Una scoperta incredibile sulla data dell’eruzione che distrusse Pompei

Trovata incisione che farà riscrivere i libri di storia

Cambia la data dell’eruzione del Vesuvio

Immagine Copertina lonesto.it
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Un’iscrizione a carboncino conferma un’incredibile tesi, sostenuta da Alberto Angela, sulla data dell’eruzione che distrusse Pompei.


Gli interventi di manutenzione e messa in sicurezza nella Regio V di Pompei hanno permesso di scoprire due residenze di valore con pregiati ornamenti e di ridefinire l’aria civica.

Ritornano alla luce con diversi componenti ornamentali, la Casa con giardino, con il meraviglioso porticato ornato, e la Casa di Giove, con la straordinaria arte musiva sul pavimento.

Ma quello che maggiormente campeggia nelle recenti scoperte, sono le iscrizioni delle vittime, che forniscono dettagli significativi sull’eruzione che distrusse Pompei.

Un’iscrizione a carboncino, nello specifico, conferma la tesi che la data dell’eruzione fosse a ottobre e non nel mese di agosto. L’indicazione è, infatti, datata alla sedicesima giornata prima delle calende del mese di novembre, correlato al 17 ottobre.

“Questo grande intervento di stabilizzazione dei fronti, fondamentale per la salvaguardia del sito – dichiara il Direttore Generale Massimo Osanna – ci ha anche consentito di rivivere l’emozione di nuove interessanti scoperte, grazie a scavi oggi condotti secondo le metodologie più all’avanguardia, utilizzando tecnologie moderne e con una squadra multidisciplinare di professionisti in confronto continuo. Ci sta permettendo, inoltre, di osservare e documentare con grande dettaglio gli scavi condotti nel passato, grazie alle numerose tracce di cunicoli di epoca borbonica che stiamo rilevando e che raccontano la storia di un’epoca di scavo, completamente differente dalla nostra nell’approccio metodologico e nelle finalità stesse.”

La recente scoperta sull’eruzione che distrusse Pompei conferma la tesi di Alberto Angela

Pompei continua a vedere come protagonista il famoso divulgatore Alberto Angela, che da sempre, sostiene una tesi diversa sulla data dell’eruzione che distrusse Pompei. Angela, infatti, ha sempre dichiarato che in 25 anni di ricerca sul campo ha spesso rinvenuto e analizzato elementi difficile da trovare nel mese di agosto, come piatti di castagne, bracieri ancora colmi, otri di vino suggellati, datteri e melograni posti a seccare.

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