Vedere la vita con gli occhi del chimico!

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“La laurea non è un titolo, ma un metodo” dice Sgarbi ed è vero. Molto spesso è anche il metodo per impazzire. Sappiamo usare quasi tutte le apparecchiature da laboratorio. Conosciamo i processi industriali di quasi tutto ciò che ci circonda. La nostra disciplina è a cavallo fra la “fisica particellare” e la “biologia”, quindi, abbiamo una buona infarinatura di entrambe e siamo il loro ponte. Vedere la vita con gli occhi del chimico è proprio una disgrazia ed ora vi spiegherò il perché.




Vedere la vita con gli occhi del chimico! – L’imbarazzo dell’indifferenziata

Quando un chimico torna a casa, poggia le chiavi sull’organico tavolo di legno, apre il frigo di lega organometallica e tracanna una bottiglia organica di plastica (PE, PET, PVC, PP, PS, tutte le sigle trovabili sotto i piatti e bicchieri usa e getta). Si sbuccia una mela e poi si avvicina al suo acerrimo nemico: L’INDIFFERENZIATA. Legge “organico“, “indifferenziata“, “umido“, “plastica” e altre diciture e oscuri grammatismi. “La mela non è plastica ne indifferenziata” pensa il chimico, poi “è umida, può fare da concime quindi è anche differenziabile“. Dopo varie ore di ragionamenti riesce a disfarsi del torso e delle bucce e lavare il piatto. Poi ha la brillante idea di aprirsi una scatola di tonno, consumarla, lavarla con acqua e sapone, e ricominciare con la logica per esclusione…




Vedere la vita con gli occhi del chimico! – L’impaccio quotidiano

Il chimico è ad un colloquio di lavoro e portano il caffè coperto da carta argentata; storce il naso perché sa che la carta d’alluminio è raffreddata, in fabbrica, con spruzzi di benzina. Oppure, torna a casa sudato e stanco, apre il frigo, ma trova solo un cartone di latte, lo stappa, lo tracanna e lo sputa nel lavandino perché si è accorto che è latte di soia il quale viene fatto grattando la calce dai muri. Per non parlare dell’angolo detersivi del market, ci sentiamo dei padreterni lì perché avremmo il potere di fabbricare alla McGyver innumerevoli veleni ed esplosivi se lo volessimo, eppure, non esistono testi psichiatrici preliminari all’iscrizione in facoltà.
Daniel Pastore



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