Twitter ti chiederà se hai letto l’articolo prima di condividerlo

Una democrazia è fatta non solo di diritto di voto e libertà di espressione, ma anche di dibattito informato. Se i cittadini e le cittadine ricevono informazioni errate o inesatte, quelle che chiamiamo fake news, il dibattito pubblico sarà inquinato. A questo punto la democrazia è come se non esistesse più.

La diffusione dei social network ha avuto un grande ruolo nell’alimentare la circolazione di fake news. Tramite Facebook e Twitter il dibattito pubblico è stato inquinato spesso dagli stessi leader politici, che hanno approfittato della mancanza di controlli e dell’assoluta libertà concessa dalle piattaforme.

Jack Dorsey, il CEO di Twitter, sta cercando di cambiare rotta e di ripulire il suo social.

Dorsey aveva già fatto discutere per aver segnalato la presenza di informazioni inesatte in due tweet di Donald Trump. Il presidente ha subito accusato il social di censura, e con lui si è  schierato Mark Zuckerberg. Il CEO di Facebook infatti difende da tempo, nonostante i vari scandali che hanno coinvolto il suo meccanismo di fact checking, l’idea per cui i social non debbano occuparsi della veridicità dei contenuti politici.

Incurante delle minacce del presidente degli Stati Uniti, Jack Dorsey va avanti sulla sua linea, quella cioè di incoraggiare gli utenti a farsi personalmente fact checker . Per questo Twitter ti chiederà se hai letto l’articolo prima di condividerlo,  cercando di sensibilizzare riguardo l’importanza di verificare un contenuto prima di rilanciarlo.




 

Già nel 2016 una ricerca condotta dalla Colombia University insieme a Microsoft svelava che su Twitter 6 link su 10 non vengono aperti. Dallo studio risultava che in generale il 59% dei link presenti sul social non è mai stato cliccato. Questo porta alla diffusione di contenuti semplicemente sulla base di titolo, immagine, e nel migliore dei casi si tiene conto dello snippet – la breve descrizione che si trova sotto al titolo.

La totale assenza di verifica del contenuto da parte degli utenti, rende virali articoli vuoti o clamorosamente falsi. Ancora più probabile è poi rilanciare testate affermate ma basare la propria informazione esclusivamente sulle poche parole del titolo, ricevendo così una notizia inesatta e incompleta. Per evitare questo Twitter ti chiederà se hai letto l’articolo prima di condividerlo.

Se l’utente non ha cliccato sul link che vuole twittare, il social gli farà una domanda ma non proibirà di pubblicare il contenuto. Senza quindi censurare, Jack Dorsey vuole assumersi l’onere di sensibilizzare riguardo il comportamento individuale sui social.

Per ora il nuovo algoritmo è in prova su un gruppo di dispositivi Android negli Stati Uniti, ma l’intenzione del CEO è  quella di allargarlo in breve tempo a tutto il mondo. L’iniziativa si andrà ad aggiungere a quelle già entrate in opera che tendono ad una ferma presa di responsabilità riguardo i contenuti che la propria piattaforma ospita.

Marika Moreschi

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