• Contatti
  • Cookie Privacy Policy
sabato, 13 Dicembre 2025
Ultima Voce
  • Home
  • Attualità
  • Economia e Politica
  • Ricerca e Sviluppo
  • Cultura
  • Interviste
  • Letture
  • Focus
    • Ambiente
    • Diritti Umani
    • Disabilità
    • Discriminazione
    • Femminismo
    • LGBTQ+
    • Mafia
    • Migrazione Umana
  • Home
  • Attualità
  • Economia e Politica
  • Ricerca e Sviluppo
  • Cultura
  • Interviste
  • Letture
  • Focus
    • Ambiente
    • Diritti Umani
    • Disabilità
    • Discriminazione
    • Femminismo
    • LGBTQ+
    • Mafia
    • Migrazione Umana
No Result
View All Result
Ultima Voce
No Result
View All Result
Home Cultura

G8 di Genova: ventiquattro anni dopo, l’eredità di una repressione sistemica

by Beatrice D'Auria
20 Lug 2025
in Cultura
Reading Time: 4 mins read
A A
0
Ventiquattro anni dal G8 di Genova
Share on FacebookShare on Twitter

Dalla parte di chi lotta per essere riconosciuto,
dell’essere umano e dei suoi diritti.
Contribuisci a preservare la libera informazione.

logo paypal

Sono passati ventiquattro anni dal G8 di Genova, da quando il movimento alter mondialista scendeva in piazza per opporsi alle politiche scellerate dell’Occidente, responsabili di mettere a rischio i diritti umani e l’ambiente. Ventiquattro anni dalla morte di Carlo Giuliani per mano di un carabiniere. Ventiquattro anni dalle torture inflitte alla Diaz e a Bolzaneto, ai danni di militanti pacifici, per mano della polizia di Stato. Cosa ci resta oggi del sangue sull’asfalto di Piazza Alimonda e sui pavimenti della scuola Diaz? La repressione continua, assumendo forme sempre nuove, che legittimano l’operato fascista delle destre europee e isolano sempre di più le persone, impedendo loro di creare aggregazioni movimentiste e strutturali di ampio raggio. La partecipazione alla politica è sempre più scarsa e la stigmatizzazione degli attivisti feroce.

Il 20 luglio 2001, durante le proteste di piazza contro il G8 di Genova, il giovane militante Carlo Giuliani viene colpito alla testa da un proiettile sparato dal carabiniere di leva Mario Placanica. Per strada si consumano le violenze più efferate e le forze dell’ordine attaccano i manifestanti con manganellate e gas lacrimogeni.

Genova è in assetto da guerra: la città è divisa in zone rosse, con imponenti barricate erette per impedire ai manifestanti di accedere al centro e di avvicinarsi al luogo del potere, il Palazzo Ducale, dove otto uomini incravattati stanno decidendo le sorti del mondo intero. Il giorno dopo, nella scuola Diaz, adibita a dormitorio, si consuma una mattanza: la polizia fa irruzione e pesta a sangue tutti i presenti, giovani e vecchi, cittadini comuni e giornalisti, per poi arrestarne alcuni e trasferirli alla caserma di Bolzaneto, dove vengono sottoposti a torture fisiche e psicologiche.

Cosa ci resta, ventiquattro anni dopo, di quella macelleria messicana, di quella sospensione dei diritti democratici che ha segnato indelebilmente la storia della militanza e la storia umana? Non solo depistaggi, promozioni di grado per i responsabili dei crimini e lunghe incarcerazioni per gli attivisti, ma anche un intero sistema politico conservatore e fascista che in quel momento ha gettato le basi per la propria legittimazione negli anni a venire. La scuola Diaz è la madre della repressione degli anni Duemila, il laboratorio che ha permesso, dopo decenni di lotte sindacali, Guerra Fredda e presenza del Partito Comunista, di studiare i nuovi assetti dei movimenti e capire come reprimerli più efficacemente.

