A Letto Con Valentina: intervista a Eros Merlin, romanziere

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Eros Merlin è uno scrittore. Si facciano avanti tutti gli interessati, intellettuali o meno.
Uno scrittore di romanzi erotici.

Ma no, dove andate? 

Valentina è affascinata e incuriosita dai romanzi erotici. Quelli facilmente fruibili, sia di una pornografia epidermica che è quella che va dritta al sodo sia di quelli che invece scavano dentro il genere umano per analizzare quante paure e quante fascinazioni siano coinvolte nel sesso.

Negli anni del porno a portata di click è interessante scoprire come ancora ci sia gente che usufruisca delle parole e solo di quelle per essere suggestionata ed eccitata.

Eros Merlin ci racconta un sunto della sua esperienza e di cosa lo ha portato a questo, proprio per accennare a questa realtà, così estranea ai riflettori ma pullulante in ogni ambito della nostra quotidianità.




Quando ha compreso che la scrittura era la sua passione e sarebbe stato il suo lavoro?

Penso attorno ai sette anni o giù di lì. Sin da bambino, ho sempre amato le belle storie. Quelle lette sulle pagine dei libri, dei fumetti, oppure viste alla tv o al cinema. Di conseguenza, il passo dal viverle al volerle creare è stato breve.

Come autore ho sperimentato ogni genere, poi, per purissimo caso mi sono ritrovato seduto ad un tavolo dove si discuteva il lancio di una collana di storie erotiche per un pubblico adulto, ed è lì che è iniziato il tutto.

Ha mai avuto difficoltà con i pregiudizi e stereotipi dei suoi lettori, soprattutto in questi tempi di facile condivisione ma spropositata indignazione?

Sì. Molti intellettualoidi bigotti storcono il naso nel sentire parlare di letteratura erotica. Fanno fatica a definire opera letteraria un romanzo che parla di sesso esplicito, estremo.

Per questi signori è solo spazzatura e francamente sono sconvolto come il sesso nel 2017 venga ancora così demonizzato.

Accettiamo ogni forma di violenza e sopruso; di vivere in una società con sempre meno diritti e valori, però ci scandalizziamo di fronte a una scena sesso.

Per i suoi romanzi si ispira a esperienze personali o a fantasie (sue o di utenti)?

Amo raccontare l’erotismo nelle sue sfumature più estreme, incastonandolo nella vita di tutti i giorni. Per farlo mi lascio mi abbandono alle mie fantasie, che poi sono le stesse di chi mi segue e mi legge… e sotto sotto, anche di chi mi critica.

Cosa pensa dell’erotismo in Italia?

L’Italia è da sempre il Belpaese dalla doppia faccia e dubito che possa cambiare. In un certo senso, siamo rimasti un po’ ai tempi dei Borgia: vogliamo apparire santi, per nascondere il nostro essere peccatori.

Potrebbe la letteratura aiutare ad affrontare argomenti a tema sessuale, spolverando ed alleggerendo tutto ciò che riguarda il sesso, dalla sua demonizzazione?

Dovrebbe, o per lo meno: dovrebbe aiutarci a vivere quelle fantasie che nel mondo reale sarebbe impossibile sperimentare.
Per questo io invito tutti ad avvicinarsi alla letteratura erotica, senza pregiudizi o paure.

Quanta percentuale di evocazione c’è nel romanzo erotico, e quanta di esplicitazione?

Questo dipende, di volta in volta, dal romanzo e da cosa vuole essere o cosa vuole trasmettere. Un opera può essere affascinante e di valore sia se evocativa, sia di pura carnale esplicitazione.

La pornografia è necessaria o di cornice nella letteratura erotica?

Sento spesso usare i termini “porno” o “pornografia” in senso dispregiativo. Qualche settimana fa, in un’accesa discussione in un gruppo Facebook a tema letteratura, un utente mi ha dato del pornografo con l’intenzione di offendermi. Non mi ha offeso affatto.

Che cos’è porno? La scena di un rapporto orale? Una cosa a tre? Due donne che fanno sesso? Un’orgia di dieci persone? Tutto questo per me è semplicemente sesso, erotismo.

L’unica differenza tra un’opera pornografica e una erotica è che, nel porno, spesso ci si concentra solo sull’atto sessuale in sé, mentre in un’opera erotica devi saper costruire dell’altro intorno a quell’atto sessuale.

Un storia, una trama, uno scopo; sentimenti, rimorsi, devi dare insomma un’anima alla storia, non solo carne che gioca.

Ci sono mille e più modi di raccontare l’eros. Chi ama essere esplicito, che si tiene sul soft, chi è legato al filone romantico, e chi invece, come il sottoscritto, sterza nel trasgressivo.

Qual è stato il suo percorso personale per arrivare al romanzo erotico?

Nella mia vita (ho 37 anni) ho scritto un po’ di tutto. Come lettore ho amato ogni genere letterario, e come scrittore mi son promesso fin dall’inizio che avrei sperimentato un po’ di tutto, compreso l’erotico.

La mentalità perbenista vorrebbe farci credere che chi si avvicina a questo genere è un pervertito, un trasgressivo, insomma uno che vive la vita pensando solo al sesso.

Da sempre il compito della letteratura, come di tutte le arti, è quella di raccontare l’uomo nel suo essere, nei suoi sogni, nei suoi sentimenti.

L’erotismo e il sesso sono una componente del genere umano, dunque perché non raccontarle, celebrarle attraverso la scrittura o il cinema?

Ha qualche opera di letteratura erotica come bagaglio culturale, alla quale è particolarmente affezionato o che l’ha ispirato per i suoi romanzi?

Tante e nessuna. Penso che un vero scrittore non debba mai attaccarsi, desiderare di seguirne l’esempio di un altro autore, anche se questo è mille volte più immenso di lui.

Apprezzo molti autori, ma di nessuno di essi voglio essere la copia. Sto attualmente lavorando ad una rivisitazione, ma anche in questo caso, voglio essere sempre e solo me stesso.

Quali sono i progetti futuri?

Continuare a dare al mio pubblico ciò che da me si aspetta: storie conturbanti, erotismo senza veli, freni, moralismi e tabù.

Ringraziando Eros Merlin per la sua gentilezza e disponibilità, Valentina gli augura tutto il meglio per la sua carriera. L’ipocrisia di una società principalmente spaventata da secoli di tabù è una risposta inevitabile a provocazioni riguardo il sesso, seppur “provocazione” è un termine inappropriato quando si tratta di semplicemente di raccontarlo, nella quotidianità come nell’arte.

Eros Merlin fa un mestiere che può permettere a tutti di trovare una chiave di lettura, oltre la quale si può solo scoprire la propria per affrontare se stessi e le personali passioni viscerali.

Buona lettura, allora e buona scoperta di sé.

GDB


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