Vaccino HPV gratuito: concessione a tutte le donne emiliane fino ai 26 anni

Immagine da: Air Force Special Operations Command
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Infezione da Papilloma Virus – La profilassi anti-papilloma virus è finalmente gratuita. Lo decide la Giunta regionale, esternando un chiaro invito alla vaccinazione.

Il frangente specifico riguarda la preoccupazione per il tumore all’utero: l’infezione è già abbastanza diffusa tra gli adolescenti; ora la copertura sarà disponibile anche alle giovani donne fino ai 26 anni, in forma del tutto gratuita.  Per Sergio Venturi, assessore alle Politiche per la salute, è un passo fondamentale, atto a ridurre il divulgarsi del virus HPV. L’Emilia Romagna si riconferma con delle buone percentuali di copertura vaccinale: già il 2018 segnalava una percentuale tra il 75% e l’80%; per i ragazzi nati nel 2006 (12 anni) l’adesione alla prima dose vaccinale è stata del 67,4% e circa il 32%.

La strategia adottata in un primo tempo è stata quella di vaccinare le ragazze in età precoce per intervenire prima dell’inizio dell’attività sessuale e, successivamente, quella di introdurre la vaccinazione attiva anche per i maschi. Ora estendiamo la gratuità del vaccino ad una platea più ampia per consentire una protezione anche in età più elevata contro il rischio di lesioni che possono trasformarsi in tumori





Così prosegue Venturi; attualmente il vaccino HPV in uso è quello che offre la maggiore protezione, poiché contenenti 9 sierotipi di HPV –  il 16 e il 18  sono i fondamentali;  si prevedono due o tre iniezioni a seconda dell’età (intramuscolari nel deltoide).  La vaccinazione gratuita è stata estesa anche per le persone coinvolte in terapie con immunomodulatori e immunosoppressori.

Sembra essere questa una sorta di agevolazione tutt’altro che casuale; a seguito delle numerose discussioni sui vaccini, i cittadini italiani hanno fatto molto fatica ad accusare il colpo. E come spesso accade, la disinformazione funge da “cassa di risonanza”; ricordiamo di come, lo scorso anno, sia stato necessario confutare uno studio che considerava il vaccino HPV dannoso (fu il caso del Giappone, in cui si registrarono effetti collaterali sporadici, ma tutt’altro che dimostrati).
Limitiamoci, per ora, a gioire di questo epilogo, senza dimenticarsi, però, di incrociare le dita.

Eugenio Bianco

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