RELATED STORIES

Conferenza di Ginevra

La Conferenza di Ginevra: il fragile ritorno alla diplomazia dopo la Guerra del Kippur

12 Dicembre 2025
Zanzibar

L’ingresso di Zanzibar nel Commonwealth: dall’indipendenza alla monarchia

10 Dicembre 2025

Black bloc, termine coniato pochi decenni prima, è diventato l’emblema di questa repressione. Le parole plasmano la realtà: associare chi milita a un vandalo, un teppista, un violento, rende giustificabile qualsiasi azione nei suoi confronti. I termini sono cambiati nel tempo, ma il significato rimane immutato, pregnante e ineccepibile: antagonisti, zecche, ecovandali. Ghettizzare verbalmente le persone, separandole dal resto della società “per bene” — che non si lamenta, non alza la testa, non diventa scomoda — consente un isolamento e una repressione più mirati.



Il riflusso fascista del nostro presente

La tenuta democratica dell’Italia e di molti altri paesi occidentali è oggi in grave pericolo. In tutta Europa e in America assistiamo giornalmente a gravissime violazioni dei diritti umani: carcerazioni forzate di migranti incensurati, CPR e prigioni che somigliano a lager, infiltrazioni in organizzazioni politiche di sinistra, manganellate a cortei pacifici e procedimenti penali severi a carico di attivisti.

Ciò che desta maggior preoccupazione è però la normalizzazione di queste pratiche. Ci siamo anestetizzati di fronte a quello che accade attorno a noi, complice una sinistra liberale e liberista che da trent’anni a questa parte non è più in grado di raccogliere il malcontento della popolazione e incanalarlo in azioni politiche efficaci. Il globalismo feroce, contro cui i manifestanti si battevano nei primi anni Duemila, è ormai accettato come un dato di fatto imprescindibile e ineluttabile, rendendo praticamente impossibile immaginare un’alternativa, un mondo lontano dalle logiche capitaliste.

Il modello globalista, tuttavia, ha alimentato le disuguaglianze economiche e sociali, non mantenendo fede alle promesse che aveva dato. Conseguentemente, di fronte alla profonda crisi economica che attanaglia l’Occidente e il sistema neoliberista da molti anni a questa parte, non stupisce che il voto della popolazione si sia spostato verso le facili promesse del nazionalismo e della destra estrema, mentre sotto i nostri occhi vengono approvati provvedimenti lesivi, che suscitano rabbia e interrogativi soltanto in una minoranza di cittadini.

I diritti vengono erosi gradualmente, accompagnati da una profonda manipolazione psicologica del pensiero comune. Il recente Decreto Sicurezza, voluto dal governo Meloni e ormai legge, non ha suscitato particolare scalpore, essendo il risultato finale di una lunga serie di narrazioni distorte rivolte agli attivisti. Tra i nuovi reati introdotti dalla legge figura il blocco stradale, pratica tipica delle organizzazioni ambientaliste, la cui introduzione ha suscitato in molti un senso di sollievo: finalmente quegli ambientalisti che ostacolano il traffico e il lavoro vengono allontanati. Il lavoro è diventato il nostro fine supremo, e ciascuno conduce la propria vita convinto di non incorrere in problemi se si mantiene in linea con le regole.

In assenza di protesta e dissenso politico, tuttavia, si assiste inevitabilmente a un peggioramento delle condizioni sociali: l’allungamento degli orari lavorativi, la stagnazione o riduzione dei salari, e il progressivo degrado dei servizi pubblici quali sanità e istruzione. Le opzioni sono due: accettare passivamente questa realtà, condannandosi a condizioni di povertà, deterioramento dei servizi e a un futuro privo di opportunità per le nuove generazioni; oppure scegliere di attivarsi, con la consapevolezza di correre molti rischi, ma con la possibilità di immaginare un futuro diverso e migliore.

Beatrice D’Auria

Tags: Carlo Giulianidecreto sicurezzag8 di genovaGenova 2001proteste
ShareTweetSendShare

Iscriviti alla nostra newsletter

Può interessarti anche questo

Conferenza di Ginevra
Cultura

La Conferenza di Ginevra: il fragile ritorno alla diplomazia dopo la Guerra del Kippur

12 Dicembre 2025

La Conferenza di Ginevra del 12 dicembre 1973 rappresentò uno dei momenti più rilevanti nel...

