I risultati reali degli esperimenti shock di Stanley Milgram

La natura umana è diversa da quella dipinta da Stanley Milgram

L’essere umano obbedisce ciecamente agli ordini? 
Per molto tempo, l’esperimento di Milgram ci ha fatto credere che sia così. Ma la realtà é diversa e, solo adesso, emergono i dati più “scomodi” tenuti nascosti

Fonte:Obedience ©1968 by Stanley Milgram. ©Renewed 1993 by Alexandra Milgram. Distributed by Alexander Street Press. Stanley Milgram papers, 1927-1993 (inclusive). Manuscripts & Archives,Yale University. Foto via New Scientist.
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L’essere umano obbedisce ciecamente agli ordini?

Per molto tempo, l’esperimento di Milgram ci ha fatto credere che sia così. Ma la realtà è diversa, e solo adesso, emergono i dati più “scomodi” tenuti nascosti

Nel 1961, durante uno dei più famosi processi a un criminale di guerra nazista Adolf Eichmann, uno dei più  importanti esecutori materiali della deportazione e dello sterminio della popolazione ebraica, provò a difendersi presentandosi come un burocrate senza alcuna responsabilità diretta, che aveva semplicemente eseguito gli ordini ricevuti.

Il processo- svoltosi in Israele e trasmesso in televisione- terminò con la condanna a morte di Eichmann, reputato colpevole di

aver spietatamente perseguito lo sterminio degli ebrei.

Ma la linea difensiva adottata da Eichmann sconvolse profondamente l’opinione pubblica.
In modo particolare, attirò l’attenzione di Stanley Milgram, psicologo e assistente universitario dell’Università di Yale, che  ideò uno dei più famosi esperimenti sociali di sempre per scoprire i meccanismi di obbedienza all’autorità.

 

Milgram reclutò, tramite un’ inserzione su un giornale locale, “volontari pagati” per partecipare a un esperimento sull’apprendimento.

Uno sperimentatore spiegò le dinamiche del “test” ai partecipanti di età compresa tra i 20 e i 50 anni.

I volontari avevano il ruolo di “insegnanti”: ogni volta che gli alunni (complici dello sperimentatore sotto mentite spoglie) davano una risposta errata, dovevano somministrare una scossa elettrica.

Lo sperimentatore incitava gli insegnanti incerti a impartire la scossa, con frasi sempre più persuasive (fino a impedirgli di scegliere diversamente).

Il voltaggio aumentava a ogni risposta errata degli alunni, e con esso le grida delle finte “vittime”.

I volontari ignoravano che le scosse, le lamentele dei torturati erano finte .  Inoltre gli “insegnanti” non sapevano di essere i veri soggetti dell’esperimento, il cui scopo era di dimostrare i limiti dell’obbedienza a un ordine ricevuto.

Milgram, nelle conclusioni della sua ricerca, riportò che il 65% dei soggetti aveva obbedito agli ordini dell’autorità, continuando con la tortura nonostante il dolore manifestato dalle vittime.
Si riferì ai campi di concentramento e alle camere a gas, affermando che l’obbedienza di massa a ordini ricevuti ha reso possibili quelle torture.
I risultati sconvolsero l’immaginario comune per il fosco ritratto della natura umana.




Ma le cose stanno davvero così?

La realtà dei fatti è un po’ differente da quella divulgata da Milgram.

Numerosi dati raccolti non furono pubblicati, furono messi da parte o sminuiti per tratteggiare una versione inquietante della natura umana che si adeguasse al caso Eichmann.

Secondo quanto riportato da Milgram, il 65% degli uomini adulti erano pronti a obbedire a qualsiasi tipo di ordine, ignorandone le conseguenze. In realtà, questo numero fu ottenuto dal primo articolo scientifico sull’obbedienza, basato su circa 40 uomini.

Si può mai affermare di aver scoperto una verità universale basandosi sul comportamento di 26 persone?

Un altro dettaglio poco conosciuto è che Milgram effettuò 23 varianti del suo celebre esperimento, ognuna con differenti scenari e attori.

In una, l’attore-allievo non gridò mai fino alla scossa di 300 volt– in seguito alla quale simulò di colpire il  muro e svenire.

Ma soprattutto, nella maggior parte delle varianti, la maggioranza dei volontari non obbedì agli ordini e si rifiutò di proseguire, particolare che non si considerò nella pubblicazione dell’esperimento.

Dagli archivi emerge che i partecipanti provarono qualsiasi cosa per non somministrare le scosse.

Alcuni si offrirono di scambiare il posto con la vittima; altri diedero maggior risalto alla risposta esatta, per evitare che l’alunno sbagliasse; altri somministrarono una scossa con un voltaggio inferiore al dovuto.

Numerosi supplicarono lo sperimentatore, molti ci litigarono e lo sfidarono.

Il team di Milgram accantonò i dati maggiormente “scomodi” in una maniera ben poco scientifica.

Durante le prime fasi dello studio, i volontari che si opposero più di 4 volte agli ordini vennero classificati come “disobbedienti” e non parteciparono al resto dello studio ( successivamente i ricercatori non tennero conto di questo comportamento).

In una variante lo sperimentatore incitò per 26 volte  una volontaria  affinché proseguisse nella somministrazione della scossa.

I volontari credevano realmente allo scenario allestito da Milgram?

Quanti potevano ritenere che un’università come Yale consentisse torture potenzialmente mortali nei suoi laboratori? Lo stesso Milgram, in una nota presente nei suoi archivi, non pubblicata,  si domandava se gli esperimenti fossero

scienza significativa o soltanto potente teatro… Io sono incline ad accettare la seconda interpretazione.

 

Anche la National Science Foundation, uno dei primi finanziatori di questo esperimento, esortò Milgram a fare un follow-up della prima ricerca in cui avrebbe domandato ai volontari intervistati la loro interpretazione dei fatti di Yale.

Milgram non pubblicò i risultati di questa analisi per una decina d’anni.

Soltanto allora si scoprì che solo il 56% dei volontari riteneva che le scosse fossero reali.

In altre analisi non pubblicate si legge che le persone più disobbedienti credevano che le scosse fossero vere.

Il 44% che ne metteva in dubbio l’autenticità era, al contrario, più disposto a incrementare il voltaggio.

La ricostruzione della natura umana non è così losca e inquietante come quella tratteggiata da Milgram: non  meri esecutori di ordini ma piuttosto persone alla ricerca di un significato, talvolta astute, altre goffe, ma spessissimo orgogliose e resistenti.

 

Alessia Cesarano

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