Un sorriso, e poi ti lascio andare

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Sorridi
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Sorridi. Anche quando il movimento dei muscoli facciali ti provoca dolore, anche quando questi non trovano alcuna motivazione per contrarsi. Suggeriscila tu una buona, valida motivazione. Trovala. Fosse anche un’idea che non puoi toccare, un sogno che non puoi ancora realizzare, un amore che è stato o speri che sia. Crealo tu, conceditelo un motivo per sorridere. Fosse solo il “buongiorno” da parte di qualcuno, una bella giornata di sole, una poesia che fino a ieri non conoscevi. Sorridi, anche quando sei l’unico, l’unica a farlo.

Impara dai bambini, dalle bambine, che sorridono sotto la pioggia, senza preoccuparsi dei capelli sfatti, prendi esempio dal ragazzo davanti al supermercato che sorride anche a chi non lo considera neanche con uno sguardo, fai come i “pazzi” e le “pazze” di ogni tempo, che sorridono al loro riflesso nello specchio.

Sorridi, per il tuo stesso sorriso. Sorridi, perché, nonostante tutto, guarda: sei ancora qui, e non sai per quanto altro ancora ti sarà concesso di correre, di fare movimento, di creare cambiamento. Non sai fin quando potrai vivere, facendo tuo ogni momento. Sorridi, anche se la rima non viene fuori, anche se il vino non basta e anche se la paura, invece, è sempre tanta.

Sorridi, perché sai come si fa anche se nessuno te lo ha insegnato: il sorriso ti è stato dato in dote come il respiro, come il battito, come il pensiero. È nella tua natura. È fondamentale che tu sorrida, per il buon procedere della tua avventura!

Sorridi, perché lo sai anche tu che quando sorridi, è tutta un’altra cosa. È come se ogni luogo, ogni posto, ogni angolo, fosse casa. Perché casa è lì dove c’è qualcuno, qualcuno che… insomma, di quelle persone a cui basta pensare per sorridere. E che vorresti sempre veder sorridere. Sorridi, perché… niente, non c’è niente da fare: quando sorridi è come se tutte le più belle canzoni che hai cantato, tutti i più bei libri che hai letto e tutti i desideri che non hai dimenticato, si concentrassero lì, in quell’istante che ha il sapore di tutti gli inverni che hai attraversato e il profumo di tutte le primavere che vivrai.

Sorridi. Anche delle malinconie che conservi, delle fatiche che ti hanno stremato e delle rabbie che t’hanno sfiancato: sorridi, perché se non fosse così, se non fosse come invece è, non saresti tu. E chi, se non tu?

Sorridi. Anche se lo so che è difficile: io stessa che dico, che scrivo, non so da dove né come né perché. Appunto: non si tratta di luoghi né di modi né di ragioni. Si deve sorridere perché è un dovere, un diritto, un merito

E perché è una delle cose che ti riescono meglio. E per le quali nessuno ti chiederà mai il conto. Né il curriculum.

Sorridi. Ricordando un passato per cui provi nostalgia. Vivendo un presente che, anche quando distruggendosi ti distrugge, è prova del tuo esserci. Sognando e creando un futuro che ti costringe a ricercare le più belle parole, i più forti sentimenti e i più validi motivi per sorridere. E amando chi ti insegna a sorridere ed è disposto a continuare a farlo. Sorridi. A dispetto dei finti selfie: fallo alla vita, eterno scatto.

 

Deborah Biasco

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