USA e Russia ritirano il trattato Inf, prove tecniche di guerra fredda

Gli USA hanno annunciato ieri alla Nato la decisione di ritirarsi dall’Inf, oggi è arrivata la replica russa.

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Gli USA annunciano di voler ritirare il trattato Inf, che limita l’uso di armi nucleari, e la Russia li segue a ruota. Almeno in questo la pensano allo stesso modo.

Viviamo in tempi di reboot e reunion, ormai è certo. Dopo cinema, tv e musica, anche la geopolitica internazionale pare voler assecondare questa inclinazione. Infatti sembra che USA e Russia vogliano volgere lo sguardo al passato e rievocare i festosi giorni della Guerra Fredda. Prima gli uni e poi gli altri, hanno annunciato di volersi ritirare dal trattato Inf.  Questo documento limita la produzione e l’utilizzo di armi nucleari ed ha rappresentato il primo passo della politica del disgelo. Fu firmato da Ronald Regan e Michail Gorbaciov nel 1987.

Ieri il Segretario di Stato Mike Pompeo ha annunciato alla Nato che gli USA lo  vogliono ritirare perché <<le violazioni della Russia mettono a rischio le vite di milioni di europei e americani. Dobbiamo reagire a questa minaccia>>. Pompeo ha poi proseguito affermando che <<la Russia ha violato per anni senza scrupoli il trattato sulle armi nucleari e non ha mostrato alcun serio impegno nel volerlo rispettare>>. Non si tratta di una notizia inaspettata. L’amministrazione Trump aveva già anticipato una decisione del genere, qualora la Russia non avesse iniziato a rispettare i limiti del trattato. Aveva anche stabilito un termine ultimo, la cui scadenza era fissata proprio per oggi. Gli Stati Uniti hanno denunciato una trentina di violazioni. Il Presidente ha affidato il proprio commento ad un tweet, nel quale rende noto che gli USA stanno lavorando per lo <<sviluppo di nostre opzioni militari, lavorando con la Nato, per negare ai russi ogni vantaggio derivato dal loro comportamento illegale>>.

Non si è fatta attendere la risposta di Mosca, che ha reso noto che ritirerà il trattato a sua volta. Anche la Russia motiva la decisione affermando di non poter <<ignorare la minaccia>>. Lo ha affermato il viceministro degli Esteri Sergei Ryabkov, che ha aggiunto:<< gli Stati Uniti potrebbero schierare un totale di 48 missili da crociera in Europa mettendo così in pericolo la Russia centrale>>. Oggi è intervenuto anche Putin che ha annunciato:<<forniremo una risposta speculare, i partner americani hanno annunciato la sospensione della loro partecipazione al trattato e anche noi la sospenderemo>>. Il presidente russo ha anche tenuto un vertice con i ministri degli Esteri e della Difesa, per discutere del programma delle armi nucleari a medio raggio e dello sviluppo di un nuovo missile a gittata intermedia.

La dismissione del trattato non è immediatamente effettiva, ma avverrà fra sei mesi. Pompeo ha affermato che gli USA sono pronti a rivedere le proprie posizioni qualora la Russia decidesse di cambiare atteggiamento. Tuttavia la reazione russa non lascia aperte molte speranze in questo senso.

Alcuni analisti hanno osservato che la mossa americana potrebbe essere maggiormente rivolta contro la Cina, piuttosto che contro la Russia. Pechino infatti non ha mai aderito al trattato Inf e gli USA potrebbero quindi cogliere la palla al balzo, per “giocare ad armi pari” con la Cina.

Antonio Villella

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