Vaccino orale anti covid, primi test in Israele

Fino a pochi mesi fa eravamo in sofferenza per la disponibilità delle dosi di vaccino anti covid, le grandi case farmaceutiche erano in perenne corsa contro il tempo per riuscire a distribuire prima possibile enormi quantità di vaccini ai Paesi europei (e non solo). Ora la ricerca scientifica fa un altro passo in avanti, dichiarando la possibilità di avere un  vaccino orale.




Protagonista Israele,  che dopo aver festeggiato la sconfitta del virus con tanto di video – diventati virali – di giovani che ballavano sui tavoli nei locali, si trova ora ad affrontare una terza ondata di contagi. Contagio che ha raggiunto il più alto numero da marzo e colpisce anche i vaccinati con due dosi, tanto da spingere ora il governo a valutare la terza dose per gli over 60.

Nuove sperimentazioni

La variante Delta non perdona. Per questo ora si aprono nuove frontiere nella sperimentazione. E Israele potrebbe diventare il primo paese al mondo a testare un vaccino anti-covid orale. Le dichiarazioni sono di Nadav Kidron, CEO di Oramed Pharmaceuticals, che ha rilasciato un’intervista al Jerusalem Post.
Oravax Medical, società figlia di Oramed, si appresta a iniziare le sperimentazioni cliniche del suo vaccino presso il Tel Aviv Sourasky Medical Center dopo aver ricevuto l’approvazione del protocollo di studio dall’Institutional Review Board dell’ospedale.

In attesa dell’autorizzazione del Ministero della Sanità

Nelle prossime settimane Kidron spera di ottenere nella prossime settimane l’autorizzazione del Ministero israeliano della Sanità all’avvio della sua fase sperimentale su 24 volontari che finora non sono stati vaccinati. La  sperimentazione clinica dovrebbe avvenire presso l’ospedale di Tel Aviv.

Il progetto

Oramed è un’azienda farmaceutica basata su tecnologia sviluppata dal Centro Medico Hadassah legato all’Università di Gerusalemme. Ed è da marzo che lavora al progetto del vaccino orale, insieme alla indiana Premas Biotech. Le due aziende hanno infatti creato la società Oravax, da cui prenderà il nome il vaccino.

Resistente alle varianti

Kidron ha spiegato che il vaccino Oravax “prende di mira tre proteine strutturali del coronavirus, a differenza della singola proteina spike presa di mira dagli attuali vaccini Moderna e Pfizer. Pertanto questo vaccino dovrebbe essere molto più resistente alle varianti: se il virus buca una barriera, c’è una seconda barriera e poi ce n’è una terza”.

Altri possibili vantaggi

Tra i vantaggi, oltre a sicurezza ed efficacia, è che i farmaci orali tendono ad avere meno effetti collaterali. Inoltre, questo vaccino può essere spedito a temperatura di frigorifero e conservato a temperatura ambiente. Infine, per somministrare un vaccino orale non sono necessari operatori sanitari o personale professionale.

Marta Fresolone

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