Come essere un buon manager

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Quello del manager non è una semplice professione. Pur avendo all’interno dell’azienda un’importanza vitale, non basta vestirsi in giacca e cravatta, sgolarsi o manifestare ai dipendenti quelle che sono le linee guida o gli obiettivi aziendali, questo potrebbe farlo chiunque, persino un video registrato che viene mandato in loop su uno schermo. Il manager è innanzitutto un essere umano che sfrutta il suo enorme bagaglio di conoscenze per stimolare i dipendenti e farli rendere al meglio, non utilizzando necessariamente approcci duri ma spesso mettendo il personale a proprio agio. D’altronde, come sicuramente saprete, un dipendente scontento è sempre un dipendente che non rende e i veri manager sanno che questa è la regola numero uno.

Le doti di un buon manager

Quali sono le qualità che fanno di un manager un buon manager? Innanzitutto, come già accennato nell’introduzione, il saper comunicare: un manager capace sa come stimolare i propri dipendenti e come spingerli dare il meglio, toccando le giuste corde motivazionali. Inoltre non si limita mai alla mera spiegazione di un compito o di un obiettivo, ma spiega come questi possano essere realmente utili sia all’azienda che ai dipendenti stessi. Dialogare, saper ascoltare, condividere e premiare i buoni risultati, sono frecce altrettanto importanti nella faretra di un ottimo manager. Oltre alle doti comunicative fondamentali sono anche altre qualità tra cui saper pianificare, saper prendere delle decisioni e saper delegare. Immancabile è la capacità di problem solving: come pensate di poter gestire un team, se non riuscirete a risolvere i problemi dando una soluzione efficace?

Dalla personalità alla cultura

Non basta avere delle doti da leader per essere manager competitivi e in grado di fare la differenza in azienda, perché senza un solido bagaglio di conoscenze il tutto si rivelerà un semplice fuoco di paglia. Da questo punto di vista, ogni manager serio dovrebbe avere delle conoscenze che spaziano su vari temi, che vanno dall’economia alla finanza, passando per la matematica, la statistica, le materie giuridiche e ovviamente le nozioni principali sulla gestione corretta delle risorse umane. Tutte queste conoscenze sono fornite anche nei corsi di laurea in economia e management online dell’università Unicusano, la quale riesce a elargire in un programma a distanza tutte le conoscenze appena viste. Considerate, dunque, che il sapere, insieme al saper fare e al saper far fare, rappresentano delle qualità imprescindibili per ogni leader, fondamentali per stimolare i dipendenti e gestire al meglio il proprio ruolo.

Ad ogni leader il suo stile

Non esiste una verità assoluta per quanto concerne gli stili di leadership adottati dal manager, ogni professionista ha il suo e questo non implica che stili diversi siano necessariamente peggiori o meno proficui. Ad esempio, lo stile autocratico può rendere molto, ma è anche parecchio rischioso: imporsi agli altri senza avere dietro una solidissima conoscenza degli argomenti può causare danni molto gravi. Per questo motivo, lo stile che spesso incontra maggior successo è lo stile democratico: il manager dialoga con il team, si confronta ed è anche disposto ad accettare soluzioni alternative alle sue. Infine, lo stile di delega getta le linee guida e fa prendere la decisione ai dipendenti: i rischi sono elevati, ma anche le possibilità di successo se il manager è bravo nel saper individuare il reale valore del team.

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