Trump non può rimandare le elezioni, ma la sua proposta fa pensare

Ovviamente Trump non può rimandare le elezioni presidenziali. Per farlo servirebbe il voto del Congresso, ma vista la sua conformazione, è impossibile che accada.

Come si nota dai tre punti interrogativi, Trump si è posto un quesito di un certo peso: “Rimandare le elezioni fino a che le persone potranno votare in sicurezza???”





Trump non può rimandare le elezioni. Per farlo servirebbe l’approvazione del Congresso. Tuttavia, vista la composizione dell’organo legislativo, è impossibile che tale proposta venga accettata. Infatti, a oggi, il Congresso è controllato al Senato dai Repubblicani e alla Camera dai Democratici.

Inoltre, rimandare le elezioni non cambierebbe la data di fine mandato presidenziale, che termina il 20 gennaio. Tale data è scritta nella Costituzione americana e non può essere modificata.

La proposta di Trump

La proposta, dopotutto, non è una manovra sconosciuta. L’autoproclamata Presidente della Bolivia Jeanine Áñez ha deciso di posticipare le elezioni previste per il 6 settembre al 18 ottobre a causa del coronavirus. A Hong Kong, il governo ha annunciato la posticipazione delle elezioni di settembre di un anno, sempre a causa della pandemia.

Molti dei sostenitori di Trump sostengono (nel giusto, per ora) che lui ha solamente posto una domanda. I rivali di Trump, invece, dicono che il tweet preannuncia un tentativo di rendere nullo il voto di novembre. Probabilmente si tratta solo della creazione di scusanti nel caso di un’eventuale sconfitta.

Litigi a parte, la proposta potrebbe trovare giustificazione nella notizia di poco antecedente della diminuzione del 9,5% del PIL statunitense nell’ultimo trimestre, equivalente a una diminuzione annuale del 32,9%, il peggior calo di sempre.

Rimane comunque una domanda. Ritenendo che la proposta di Trump miri davvero a salvaguardare la sicurezza e la salute dei cittadini, perché i Democratici sembrano incuranti delle capacità delle autorità governative di preservare la credibilità delle elezioni durante la pandemia?

La narrativa condivisa è che si può votare per corrispondenza, metodo già utilizzato da alcuni stati senza problemi degni di nota.

Ma è davvero così?

Quest’anno un numero da record di statunitensi verrà chiamato a votare per corrispondenza a causa della pandemia di covid-19. Nonostante alcuni stati stiano utilizzando questo metodo da tempo, per la maggior parte degli stati si tratta di un cambio enorme nel sistema elettorale che sta creando qualche problema logistico.

Nonostante recenti studi dell’Università di Stanford abbiano dimostrato che il voto per corrispondenza contribuisca ad aumentare il numero di elettori e sia molto sicuro, il grande aumento previsto per le elezioni di novembre richiede una preparazione adeguata che molti stati ancora non possiedono. Durante le elezioni regionali, Paterson (New Jersey) ha dovuto invalidare il 20% dei voti per corrispondenza delle elezioni della contea. A New York le elezioni per corrispondenza sono state un disastro: schede elettorali che ancora dovevano arrivare a tre giorni dalla chiusura dei seggi, carenza di personale a causa della pandemia, la causa federale per “soppressione di voto” intentata dal candidato Suraj Patel.

La proposta di Trump non è veritiera, ma fa sorgere dei dubbi riguardo al sistema elettorale per il 2020. I candidati di entrambi le parti dovrebbero fare di tutto per assicurare il rispetto dei voti di tutti i cittadini e salvaguardare la credibilità delle prossime elezioni presidenziali.

 Noemi Rebecca Capelli

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