Venezuela: Guaidò ha chiesto all’esercito di rivoltarsi contro Maduro

Il Venezuela sembra essere sull'orlo di una guerra civile

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Guaidò, leader dell’opposizione in Venezuela, invita le forze armate a ribellarsi a Maduro e ad unirsi all’Operazione Libertà per instaurare la democrazia. Scontri tra le forze armate e la popolazione di Caracas. I leader del mondo hanno gli occhi puntati sul Venezuela.

Juan Guaidò, autoproclamato Presidente ad interim del Venezuela, ha chiesto alle forze armate della nazione di ribellarsi. In un breve video girato dalla base aerea La Carlota, nei pressi di Caracas, Guaidò è apparso al fianco dell’attivista Leopoldo Lopez. Egli ha affermato che: “Quale Presidente incaricato e legittimo capo delle forze armate convoco tutti i militari a seguirci nelle nostre azioni”.  “Abbiamo parlato con i nostri alleati nella comunità internazionale – ha continuato Guaidò su Twitter – e abbiamo il loro forte sostegno per questo irreversibile processo di cambiamento nel nostro Paese. L’Operazione Libertà è iniziata e resisteremo fino a raggiungere un Venezuela libero”.

La popolazione del Venezuela è scesa spontaneamente in strada rispondendo immediatamente alla chiamata del leader dell’opposizione. Da quanto riportato dalla BBC, però, alcuni blindati dell’esercito venezuelano (fedele a Maduro) hanno investito i dimostranti antigovernativi a Caracas. Le forze dell’ordine hanno anche lanciato gas lacrimogeni contro i manifestanti.

Il Venezuela, dunque, sembra seriamente sull’orlo della guerra civile anche se il Governo minimizza. Il Ministro dell’Informazione Jorge Rodriguez, infatti, ha informato, tramite Twitter, il popolo del Venezuela che le forze armate stanno affrontando e neutralizzando un ridotto gruppo di militari traditori che hanno occupato il distributore Altamira (il principale accesso alla città) con lo scopo di “promuovere un golpe contro la Costituzione e la pace della Repubblica”. A questo tentativo di colpo di Stato, sempre secondo Rodriguez, si sarebbe unita “l’ultradestra golpista e assassina”.

Il Presidente Nicolas Maduro ha dichiarato che tutti i comandanti militari del Paese “hanno espresso la loro totale lealtà nei confronti del Popolo, della Costituzione e della Patria”. Anche il Ministro della Difesa del Venezuela ha dichiarato che la situazione del paese è sotto controllo ma anche che, se costrette, le forze armate non esiteranno ad utilizzare le armi.




Le reazioni internazionali sono state immediate, e disparate. Il Governo di Madrid, che era stato tra i primi a riconoscere Guaidò come legittimo Presidente del Venezuela, ha condannato il tentativo di colpo di Stato e si è dichiarato a favore di una transizione democratica pacifica che sia in grado di evitare spargimenti di sangue.

La Russia di Putin sta tenendo sotto controllo gli avvenimenti. Il portavoce del Cremlino ha dichiarato che “grande attenzione è stata prestata alla situazione in Venezuela alla luce delle notizie in arrivo di un tentativo di colpo di Stato nel Paese”.

Gli Stati Uniti, invece, hanno ribadito il proprio sostegno all’azione di Guaidò. Il Segretario di Stato statunitense, Mike Pompeo, ha twittato: “Oggi il presidente ad interim, Juan Guaidò, ha annunciato l’inizio dell’Operazione Libertà. Il governo americano appoggia pienamente il popolo del Venezuela nella sua ricerca di libertà e democrazia. La democrazia non può essere sconfitta. #EstamosUnidosVE”. Gli Stati uniti hanno anche lanciato un’allerta per tutti i cittadini americani invitandoli a non recarsi in Venezuela. Per i cittadini americani residenti nel Paese, invece, non è previsto alcun piano di evacuazione. Nonostante ciò, il Dipartimento di Stato ha consigliato di lasciare il Venezuela immediatamente, anche mediante voli commerciali.

Anche il Presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, si è espresso ha favore di Guaidò. Tajani ha infatti Twittato: “Oggi, 30 aprile, segna un momento storico per il ritorno della democrazia e della libertà in Venezuela. Il Parlamento europeo lo ha sempre appoggiato. La liberazione del premio Sacharov, Leopoldo Lopez, dai militari nel rispetto della Costituzione è una gran notizia”.

L’unica voce in sostegno di Maduro è stata quella del Presidente boliviano, Evo Morales, che ha condannato apertamente il tentato colpo di Stato in Venezuela da parte della destra che risponde agli interessi stranieri. Morales ha però aggiunto che la valorosa Rivoluzione Bolivariana, con Maduro ai suoi vertici, riuscirà ad imporsi contro questo nuovo attacco imperialista.

Ad ogni modo, la situazione in Venezuela è critica ormai da mesi.  La speranza è che le forze politiche in campo scelgano di evitare qualsiasi spargimento di sangue e scelgano la strada delle libere elezioni democratiche. Solo un Governo scelto legittimamente dal popolo venezuelano potrebbe essere in grado di migliorare la situazione nel paese.

 

Matteo Taraborelli

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