Zanzibar
Cultura

L’ingresso di Zanzibar nel Commonwealth: dall’indipendenza alla monarchia

10 Dicembre 2025

L’ingresso di Zanzibar nel Commonwealth nel 1963 rappresenta uno dei passaggi più significativi della storia...

Banana Botox
Cultura

Il Banana Botox, buccia di banana e pelle più luminosa

9 Dicembre 2025

Le piattaforme più popolari, da Instagram a TikTok, sono diventate incubatrici di tendenze effimere, molte...

Battaglia di Jerusalem
Cultura

La battaglia di Jerusalem del 1917: la resa di Gerusalemme e la fine dell’era ottomana

9 Dicembre 2025

La battaglia di Jerusalem del 9 dicembre 1917 rappresenta uno snodo cruciale nella storia del...

Next Post
asimmetria tra materia e antimateria

Scoperta un'asimmetria tra materia e antimateria nei barioni

No Result
View All Result

Guest Authors

Giulio Cavalli |Giovanna Mulas | Sabina Guzzanti |Susanna Schimperna | Francesca de Carolis| Luigi Colbax | Alessandro Ghebreigziabiher| Oliviero Beha|Bruno Ballardini Rosanna Marani| Barbara Benedettelli | Carlo Barbieri | Roberto Allegri| Pino Aprile|Otello Marcacci| Carlo Nesti|Carlo Negri| Massimiliano Santarossa| Livio Sgarbi|Alessandro N. Pellizzari |Clara Campi| Marilù S. Manzini| Erika Leonardi|Dario Arkel| Maurizio Martucci| Paolo Brogi| Ettore Ferrini|Adriano Ercolani|Paolo Becchi|Alessia Tarquinio| Selvaggia Lucarelli| Fabrizio Caramagna | Iacopo Melio |

logo paypal

Ultima Voce Best Topics

ambiente arte attualità bambini Calcio Cina Cinema coronavirus Covid-19 cultura diritti umani donald trump Donne economia Europa film Francia guerra Israele Italia Lavoro Libri Matteo Salvini migranti Milano musica nshr Onu Palestina politica razzismo Ricerca roma Russia salute Salvini Scienza Scuola società stati uniti storia Trump unione europea Usa Violenza

FAQ E CONSIGLI UTILI

Guide & Tips 

Contatta La Redazione

Scrivi a :
– info@ultimavoce.it
– collaborazioni@ultimavoce.it
– advertising@ultimavoce.it
– candidature@ultimavoce.it

Read More…
fandangolibri1.png
chiarelettere11.png
WhatsApp-Image-2023-01-17-at-09.39.24-e16739484187331.jpeg
LOGO-FFF1.png
luis1.png
Logo_24ore1.png
moton1.png
UNITO1.png

Le foto presenti su ultimavoce.it sono state in larga parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione – indirizzo e-mail info@ultimavoce.it, che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate.

Testata Giornalistica registrata presso il Tribunale di Brescia n° 8/2021 del 15/03/2021. Direttore Responsabile: Gianluca Lucini / Direttore Editoriale: Andrea Umbrello

  • Home
  • Attualità
  • Cultura
  • Ricerca e Sviluppo
  • Economia e Politica
  • Interviste
  • Contatti
  • Privacy Cookie Policy
  • Guide Utili

© 2020 - Ultima Voce. All Rights Reserved

No Result
View All Result
  • Home
  • Attualità
  • Economia e Politica
  • Cultura
  • Ricerca e Sviluppo
  • Interviste
  • Letture consigliate
  • Focus
    • Ambiente
    • Diritti Umani
    • Disabilità
    • Discriminazione
    • Femminismo
    • LGBTQ+
    • Migrazione Umana
  • Contatti

© 2020 – Ultima Voce. All Rights Reserved.