Ufo: spesi 22 milioni di dollari dal Pentagono per indagare

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Ufo:

esisterebbe un fascicolo di indagine del Pentagono aperto nel 2007 e terminato nel 2012. 

 





Secondo il New York Times ed  Politico, due giornali statunitensi, esiste un programma di indagine sull’esistenza degli Ufo. Tale programma aperto nel 2007 ed interrotto nel 2012 per chiusura dei fondi da parte del ministero della Difesa americano, ha indagato sui vari avvistamenti e filmati riportati da piloti e militari americani. secondo indiscrezioni il programma sarebbe ancora in vita. Sempre secondo i media americani e le loro fonti, sarebbero stati spesi 22 milioni di dollari per indagare ed analizzare i vari episodi raccolti in quei 5 anni.

Tra i vari avvistamenti il New York Times riporta la storia di due piloti graduati, Il comandante David Fravor ed il tenente comandante Jim Slaight,  che raccontano che per due settimane i loro radar registravano a 100 miglia dalla costa “oggetti volanti che apparivano all’improvviso ad 80.000 piedi di altezza, si tuffavano in direzione dell’oceano e poi si fermavano all’altezza  di 20.000 piedi. Quindi sparivano come erano apparsi”.





I militari continuano il racconto elencando di altri avvistamenti a pelo d’acqua e di fenomeni ove oltre agli Ufo sparivano dai radar anche gli aerei partiti in ricognizione una volta giunti avvistamento.

L’Advanced Aviation Threat Identification, questo il nome del programma, avrebbe avuto lo scopo iniziale di verificare se altri paesi avessero sviluppato qualche tipo di tecnologia più avanzata rispetto a quelle conosciute dal Pentagono. A capo di tale programma vi era l’ufficiale Luis Elizondo che nelle sua lettera di dimissioni presentata al ministro della difesa americano James Mattis, ha specificato che:” le prove raccolte negli anni non sono state prese sufficientemente sul serio dal Pentagono”. ” Abbiamo registrato decine di avvistamenti inspiegabili, non ostili, i piloti della Marina e da altri osservatori. Velivoli con capacità aerodinamiche mai osservate prima, al limite della tecnologia conosciuta. Gli incidenti sono spesso avvenuti nei pressi di impianti nucleari, centrali elettriche o navi. Non avevamo mai visto niente del genere…”.

Gli avvistamenti non comprovano comunque l’esistenza di esseri extraterrestri o di velivoli provenienti da altre galassie. Potrebbero sempre essere tecnologie sperimentali alle quali non è dato sapere a tutti.




Lo scorso anno ad esempio la Russia ammise l’esistenza di un drone sperimentale a bassa osservabilità basato su una aerodinamica non convenzionale. Ci sono stati diversi esperimenti di voli effettuati da droni nel corso degli anni.

Si potrebbe quindi affermare che nella quasi totalità degli avvistamenti avvenuti nei cieli hanno una spiegazione, per gli altri lasciamo spazio all’immaginazione.

Anche se a volte la realtà supera la fantasia.

 

Raffaella Presutto

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