino

4 Dicembre 2025

Negli Stati Uniti si apre un nuovo capitolo nelle politiche migratorie con nuovi blocchi alle...

cittadinanza USA 13: In seguito alla sparatoria a Washington, Trump vuole sospendere le immigrazioni dall'Afghanistan
Migrazione Umana

In seguito alla sparatoria a Washington, Trump vuole sospendere le immigrazioni dall’Afghanistan

27 Novembre 2025

L'episodio della sparatoria a Washington ha coinvolto due membri della Guardia Nazionale, colpiti in pieno...

accordo tra Stati Uniti e eSwatini per l'esternalizzazione dei migranti
Migrazione Umana

Firmato l’accordo tra Stati Uniti e eSwatini per l’esternalizzazione dei migranti

19 Novembre 2025

L’accordo tra Stati Uniti e eSwatini per il trasferimento forzato di persone migranti ha acceso...

L'OIM ha riferito che dal naufragio ad Al Buri risultano disperse 42 persone
Migrazione Umana

L’OIM ha riferito che dal naufragio ad Al Buri, il giacimento petrolifero libico, risultano disperse 42 persone

13 Novembre 2025

Erano partiti di notte, il 3 novembre, da Zuwara, una città portuale della Libia nord-occidentale...

Next Post
Colloqui a Istanbul, Zelensky chiede un incontro con Vladimir Putin. Colloquio tra Ucraina e Russia / Riforma agenzia anticorruzione: critiche crescenti a Kiev / Europa: il coinvolgimento dell'Ucraina è essenziale

L’Europa sottolinea che la pace non può essere raggiunta senza il coinvolgimento dell’Ucraina

No Result
View All Result

Guest Authors

Giulio Cavalli |Giovanna Mulas | Sabina Guzzanti |Susanna Schimperna | Francesca de Carolis| Luigi Colbax | Alessandro Ghebreigziabiher| Oliviero Beha|Bruno Ballardini Rosanna Marani| Barbara Benedettelli | Carlo Barbieri | Roberto Allegri| Pino Aprile|Otello Marcacci| Carlo Nesti|Carlo Negri| Massimiliano Santarossa| Livio Sgarbi|Alessandro N. Pellizzari |Clara Campi| Marilù S. Manzini| Erika Leonardi|Dario Arkel| Maurizio Martucci| Paolo Brogi| Ettore Ferrini|Adriano Ercolani|Paolo Becchi|Alessia Tarquinio| Selvaggia Lucarelli| Fabrizio Caramagna | Iacopo Melio |

logo paypal

Ultima Voce Best Topics

ambiente arte attualità bambini Calcio Cina Cinema coronavirus Covid-19 cultura diritti umani donald trump Donne economia Europa film Francia guerra Israele Italia Lavoro Libri Matteo Salvini migranti Milano musica nshr Onu Palestina politica razzismo Ricerca roma Russia salute Salvini Scienza Scuola società stati uniti storia Trump unione europea Usa Violenza

FAQ E CONSIGLI UTILI

Guide & Tips 

Contatta La Redazione

Scrivi a :
– info@ultimavoce.it
– collaborazioni@ultimavoce.it
– advertising@ultimavoce.it
– candidature@ultimavoce.it

Read More…
fandangolibri1.png
chiarelettere11.png
WhatsApp-Image-2023-01-17-at-09.39.24-e16739484187331.jpeg
LOGO-FFF1.png
luis1.png
Logo_24ore1.png
moton1.png
UNITO1.png

Le foto presenti su ultimavoce.it sono state in larga parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione – indirizzo e-mail info@ultimavoce.it, che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate.

Testata Giornalistica registrata presso il Tribunale di Brescia n° 8/2021 del 15/03/2021. Direttore Responsabile: Gianluca Lucini / Direttore Editoriale: Andrea Umbrello

  • Home
  • Attualità
  • Cultura
  • Ricerca e Sviluppo
  • Economia e Politica
  • Interviste
  • Contatti
  • Privacy Cookie Policy
  • Guide Utili

© 2020 - Ultima Voce. All Rights Reserved

No Result
View All Result
  • Home
  • Attualità
  • Economia e Politica
  • Cultura
  • Ricerca e Sviluppo
  • Interviste
  • Letture consigliate
  • Focus
    • Ambiente
    • Diritti Umani
    • Disabilità
    • Discriminazione
    • Femminismo
    • LGBTQ+
    • Migrazione Umana
  • Contatti

© 2020 – Ultima Voce. All Rights Reserved.