Vasto: Cementificio a ridosso della riserva naturale

I vastesi protestano con una marcia silenziosa

Negli anni passati, tra i 60 e i 70, quando l’ambiente non era considerato e si faceva un po quel che si voleva, quando e come lo si voleva… si è ben pensato di costruire una bella zona industriale a ridosso di quella che all’epoca non era ancora “riserva naturale”

Punta Aderci
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Vasto: Punta Penna

Vasto, è un paese costiero abruzzese di circa 42000 abitanti. Noto per i suoi trabocchi e per il “brodetto di pesce alla vastase”, la cittadina è meta estiva di tanti turisti che scelgono di passare le loro vacanze sui litorali dell’adriatico.

Vasto è ricca di storia e di arte, ma è il mare il suo punto di forza economico-turistico, data l’ampiezza e la varietà delle sue spiagge. Più o meno a10 km a nord della città, si trova Punta Penna con i suoi 5 km di spiaggia che comprendono la riserva naturale regionale di Punta Aderci (tratto di costa naturalisticamente più bello ed interessante d’Abruzzo). In questa riserva, vengono naturalmente custodite rare specie di piante e trovano il loro habitat riproduttivo diversi animali. Tra questi il fratino, un simpatico e minuto volatile, che è diventato simbolo della riserva stessa.

La zona industriale

Negli anni passati, tra i 60 e i 70, quando l’ambiente non era considerato e si faceva un po quel che si voleva, quando e come lo si voleva… si è ben pensato di costruire una bella zona industriale a ridosso di quella che all’epoca non era ancora “riserva naturale” (solo nel 1998, Punta Aderci, viene fatta riserva naturale regionale.)

A ridosso della riserva quindi?

Si, appena dietro le dune, a pochi metri da falesie e scogliere, vicinissima al mare, e a pochi metri da resti italici di interesse archeologico, si erge maestosa e grigia la zona industriale di Punta Penna. La salsedine fa così “amicizia” con varie aziende e tra queste anche una chimica.

Oggi però si sta pensando di spostare la zona industriale in siti più consoni!!! No dai si scherza, non c’è alcuna intenzione del genere, e sarebbe anche complicato da fare seppur di buonsenso. Ma non sono le fabbriche già esistenti a smuovere la sensibilità dei vastesi, bensì è la paura di veder sorgere un cementificio di quelli belli belli, grossi grossi, e più di ogni altra cosa: “impattante”.

La marcia silenziosa

La marcia silenziosa

Per dire un sacrosanto: “no” al cementificio si è fatta una manifestazione silenziosa e pacifica, una vera e propria dichiarazione d’amore per la riserva naturale che merita tutto il nostro rispetto.

Gli organizzatori, tra i quali: Lino Salvatorelli dell’associazione ARCI VASTO, parlano di 800 presenti alla manifestazione, la questura riduce di 200 il numero ma poco cambia. La marcia nata sul web da un comitato popolare, oltre alla presenza di associazioni, imprenditori turistici, e tanti cittadini, ha visto la presenza di vari esponenti politici di ogni fazione, compreso il sindaco Francesco Menna e il vicesindaco Paola Cianci, che hanno sfilato sotto la bandiera della tutela ambientale.

A Paola Cianci e Lino Salvatorelli abbiamo chiesto di esprimere il loro punto di vista in merito e li riportiamo di seguito.

Paola Cianci, vicesindaco di Vasto

Paola Cianci

Questa convivenza anomala tra Zona Industriale e Riserva Naturale di Punta Aderci ci porta ormai da troppi anni a rincorrere situazioni, come quella del cementificio, che possono mettere in discussione la tutela ambientale di una parte del nostro territorio fragile e delicata. Come Amministrazione Comunale, nell’ultimo anno, abbiamo iniziato una riflessione per cercare di intervenire tecnicamente su quell’area attraverso l’adeguamento del piano di assetto naturalistico della Riserva e la variante al PRT della zona industriale attraverso il confronto con l’Arap che vedrà coinvolta anche la Provincia. Il bilancio 2018, che andremo a breve ad approvare, prevede una serie di investimenti nell’ambito del turismo attivo e sostenibile, visione che cozza con la presenza di un cementificio nella fascia di protezione della riserva che va tutelata.”

Lino Salvatorelli ARCI Vasto

Lino Salvatorelli

Penso che non si possa più rincorrere il progetto di turno… é necessario un primo intervento che congeli la situazione nell’attesa di una variante di piano. Il sindaco in quanto massima autorità sanitaria si può rifare alla legge regionale sulla qualità dell’aria che classifica tutto il vastese in mantenimento, ovvero: zone che devono mantenersi abbastanza lontane dai limiti in misura precauzionale siccome nella zona di punta penna noi non conosciamo il cumulo delle emissioni. In sostanza ogni impresa potrebbe essere in regola ma noi non sappiamo se il cumulo supera il limite del mantenimento. Fin quanto l’ARTA non gli fornisce tali dati che sono un nostro diritto sancito dalla legge, il sindaco deve, grazie al principio di precauzionale, bloccare ogni nuovo insediamento che crea emissioni nella zona.”

Confindustria Chieti-Pescara

Il turismo non si favorisce distruggendo imprese e lavoro” dichiara la Confindustria schierandosi dalla parte degli imprenditori che hanno già annunciato azioni legali e richieste di risarcimento.

La Confindustria definisce la protesta nata sul web come una: “gogna mediatica” da stoppare, condannando duramente quello che viene additato come: “ambientalismo estremo”. Del resto, nessuno si sarebbe aspettato un atteggiamento diverso dalla Confindustria e mentre in spiaggia si urla: “Nessuno tocchi Punta Aderci” negli uffici si urla: “Nessuno tocchi la zona industriale di Punta Penna”.

Andrea Ianez

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