“Tutti gli altri” di Francesca Matteoni

I colori e i libri della casa editrice Tunué
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I libri della casa editrice Tunuè sono corporei al tatto, hanno una carta porosa e più spessa, come pelle, respirano e colorano come ingialliti dal tempo le nostre letture. Anche l’odore è l’odore della pelle, ho fatto la prova, annusando la mia pelle e poi avvicinando i libri al viso. Affondando nel libro col naso. Soddisfatti i sensi, l’olfatto e la vista, con bellissime copertine colorate di verde pieno, di arancio, di nero, con un disegno centrale, apri e ritrovi all’interno quel segno, ripetuto tante e tante volte, affinché sia ben chiaro di cosa si parlerà. Con un segno si può dire tanto. Un serpente, un coniglio, un bimbo rovesciato, a testa in giù.
Leggo “Tutti gli altri” di Francesca Matteoni.
Il verde bosco di Francesca Matteoni, un verde muschio, sembra il tappeto su cui stendere i giocattoli, i ricordi, gli amici e farli vedere al nuovo amico, il lettore, con un gesto affettuoso, come se si volesse far parte di quel ricordo anche al nuovo arrivato.
Così seduta sul tappeto di Francesca con i suoi racconti.

Casa editrice Tunué
I colori e i libri della casa editrice Tunué

“Tutti gli altri”

Orientamento ha per titolo quel che ho sentito mio, per quel che ho scritto anche io, in un mio pezzo breve. Il tempo è circolare. Ho continuato a leggere i racconti facendo cerchi sui titoli, Tiziano, Daniele, sono diventati miei amici, come se li conoscessi. Alce e il suo finale, qui in “The Moose”, l’alce, la Bishop sempre cara che ci ha insegnato in un’altra sua poesia a saper perdere. “Una partenza. Un ritorno. La consapevolezza indicibile che ovunque noi possiamo andare… c’è una memoria che resta fissa, che non ha fretta, ci attende sul limite delle cose e le ricompone, come se mai ci fossimo dispersi.”
Ogni racconto un pezzo in mano e immaginiamoci così, nel suo modo, nella sua vita, con quel gatto che vorremmo noi adottare per salvarlo da Angela, con quel coniglio lanciato via nel bosco, una morte che sarà cibo nel bosco.  Racconti che conservano del personale, donato con la cura del momento amato, l’incontro con Pippi Calzelunghe, la ragazza di Akela, e poi Angiaq… la storia di un aborto.
Mi sono spesso sorpresa perché alcune donne  raccontino o scrivano su quel momento in cui… ed ho trovato qui risposta. L’angiaq si ferma, “come tutto ciò che ha ferocia e giustizia non muore con la morte, al contrario resiste.”
Una serie di racconti che sembrano presi da un ripostiglio, dal cassetto della memoria, dal luogo più caro e scritti con la perfezione dell’essere dentro le cose.
Racconti che già amo.
Mi sorprendo a pensare che non ho finito di parlare di “Tutti gli altri” perché nel mio immaginario il libro  sta come un amico con cui ho trascorso questa soleggiata e solitaria domenica di settembre ai tasti neri che mi fanno compagnia.

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