Valentino Rossi e la Yamaha riaprono il dibattito: Quando dire basta?

Il dilemma delle leggende: sfidare il tempo o lasciare da eroe

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Valentino Rossi e la Yamaha. Dopo un primo ciclo ricco di successi e un secondo meno fortunato, la casa giapponese ha annunciato che dal 2021 il “Dottore” verrà sostituito tra le fila dei piloti ufficiali in Moto GP da Fabio Quartararo. Da più parti ci si domanda quale sarà il futuro di Rossi, 40 anni e una carriera che parla per lui. Dire basta?Continuare? Dove e come andare avanti?



I campioni che hanno segnato un’epoca, le leggende, quelli diventati emblema oltre i confini sportivi sono sempre difficili da lasciare andare. Rispetto, nostalgia, riverenza spesso annebbiano la mente nascondendo l’inevitabile avvicinarsi del momento dell’addio.

Ancora più difficile è per chi è protagonista in prima persona. Essere numeri uno non è solo abitudine ma esigenza, il terreno di battaglia è casa, la competizione è vita. E’ difficile accettare l’avvento dell’unico avversario che non si può sconfiggere: il tempo.

Alcuni lo accettano con dignità, smettendo al momento giusto da eroi e lasciando il ricordo indelebile di una carriera finita ancora al top. Altri lo sfidano con irriverenza e arroganza fino alla fine. Risultato? Altri record e altra gloria oppure in altri casi l’irreversibile macchia di una carriera finita in declino, come uno dei tanti.

A volte la grandezza del nome fa si che i personaggi diventino intoccabili. Nessuno può decidere quando dire basta, se non loro. Altre volte logiche di mercato e di programmazione fanno si che proprio i datori di lavoro in passato sostenitori numeri uno siano costretti a mettere alla porta e a dire basta al posto loro.

Il caso di Rossi però non è un caso normale. Valentino Rossi non è una leggenda della Moto GP. E’ la Moto GP. Nonostante gli ultimi anni non siano stati da ricordare, continua ad essere il nome di punta, il principale simbolo, e la principale attrattiva di questo sport. Se negli altri sport l’inevitabile ricambio generazionale avviene anche a livello mediatico, in Moto GP i riflettori sono fermi al casco numero 46.

Ecco perché fatto uscire dalla porta principale la Yamaha potrebbe far rientrare Rossi da quella secondaria. Ecco perché altre proposte potrebbero arrivare. Almeno a livello mediatico la Moto GP dà ancora la sensazione di avere bisogno del pilota italiano.

Anche questa corsa verso il futuro Rossi dovrà quindi farla da solo, senza farsi annebbiare o sfruttare, ma valutando tutte le proposte con un quesito in mente: sfidare il tempo ancora una volta, cercare il riscatto o andare via. In ogni caso, comunque vada, da eroe.

Beatrice Canzedda

 

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