Trump e il fisco: i conti non tornano. Evasore fiscale o fake news?

Secondo il New York Times, il presidente avrebbe pagato una somma misera di tasse federali durante il suo primo anno di presidenza negli Stati Uniti d’America.

Trump e il fisco: un cattivo esempio per gli americani

Una nuova bufera avvolge Trump e le sue incerte manovre.
Da tempo, il presidente degli Stati Uniti è alle prese con battaglie legali che mirano ad una maggior chiarezza su questioni aziendali ed economiche fin troppo segrete.
Il NyT lancia oggi una notizia disarmante che squarcia così molti veli sulla poca chiarezza del presidente.
Secondo il giornale, Trump non avrebbe compiuto nessun tipo di pagamento nei dieci anni dei quindici antecedenti alla sua candidatura. Inoltre nel 2016, dopo la vittoria alla Casa Bianca, l’uomo avrebbe sborsato solo 750 dollari di pagamento sulle tasse federali, e così anche nel 2017.
Trump e il fisco sono in disaccordo. I conti che escono fuori sono senza ombra di dubbio una bella batosta per l’immagine del magnate, soprattutto in vista delle prossime settimane.

Trump e il fisco, si parla di una totale fake news

Così, Trump si difende dalle accuse contro di lui durante una conferenza stampa:

È una notizia falsa, totalmente falsa, architettata. È sempre la stessa storia, avreste potuto farmi questa domanda quattro anni fa. […] Io in realtà le tasse le pago e presto avrete modo di verificarlo, è tracciabile. L’IRS (l’agenzia di riscossione) non mi tratta bene.

Ci parla proprio di fake news  con queste dichiarazioni; sembra essere un’ennesima manovra di minimizzazione dell’accaduto stesso. L’uomo d’affari lascia così che la tempesta si acquieti da sola e, nel frattempo, tende a banalizzarla.
Paradossale come pochi mesi fa, Trump pubblicava sui social proprio delle fake news riguardante il coronavirus per poi essere bloccato e ripreso dall’amministrazione.
Le fake news sono un’arma a doppio taglio ed il presidente non ne è molto consapevole. O meglio, se anche lo fosse, vediamo come seminare false notizie, o additarle come tali, sia solo la strada più semplice da intraprendere per lui. Certo, forse i cittadini preferirebbero una dimostrazione del falso attraverso fatti empirici e tangibili.

Votazioni e tradizioni americane

Mancano appena cinque settimane prima che gli statunitensi vengano chiamati al voto, Trump e il fiscoeppure la scelta di Dean Baquet non è una semplice mossa per infastidire il presidente durante questi giorni controversi.
Il  direttore esecutivo del NyT giustifica concretamente la sua decisione che ha reso pubbliche le informazioni su Trump.
Ci parla di limpidezza e come purtroppo, negli ultimi anni, questa caratteristica sia venuta sempre meno con gli atteggiamenti adottati dal presidente; un modo di comportarsi che, a lungo andare, ha messo in seria difficoltà la magistratura ed il congresso stesso.
Ecco cosa ritroviamo sul giornale:

Ogni presidente dalla metà degli anni ’70 ha pubblicato le proprie informazioni fiscali, la tradizione garantisce che un eletto dal popolo con il potere di scuotere i mercati e cambiare la politica non cerchi di trarre vantaggio finanziario dalle sue azioni.

Inoltre, nell’indagine pubblicata, si fa presente come, insieme alle ingenti somme di denaro guadagnate annualmente, vi siano anche numerose perdite che gravano sul colosso americano. Perdite che il presidente sopperisce con l’esempio dell’ evasione fiscale.
Ecco, le accuse non sono leggere e neanche la posizione di Trump è delle migliori.
In fondo, chi naviga sempre sott’acqua, prima o poi incontrerà qualche corrente avversa che lo riporterà a galla.

Maria Pia Sgariglia

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