Ultrà della Juventus arrestati per estorsione e violenza

L'indagine, nell'ambito dell'operazione "Last Banner", ha portato all'arresto di 12 uomini esponenti dei gruppi ultrà della Juventus.

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Nell’ambito dell’operazione “Last Banner”, sono state disposte 12 misure cautelari per alcuni capi ultrà della Juventus.

Nella notte, durante un blitz della Polizia di Stato, 12 capi ultrà della Juventus sono stati fermati e arrestati. Gli ultrà della Juventus arrestati sono i principali referenti dei “Drughi”, di “Tradizione-Antichi Valori”, dei “Viking”, del “Nucleo 1985” e di “Quelli di via Filadelfia”.

Gli arresti

Anche lo storico leader della curva bianconera, Dino Mocciola, è finito nuovamente in carcere. Dopo l’arresto negli Anni Novanta,  in seguito all’uccisione di un carabiniere durante una rapina. Secondo le indagini, sarebbe lui uno dei responsabili dell’inflitrazioni della ‘ndrangheta nella curva juventina.

Gli arresti sono direttamente collegati alle precedenti indagini della Squadra Mobile di Torino che ha scoperto infiltrazioni ‘ndranghetiste tra gli ultrà della Juventus. I tifosi spesso minacciavano il club di effettuare cori razzisti durante le partite, al fine di ottenere più biglieti da usare nelle attività di bagarinaggio.

Le accuse sono, a vario titolo, associazione a delinquere, estorsione, autoriciclaggio e violenza privata.

In corso anche 39 perquisizioni in molte città italiane tra cui Milano, Monza, Genova e Bergamo, nei confronti di altri 37 ultrà del gruppo Nucleo Armato Bianconero.

L’attività d’indagine degli agenti della Digos di Torino è partita oltre un anno fa, a seguito di una denuncia della stessa Juventus.





Dopo l’interruzione due anni fa di alcuni privilegi concessi in passato dalla Juventus ai gruppi ultrà bianconeri, i leader ultrà avrebbero organizzato strategie estorsive per riottenere i vantaggi aboliti.

Il gruppo ultrà dei Drughi avrebbe ottenuto centinaia di biglietti per le partite allo stadio, grazie all’aiuto omertoso di otto biglietterie sparse su tutto il territorio nazionale.

Infine, secondo l’accusa, alcuni capi ultrà avrebbero addirittura ricattato esponenti della società Juventus, sempre con l’obiettivo di ottenere biglietti e gestire così le attività di bagarinaggio per lo Stadium.

Un’ultima precisazione:

Questi ultrà non sono affatto tifosi della Juventus, ma esponenti di una criminalità organizzata. Ormai diventata come una piovra, che allunga i propri tentacoli in ogni buco alla ricerca di ricchezza e potere.

Non si deve fare l’errore di confondere il sano tifo sportivo con il fanatismo calcistico, o peggio ancora con la mafia.

Axel Sintoni

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