Valentina Petrillo: la prima atleta trans italiana raggiunge il sogno olimpico

Valentina Petrillo è la velocista transgender che si è qualificata  per rappresentare l’Italia alle prossime Paralimpiadi di Tokyo 2021.  Si tratta di un traguardo rilevante raggiunto nel mondo dello sport, che dopo innumerevoli sforzi si apre alla comunità LGBT.



Affetta dalla malattia di Stargardt, la velocista Valentina non ha mai rinunciato ai suoi sogni, diventando prima un atleta e poi avviando la transizione al genere percepito, classificandosi ancora una volta con successo tra le vincitrici che voleranno alle Paralimpiadi.

Un mondo dello sport orientato alla parità

La vittoria di Valentina rappresenta un forte messaggio per la comunità LGBT, che finalmente è legittimata a entrare nel mondo dello sport, che fino ad oggi ha gravemente sofferto di omofobia.


In questo settore si inserisce il progetto Outsport finanziato dalla Commissione Europea per contrastare le discriminazioni correlate all’orientamento sessuale e all’identità di genere nello sport. Dal rapporto finale pubblicato nel 2019 è emerso che il 90% degli intervistati percepisce l’omofobia come un problema attuale nel settore sportivo. Parametri da migliorare appellandosi ai diritti fondamentali di ciascun individuo.

La transizione di Valentina Petrillo e i 5 nanomoli

Nella sua carriera Valentina Petrillo ha già vinto undici titoli italiani nella categoria maschile, ma solo nel 2019 ha gareggiato insieme alle donne come Valentina.  Proprio nel 2019 è avvenuta la transizione, con non poche difficoltà.  L’atleta ha dichiarato di aver subito pesanti effetti collaterali a causa della terapia ormonale, che tra le altre cose ha temporaneamente


ostacolato le sue prestazioni, con un abbassamento del rendimento e una contrazione della massa muscolare. Ma l’ambizione di Valentina l’ha portata fino a Jesolo. Oggi i suoi parametri ematici  risultano conformi agli standard della Fispes. Per gareggiare nella categoria femminile è infatti necessario  il monitoraggio della concentrazione di testosterone, che per dodici mesi non dev’essere superiore a 5 nanomoli. È questo valore a dare il titolo al film documentario su Valentina Petrillo, dove l’atleta sarà protagonista della sua stessa storia, mostrandoci il percorso intrapreso per raggiungere la meta Tokyo 2021.

Elena Marullo

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