Sbrana e uccide senza quantità, il caso strano del lupo di Tirolo

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A Tirolo, un piccolo comune della provincia autonoma di Bolzano (in Trentino-Alto Adige), e nei suoi pressi, hanno avuto luogo, durante le scorse settimane, delle cruente e grossolane opere omicide a danno di sfortunati greggi di pecore.                                              Il carnefice, autore di circa una quarantina di delitti, è un lupo “anomalo”; “ammattito” o “confuso”;  così definito per la sua incontrollata e incontrollabile furia assassina.              Il lupo di Tirolo sopprime ben più di quanto sarebbe dovuto per saziare la propria fame,  provocando disagi malinconici anche solo da quantificare. Di questa storia sono sì vittime le povere pecore perite, ma anche i propri innocenti allevatori, che dalle azioni del solitario subiscono importanti perdite di sostentamenti.

Così, per tentare di risolvere il guaio, si è pensato di fare la cosa più ovvia: eliminare il soggetto all’origine del problema. Quindi, ritendendolo tristemente necessario, il land ha dichiarato legale la possibilità di abbattere l’esemplare; lasciando inteso che mettere la croce sul selvatico fosse l’unico metodo per frenare le mattanze e le rimesse economiche. A vario tempo trascorso però, straordinariamente, nessuno si è mosso in merito e ,di più, nessuno sembra essere intento a farlo. Tra gli impedimenti nessuna questione di sensibilità o necessità di salvaguardare la specie, piuttosto solo l’ingombrante minaccia di un potente gruppo di animalisti.

Animalisti, più tosti e spaventosi del lupo di Tirolo

La sollecitazione alle forze venatorie non è stata per nulla timida. Tiroler Tageszeitung, una testata locale, testimonia che ad avere avuto il  “via libera” per l’azione sono stati un’ottantina di cacciatori corrispondenti di 39 diverse riserve. Tuttavia, anche ciò considerato, il bersaglio, se avesse coscienza del suo protagonismo, potrebbe ritenersi al sicuro. Il motivo l’abbiamo già esposto; a proteggerlo v’è un massiccio schieramento difensivo di animalisti. In particolare, il WWF, la più nota organizzazione mondiale del tipo, ha fatto sapere che sta già lavorando a un reclamo per annullare il diritto di compiere questa caccia.

Tutto fermo, nessuno vuole emergere nell’indecisione

L’obbiettivo unico rimane tutelare la vita del soggetto ora identificato come “158 Matk”. Nonostante la sua esistenza abbia un costo salato per tutti, popolazione locale non a margine.  Lo spettro di una reazione ha spaventato tanto, aleggiando anche nelle parti alte della presidenza di caccia. È stato infatti lo stesso Anton Larcher, dirigente del gruppo venatorio tirolese, ad aver messo in guardia i suoi colleghi. Temendo “gesti di vendetta” dal WWF, Larcher ha invitato i compagni alla desistenza nei confronti di qualsiasi manovra sanguinosa.

Gabriele Nostro

 

 

 

 

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