Una discarica ecologica: a Lione, gli ossimori galleggiano sul fiume Saona

Lione è una delle metropoli francesi più note, oltre che una delle più popolose, con i suoi 1,3 milioni di abitanti. Stupisce sapere che il centro della città aveva, fino a poco fa, soltanto due centri di smaltimento per i rifiuti. Per rimediare a questo problema, si è scelta una soluzione assolutamente innovativa.
La città si trova sulla confluenza fra due fiumi, Rodano e Saona. A Lione, su quest’ultimo fiume, nasce River’Tri, la prima discarica ecologica e galleggiante d’Europa. 

La nascita della discarica ecologica di Lione

Il grande pregio di Lione è nella sua componente fluviale, che non la rende solo incredibilmente bella, ma le dona una possibilità di andare incontro alla crescente urbanizzazione della città. L’aumento della popolazione nel centro città, infatti, aveva reso necessario un intervento per lo smaltimento dei rifiuti che diveniva sempre più difficoltoso. Secondo l’ADEME, l’Agenzia della Transizione Ecologica francese, il centro della città avrebbe bisogno di ben otto discariche, invece delle due già esistenti. Non c’era, però, modo di costruire un’altra discarica nel centro cittadino, per la mancanza di terreni.
Se però l’acqua non ha dato modo alla città di espandersi sulla terraferma, i progettisti hanno deciso di guardare proprio ai fiumi. 

Il progetto nasce dall’unione di più enti: SUEZ Recyclage & Valorisation, Compagnie Fluviale de Transport (CFT), Compagnie Nationale du Rhône (CNR), Voies navigables de France (VNF), con la partnership della città di Lione.



Come funziona?

Quella che a prima vista appare come una chiatta di 65 metri, è in realtà proprio la discarica ecologica fluviale di Lione.

Ogni sabato, la River’Tri riceve dalle 4 alle 6 tonnellate di rifiuti – per un totale di 300 tonnellate all’anno.

La chiatta, trasportata dal porto di Lione ogni sabato mattina, alle 9 apre al pubblico che, senza scendere dall’auto, hanno modo di consegnare i rifiuti. Alla chiusura, alle ore 17, il personale riporta la chiatta al porto, dove i rifiuti vengono trasportati per essere smaltiti.

I risultati

Costato 2,4 milioni di euro nel primo periodo di sperimentazione, dal 2016 al 2018, il progetto è stato un successo.
Dal punto di vista economico, ha permesso alla città di risparmiare sulla gestione dei rifiuti smaltiti illegalmente. Socialmente, invece, questa iniziativa ha permesso alle persone non automunite residenti nella metropoli di avere un altro punto per lo smaltimento dei rifiuti. Un terzo degli utenti, infatti, ha dichiarato di non aver usufruito di altri centri di smaltimento prima di River’Tri.

Gli obiettivi raggiunti sono vari: la riduzione della circolazione dei mezzi pesanti, della saturazione dei preesistenti centri di smaltimento, delle emissioni di CO2 e il raggiungere gli standard delle leggi francesi sulla transizione ecologica.

Quali sono, invece, i nuovi obiettivi? Un’altra imbarcazione, ma sul lato del Rodano. Si parla anche di un motore ad idrogeno, per poter trasformare questo progetto nel primo centro di smaltimento a zero emissioni.

Questo esperimento è  stato replicato anche a Parigi, sulla Senna, nel 2019: Bordeaux e Rouen saranno le prossime. Chissà se l’Italia seguirà a sua volta.

Giulia Terralavoro

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