Tutta la fragilità del nostro albero sociale

Le radici del nostro albero sociale stanno velocemente marcendo con la conseguente impossibilità ad evolvere, a cambiare e a dare le risposte.


Quando un determinato sistema, che altro non è che un certo modo di organizzarsi fra le persone, che sia questa organizzazione sociale data, a matrice capitalista, socialista, socialdemocratica, teocratica, plutocratica, aristocratica, o altro, quand’essa arrivi a essere cristallizzata, sclerotizzata nella sua forma, impossibilitata ad evolvere, a cambiare, a dare le risposte che veramente servono, non è affatto un segno di salute, quando poi tale organizzazione sociale arrivi ad essere pesante, ingessata, corrotta in quasi ogni sua espressione, venendosi a creare, protettorati grandi, medi e piccoli, che assorbono la quasi totalità delle risorse e delle energie disponibili, protettorati, e orticelli più o meno grandi, dove non si partecipi più al mantenimento e al buon andamento generale di tutta l’organizzazione, ma solo al mantenimento dei privilegi acquisiti piccoli o grandi che siano.
A mio modesto vedere significa allora che le radici stesse di questa organizzazione stanno velocemente degradandosi, stanno marcendo, significa che la “pianta sociale”, sebbene forse da dentro non ci si stia accorgendo, sta morendo internamente, le foglie ingialliscono, i rami cadono ormai secchi e svuotati, e il fusto, sebbene ricoperto esternamente di corteccia si va avariando al suo interno.
Ogni qualvolta ciò è storicamente avvenuto, in ogni società che abbia attraversato la storia di questo pianeta, esso ha significato che questa “pianta” era prossima a cadere.
All’apparenza l’albero sociale, lo si vedeva ancora in piedi, magari imponente nella sua grandezza, ma, sempre guardando la storia, un colpo di vento un po’ più forte, un cedimento ulteriore del terreno (la base sociale) su cui esso poggiava, o qualche altro intervento esterno che in passato sarebbe stato nulla o poco influente sulla stabilità dell’albero sociale e della sua organizzazione, ecco che in tali condizioni di degrado strutturale avanzato, anche uno solo evento di modesta entità, è stato sufficiente ad impartire la spinta per fare cadere, rovinare la pianta a terra.
Ecco, di ciò, in specie in questi tempi, mi pare di coglierne i segni.

Luca Cellini

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