Per la prima volta, la Corea del Nord ha ufficializzato il proprio coinvolgimento diretto nella guerra tra Russia e Ucraina, ammettendo la presenza delle truppe nordcoreane in Russia, dopo mesi di denunce da parte di osservatori e Stati occidentali. L’agenzia statale KCNA ha diffuso un comunicato che celebra il contributo dei soldati nordcoreani nella “liberazione” della regione russa di Kursk, parzialmente occupata dalle forze ucraine la scorsa estate. Il regime di Pyongyang, fino a oggi silenzioso su questo punto, ha rotto gli indugi confermando la presenza delle truppe nordcoreane in Russia, in pieno sostegno dello schieramento di Putin: una realtà, questa, già da tempo segnalata da osservatori e intelligence occidentali.
Il ruolo decisivo nella regione di Kursk
Secondo il racconto ufficiale nordcoreano, le truppe nordcoreane in Russia avrebbero svolto un ruolo chiave nel respingere l’occupazione ucraina. Il generale russo Valery Gerasimov ha lodato pubblicamente il coraggio e la professionalità dei militari nordcoreani, sottolineando come il loro supporto sia stato determinante per il successo dell’operazione. Tuttavia, le autorità ucraine hanno prontamente smentito le dichiarazioni di Mosca, ribadendo che in alcune aree della regione di Kursk le loro truppe continuano ad operare attivamente.
D’altro canto, l’agenzia stampa ufficiale della KCNA ha riportato le parole del Presidente Kim Jong-Un, già citate dalla sua omonima russa TASS. Per ciò che riguarda i particolari del dispiegamento delle truppe nordcoreane in Russia, la KCNA non ha fornito alcune informazione, limitandosi solamente ad una prima testimonianza diretta e una semplice conferma.
Un’alleanza rafforzata
L’invio delle truppe nordcoreane in Russia è avvenuto in virtù del trattato di partenariato strategico siglato tra Mosca e Pyongyang lo scorso novembre. Questo accordo, che prevede il reciproco sostegno militare, ha offerto il quadro giuridico con cui Kim Jong-un ha giustificato l’invio di oltre 10.000 uomini in supporto all’esercito russo. Secondo la KCNA, i combattenti nordcoreani sono stati definiti “eroi che rappresentano l’onore della madrepatria”, mentre il presidente Vladimir Putin ha ringraziato Pyongyang per il sostegno strategico fornito.
Intanto, come si legge nel comunicato rilasciato dalla Commissione Militare Centrale sulla situazione nel Kursk, “le operazioni di liberazione continuano contro l’invasione delle autorità ucraine”. “Grazie alla preziosa vittoria riportata dagli eserciti della RPDC e della Russia, è giunta al termine l’occupazione della zona di Kursk da parte dell’esercito ucraino, durata quasi nove mesi”.
Dubbi sulla situazione reale sul terreno
Nonostante i trionfalismi di Mosca e Pyongyang, la situazione reale nella regione di Kursk rimane incerta. L’esercito ucraino ha dichiarato di avere ancora il controllo di alcune posizioni strategiche, in particolare nelle aree di Gornal e Oleshnya, al confine con la Russia. A marzo, Kiev aveva mantenuto il controllo di circa 110 chilometri quadrati, una porzione ridotta rispetto ai 1.400 chilometri quadrati conquistati nell’incursione dell’agosto 2024.
Tuttavia, il quadro complessivo rimane confuso, anche a causa delle informazioni contrastanti provenienti dai due schieramenti. Altre informazioni giungono poi dal giornalismo ucraino, che conferma alcune aree sotto controllo dell’Ucraina, che si trovano al confine con la Russia.
Le operazioni speciali ucraine
Proprio mentre la Russia annunciava la riconquista totale della regione, le Forze per le operazioni speciali ucraine hanno comunicato di aver neutralizzato un’intera unità della 810ª Brigata dei Marines russi durante un’operazione a Kursk. Nessuna conferma ufficiale è arrivata da Mosca riguardo a queste perdite, aumentando così l’incertezza su quale parte stia effettivamente detenendo il controllo dell’area.
Una svolta nella guerra?
La conferma del coinvolgimento diretto delle truppe nordcoreane in Russia segna un importante cambiamento nell’assetto internazionale della guerra in Ucraina. Per mesi, sebbene gli Stati Uniti, l’Ucraina e la Corea del Sud avessero denunciato la presenza di soldati nordcoreani, né Mosca né Pyongyang avevano ammesso apertamente la collaborazione militare.
Ora, con l’ufficializzazione, il conflitto russo-ucraino assume sempre più i contorni di una guerra regionale sostenuta da alleanze globali non dichiarate, complicando ulteriormente gli scenari futuri. Nonostante ciò, la situazione reale non è ancora chiara.
















