Il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani (HHS) degli Stati Uniti è stato scosso da un’ondata di licenziamenti al CDC che ha colpito duramente il cuore della sanità pubblica nazionale. Venerdì sera, il Segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr. ha annunciato la cessazione del rapporto di lavoro per più di mille scienziati, medici e funzionari del Centers for Disease Control and Prevention (CDC). La decisione, arrivata nel pieno della chiusura del governo federale, ha immediatamente sollevato allarme e polemiche tra esperti e politici.
Licenziamenti al CDC e in tutto l’HHS
I licenziamenti al CDC fanno parte di una più ampia riduzione del personale che ha interessato diversi dipartimenti federali, tra cui Istruzione, Tesoro, Energia e Sviluppo urbano. In totale, sarebbero circa 4.000 le persone coinvolte, secondo fonti interne citate da MSNBC. La misura rientra nell’agenda dell’amministrazione Trump, che mira a ridimensionare la macchina federale e a riformare quella che definisce “una burocrazia inefficiente”.
Un portavoce dell’HHS, Andrew Nixon, ha attribuito la responsabilità dei tagli ai democratici, sostenendo che la chiusura del governo e le difficoltà di bilancio abbiano reso inevitabili misure drastiche. Nella sua dichiarazione, Nixon ha parlato della necessità di eliminare “entità dispendiose e duplicative”, in linea con l’obiettivo dell’amministrazione di “rendere l’America nuovamente sana”.
L’impatto sul CDC e sulla sanità pubblica
La portata dei licenziamenti al CDC è stata descritta come senza precedenti. Le e-mail di notifica sono arrivate nelle caselle di posta dei dipendenti nella tarda serata di venerdì, colpendo in modo trasversale decine di divisioni e uffici. Sono stati sospesi interi team impegnati nel monitoraggio delle epidemie, nella gestione dei focolai di malattie infettive e nella raccolta di dati sanitari fondamentali.
Secondo una lista interna circolata tra i dipendenti, l’operazione ha interessato anche reparti cruciali come il Centro per l’Immunizzazione e le Malattie Respiratorie, il Global Health Center e l’Epidemic Intelligence Service, responsabile del tracciamento delle emergenze sanitarie globali. “Il CDC è stato distrutto”, ha commentato Demetre Daskalakis, ex direttore del Centro per l’Immunizzazione, dimessosi in segno di protesta. “Con queste scelte, il Paese diventa vulnerabile a nuove epidemie e minacce biologiche.”
Caos e contrordini: licenziamenti parzialmente revocati
Dopo la pubblicazione delle prime notizie, molti dipendenti hanno ricevuto un secondo messaggio: l’avviso di licenziamento sarebbe stato ritirato. Un alto funzionario dell’HHS, rimasto anonimo, ha dichiarato che circa la metà dei provvedimenti era frutto di un errore di codifica nei sistemi interni.
Tra i lavoratori reintegrati figurano membri del team che gestisce la risposta ai focolai di morbillo ed Ebola, oltre agli scienziati coinvolti nella pubblicazione del Morbidity and Mortality Weekly Report, la rivista ufficiale del CDC. Tuttavia, diversi funzionari hanno sottolineato che il danno istituzionale e morale è già stato fatto. “Anche se alcune posizioni verranno ripristinate, la fiducia è crollata”, ha commentato un ex dirigente dell’agenzia.
Dimissioni, proteste e accuse di interferenze politiche
Gli effetti delle politiche di Kennedy si sono estesi oltre i licenziamenti. Negli ultimi mesi, numerosi funzionari di alto livello hanno lasciato il CDC denunciando pressioni politiche e decisioni non basate su criteri scientifici. Tra questi, Deb Houry, ex vicedirettore e capo medico dell’agenzia, che ha definito la situazione “una minaccia diretta alla sicurezza sanitaria del Paese”.
Secondo diverse testimonianze, Kennedy avrebbe ordinato di sostituire dirigenti esperti con figure ideologicamente allineate, molte delle quali note per le loro posizioni scettiche sui vaccini. La direttrice estromessa del CDC, Susan Monarez, ha raccontato al Senato che Kennedy le avrebbe chiesto esplicitamente di “promuovere solo chi si conformava alle sue richieste”.
Un mandato controverso
Da quando è stato nominato Segretario alla Salute, Robert F. Kennedy Jr. ha più volte criticato le agenzie sanitarie federali, accusandole di essere compromesse da interessi aziendali. Ha inoltre sostenuto di voler “liberare il CDC dalla cattura corporativa” e trasformarlo in un’istituzione “di guarigione e salute pubblica”. Tuttavia, le sue azioni — dai licenziamenti di massa alla rimozione di esperti di lunga carriera — sono state interpretate da molti come un attacco al cuore della scienza americana.
Durante la sua gestione, Kennedy ha anche ritirato raccomandazioni sui vaccini anti-Covid per bambini e donne incinte, riaprendo il dibattito — già smentito dalla comunità scientifica — sul legame tra vaccini e autismo. Queste mosse hanno aggravato le tensioni interne e spinto altri alti funzionari a dimettersi.
Le reazioni del mondo politico e accademico
Le decisioni di Kennedy hanno sollevato critiche trasversali al Congresso. Numerosi legislatori, anche repubblicani moderati, hanno espresso preoccupazione per l’impatto di un depotenziamento del CDC in un momento in cui gli Stati Uniti stanno affrontando la più grande epidemia di morbillo degli ultimi trent’anni. Tre persone sono già morte e centinaia di bambini si trovano in quarantena in diversi Stati.
Sul fronte accademico, scienziati ed epidemiologi temono che lo smantellamento delle competenze interne possa rallentare la risposta alle emergenze sanitarie globali, compromettendo anche la cooperazione internazionale. “Tagliare la ricerca e la prevenzione significa esporre il Paese a rischi maggiori”, ha commentato un ricercatore della Johns Hopkins University.
L’ondata di licenziamenti al CDC rappresenta uno dei momenti più critici per la sanità pubblica americana degli ultimi decenni. Pur con alcune revoche e correzioni successive, il colpo inferto alla credibilità e alla capacità operativa dell’agenzia resta profondo.
Le prossime settimane saranno decisive per capire se l’amministrazione Kennedy intenda davvero riformare il sistema sanitario o se, come sostengono molti osservatori, stia semplicemente erodendo l’indipendenza scientifica degli Stati Uniti.















