Vaccini e Wi-Fi: a scuola come cavie per il business delle lobby?

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Di Maurizio Martucci


L’espropriazione dei poteri delle Camere e l’ininfluenza delle commissioni parlamentari, lamentata da chi vede nell’uso dell’adozione di Decreti Legge un sistematico abuso dell’esecutivo a discapito del dibattito parlamentare, si presta ad una rilettura strumentale (dietrologica?) sulla bufera dei 12 vaccini di Stato, con l’emersione del dubbio (più che dell’opportunità su un’immunizzazione di gregge) che sulle scelte governative di Gentiloni (sponda Lorenzin) si celi un’occulta manus riconducibile alle strategie di mercato di lobby e multinazionali.




Così il grido d’allarme lanciato da ampia parte della società civile europea per scongiurare il famigerato TTIP, l’accordo commerciale USA-UE su sedicenti ‘negoziazioni commerciali segrete’ per i profitti del turbo capitalismo di ‘decisori’ e grandi colossi privati, troverebbe conferma sui più discussi temi in Italia legati alla difesa della salute pubblica, in particolare dei minori. E’ innegabile che la scuola sia stata trasformata in un laboratorio sperimentale legalizzato, dove sulla pelle di ignari bambini e ragazzi la partita del grande business progressista vedrebbe in ballo la salute di una generazione costretta a fare da cavia, tra i rischi d’elettrosmog e vaccinazioni. Roba senza precedenti.

Con la Buona Scuola di Renzi (Scuola Digitale) l’insidia del pericolosissimo segnale wireless del Wi-Fi è chiamata a fare i conti (più che con le milionarie gare d’appalto per la fornitura di ubiquitari hot spot) con questo dato, ignorato dall’esecutivo facilitatore di connessioni senza filo: gli studenti stanno a scuola mediamente 6 ore al giorno, 5 giorni alla settimana, 36 ore l’anno, per 12 anni approssimativamente (dalla scuola dell’infanzia, Università esclusa). Ciò equivale ad un totale che non ha precedenti nella storia dell’umanità, tanto meno riscontro nelle evidenze medico-scientifiche elettroscettiche dei negazionisti (basate su effetti termici, non biologici!): 12.960 ore di esposizione alle microonde del Wi-Fi per ogni studente (che potrebbero essere evitate con l’opzione più sicura della connessione via cavo), quando già dal 2011 lo IARC ha inserito nella black list le radiazioni elettromagnetiche non ionizzanti e oggi i tribunali sfornano sentenza che stabiliscono il nesso causale con l’insorgenza del cancro.

La critica ai vaccini corre di pari passo col rischio Wi-Fi: la radiazione dall’Ordine dei Medici per pediatri dissenti (caso Roberto Gava) e le previste salatissime sanzioni per ‘genitori obiettori’ segnalati a scuola (sospensione temporanea della patria potestà, concessa persino negli anni di piombo alle terroriste partorienti in cella), travalicano qualsiasi scelta di libertà di cura, di opinione e il sacrosanto Principio di Precauzione (considerato che il Danno da Vaccino è risarcibile con legge sul diritto all’indennizzo dal 1992), sostenuto da un muro di gomma fatto di svenimenti, shock anafilattico, convulsioni, malattie emergenti e diversi casi di morte (anche di neonati in culla) post-vaccino. Tra le testimonianze strazianti di genitori fantasma, silenti nel sottobosco dell’oblio dei dannati scomodi, c’è l’assurda storia di Giacomo, morto tre anni fa dopo un calvario seguito alle vaccinazioni, e le peripezie di Giorgio Tremante, padre di Marco e Andrea (morti dopo l’antipolio) e Alberto (cerebroleso dalla vaccinazione), fino alla folle escalation burocratica sopportata dal papà di Andrea, accolto nel Coordinamento Nazionale Danneggiati da Vaccino dopo un rimpallo senza colpevoli tra Ministero della Salute e ASL.




Insomma, non è da sottovalutare l’ipotesi col Wi-Fi a pioggia e i vaccini di gregge si corra il rischio di ritrovarsi (da qui a qualche anno) una generazione ammalata da elettrosmog e metalli pesanti, ospedalizzata dalla culla alla tomba. Stiamo assistendo ad un’anteprima del TTIP? Intanto tra le tante famiglie disorientate dalla proposta PD-Lorenzin, sui social prende piede la proposta di trasferirsi all’estero. Per vivere lontano dalle pericolose logiche dell’Occidente e dal suo bluff consumista. Poveri figli d’Italia…

1 Comment
  1. Amedeo says

    Manca il tag Lorenzin

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