Uber, nuove accuse di violenze sessuali negli Stati Uniti

Sono almeno 100 gli autisti di Uber querelati, nei dipartimenti di polizia americana

Negli ultimi quattro anni il numero delle denunce, per la società di trasporto automobilistico privato è aumentato. A rivelarlo, un’inchiesta svolta dall’emittente televisiva americana Cnn, che narra le vicende traumatiche di alcune vittime Uber.

Fonte: businessinsider.com
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Diventa un controsenso lo slogan della società “Un sicuro ritorno a casa”, messo in discussione dalle testimonianze raccolte dalla Cnn. La cornice che fa da sfondo a tutte le storie, è quasi sempre la stessa. È notte tarda, magari dopo una festa o una serata fra amici, quando per tornare a casa, si preferisce ad altri mezzi, il servizio di trasporto automobilistico privato Uber.

 

Conosciamo meglio questa società privata

La società Uber, conosciuta come servizio di trasporto automobilistico privato, collega direttamente passeggeri e autisti, tramite un’applicazione installata sullo smartphone. Ideata dai due cofondatori Travis Kalanick e Garrett Camp nel 2009, approda sul mercato statunitense l’anno seguente, con sede ufficiale a San Francisco, California. Un taxi senza licenza. Per essere assunti bisogna possedere pochi requisiti imprescindibili come la patente di guida, l’automobile, la fedina penale pulita. Per usufruire del servizio, è sufficiente registrarsi ed entrare nell’app mobile. Successivamente selezionare le opzioni del tragitto, scegliendo il punto di partenza della corsa, l’orario e la dimensione dell’auto che si preferisce. Inoltrata la prenotazione, è possibile conoscere le informazioni sul proprio autista e i dettagli dell’auto. Il prezzo per una corsa varia in base al tipo di servizio selezionato: da “Uber Black” a “Uber Lux”.



Nuova e durissima accusa per Uber

Non è la prima volta che la più grande società privata, con 15 milioni di corse al giorno in tutto il mondo, si ritrova al centro di questo ciclone di accuse. Il problema riguarda da sempre la condotta degli autisti soci di Uber. La lunga inchiesta portata avanti dalla Cnn, analizza le molteplici denunce rilasciate dalle vittime, presso i vari dipartimenti di polizia. Si tratta di corse avvenute lungo i tragitti, di alcune delle città più famose degli USA, come New York, Los Angeles e San Francisco. Sono circa 103 gli autisti coinvolti e il numero potrebbe continuare a crescere, considerando che altre centinaia di querele non sono state ancora verificate.

Questi 103 conducenti sono stati arrestati, ricercati dalla polizia o i loro nomi sono stati citati in procedimenti civili relativi agli incidenti. Di questi, 31 sono stati condannati, mentre altri 18 episodi sono stati archiviati, senza risoluzione.
Drew Griffin, Senior Investigative Correspondent

Le testimonianze raccolte dalla Cnn raccontano serate spensierate, nelle zone più frequentate delle metropoli e risvegli traumatici, in strada senza vestiti e senza documenti. Nel nord dell’Ohio un minore è stato costretto ad atti sessuali, nel Texas una donna è stata ferita ed abbandonata in una spianata. Uber si è rifiutata di rispondere alle accuse e non ha collaborato con l’inchiesta della Cnn. L’amministratore delegato Dara Khosrowshahi ha fatto sapere, tramite il profilo Twitter della società, di essersi impegnata in una serie di cambiamenti volti alla prevenzione di episodi sessuali o molestie di altro genere durante le corse.

 

Alessia Primavera

 

 

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