Trump e Twitter: il fact-checking tra censura e spirito critico

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Trump e Twitter sono ai ferri corti.

È giunta anche in Italia l’eco della contrariata reazione del Presidente USA al fact-checking del social network. Trump e Twitter sono quindi divisi tra elezioni per corrispondenza e verifica delle informazioni diffuse.

Per alcuni, in realtà, Twitter è finalmente arrivato ad assumersi delle responsabilità. I cinguettii infatti costituiscono uno degli strumenti preferiti per la diffusione di informazioni relative ai più disparati settori. Naturalmente, il pericolo fake news è dietro l’angolo.

Per questo motivo i responsabili del social network hanno deciso di ricorrere al cosiddetto fact checking. La scelta deriva anche dalla grossa mole di informazioni false e/o inesatte diffuse in questo difficile periodo di emergenza da Coronavirus. Lo dimostra il fatto che non solo Twitter, ma anche altri tra i social network più diffusi, come Facebook, hanno deciso di adottare misure simili.

Ciò che ha scatenato la furia di Trump è stato l’affronto ricevuto, per la prima volta nella storia, da Twitter. È stato infatti apposto un avviso, su ben due tweet del Presidente, che segnala la presenza di notizie false, o quantomeno inesatte, nel loro contenuto.

Il fatto che uno dei tweet si riferisse alle elezioni ha  ovviamente inasprito la contesa ancora di più.

Twitter sta completamente sopprimendo la LIBERTÀ DI ESPRESSIONE ed io, come presidente, non consentirò che accada!




Ha tuonato Trump, sostenuto da Brad Parscale, manager della sua campagna elettorale.

Ma a cosa si riferisce l’avviso posto sui due cinguettii? Cliccando sul link, si apre una pagina in cui Twitter spiega che:

Nella giornata di martedì il Presidente Trump ha fatto una serie di dichiarazioni a proposito di potenziali frodi dopo che il Governatore della California, Gavin Newsom, ha annunciato uno sforzo per ampliare il voto per corrispondenza nello stato durante la pandemia da COVID-19. Queste affermazioni sono infondate secondo CNN, Washington Post e altri. Secondo gli esperti il voto per corrispondenza è molto raramente legato a una frode degli elettori.

Un invito quindi a controllare altre fonti, che riportano il parere di esperti in materia contrario a quanto espresso da Trump. Quest’ultimo di tutta risposta ha dichiarato, a caldo, che provvederà ad oscurare tutti i social che si sono macchiati, secondo lui, di intralciare la libertà di espressione dei Conservatori.

C’è qualcosa che non quadra. Ti censuro perché mi censuri. Insomma, la censura come arma in difesa della libertà di espressione. Dire che sia paradossale è poco.

Di certo il discorso è troppo elaborato per esaurirsi in un paio di tweet.

Andando oltre i facili slogan e gli interessi politici, ci si rende subito conto che si tratta di una materia estremamente delicata, soprattutto perché legata a doppio giro a responsabilità individuale e onestà intellettuale.

Questi ultimi sono, infatti, due elementi indispensabili, a meno che non si voglia piombare nel circolo vizioso che oscilla tra dichiarazioni false e contestazioni faziose.

Jack Dorsey, CEO di Twitter ha dichiarato in proposito, proprio attraverso il social network:

Continueremo a segnalare informazioni errate o contestate sulle elezioni a livello globale. E ammetteremo e faremo nostri tutti gli errori che commettiamo. Questo non ci rende un arbitro della verità, la nostra intenzione è quella di collegare i punti delle dichiarazioni discordanti e mostrare le informazioni in contrasto in modo che le persone possano giudicare da sole.

In effetti pare essere proprio questo il punto: avere a disposizione tutte le informazioni, di ogni parte e schieramento, in modo da poter esercitare il proprio spirito critico e decidere da che parte stare.

Ciò che ci preme della questione non è sostenere l’una o l’altra parte, ma invitare i lettori ad essere essi stessi i propri fact checker, consci del fatto che qualunque fonte, anche la più attendibile, rischia di inciampare quantomeno nell’inesattezza.

Nel frattempo, la portavoce della Casa Bianca Kayleigh McEnany, ha detto ai giornalisti che Trump firmerà, nel corso della giornata di oggi, un ordine esecutivo che prevede una stretta sui social media: chi vincerà il braccio di ferro?

Mariarosaria Clemente

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