Vi presento Joe Biden, uno che si è sempre rialzato

Sarà Joe Biden a sfidare Donald Trump alle elezioni presidenziali USA di novembre. Non è ufficiale, no, ma ormai il vantaggio che Biden ha accumulato su Bernie Sanders è di fatto irrecuperabile. Sorpresi? No, affatto. Non era il candidato più fresco. Non era sicuramente l’outsider che non ti aspetti. Quello che ha è l’esperienza, insieme a una vita che sicuramente merita di essere raccontata. O meglio: quattro vite.




Joseph Robinette Biden, Jr., detto Joe è nato 78 anni fa a Scranton, una città della Pennysilvania, che è anche la città in cui è ambientato The Office. La famiglia conta altri quattro figli, ha origini irlandesi ed è cattolica, ma il piccolo Joseph vanta nell’albero genealogico anche degli ugonotti francesi poi trapiantati in America. Quando Joe compie 10 anni, la famiglia si trasferisce nel Delaware, a due ore di macchina verso sud, e il padre inizia a vendere automobili nella città di Clayton.



 

L’infanzia e la gioventù

Da ragazzino il piccolo Joe combatte con la balbuzie: i bulletti della scuola lo chiamano “Joe Impedimenta”, ma lui supera il problema, imparando a memoria lunghi passaggi di poesia e recitandoli ad alta voce davanti allo specchio. Viene ammesso alla Archmere Academy, una scuola secondaria privata molto prestigiosa e molto costosa. Per aiutare la famiglia a sostenere la retta, lava le finestre della scuola e diserba i giardini. Finisce nella squadra di football ed è un ottimo ricevitore. Si diploma nel 1961.



Continua a giocare a football anche all’Università del Delaware, dove studia storia e scienze politiche. Lo sport, le ragazze e le feste si frappongono tra lui e lo studio, almeno inizialmente. Trova ben presto però la sua strada: quell’anno Joe assiste ammirato al discorso d’insediamento di John F. Kennedy e inizia a interessarsi alla politica. La carriera universitaria prosegue e arriva all’ultimo anno. Durante un viaggio alle Bahamas, incontra una studentessa della Syracuse University. La ragazza si chiama Neilia Hunter e Biden se la sposa l’anno dopo la laurea, nel 1966. Si iscrive poi alla Law School della Syracuse University e qui si laurea nel 1968. Inizia a lavorare in uno studio legale e diventa membro attivo del Partito Democratico. In quegli anni frenetici, la famiglia Biden accoglie la nascita di tre figli: Joseph III, nato nel 1969, Hunter, nato nel 1970, e Naomi, nata nel 1971.

L’incarico da senatore e le tragedie

Nel 1972 il neanche trentenne Biden viene incoraggiato a scontrarsi con lo storico senatore repubblicano J. Caleb Boggs per il Senato degli Stati Uniti. Sono in pochi a scommettere sulla sua vittoria, ma Joe organizza una campagna elettorale incrollabile. Può contare sulla sorella Valerie e sui genitori che, instancabilmente, sostengono i ritmi febbrili della corsa al Senato. A novembre Joe Biden vince e diventa uno tra i più giovani senatori della storia degli Stati Uniti.

A poche settimane dal successo, però, una tragedia devasta la vita del neosenatore. Pochi giorni prima di Natale, la moglie e i tre figli di Biden sono coinvolti in un incidente d’auto mentre si recano a fare acquisti. Neilia muore, insieme alla figlia più piccola, mentre sopravvivono, seppur gravemente feriti, i due fratelli, Beau e Hunter.  Decide comunque di onorare l’impegno al Senato e presta il suo giuramento dalla camera d’ospedale dei suoi figli.

 

Esperto di politica estera

Rimarrà senatore fino al 2009. In questi 36 anni si guadagna il rispetto dei colleghi, diventando uno dei principali esperti di politica estera del Senato. Nel frattempo, nel 1975 Joe ha visto in un annuncio pubblicitario la fotografia di una ragazza. Il fratello Frank gli ha organizzato un appuntamento al buio con la donna, Jill Jacobs, insegnante di inglese. E’ più giovane di lui di nove anni ed è in attesa di divorzio dall’ex marito. Joe e Jill hanno iniziato a frequentarsi e poi Biden l’ha sposata nel 1977. Nel giugno del 1981 è nata la figlia, Ashley.

Sul piano politico, è fermo ma battagliero. E’ a favore della limitazione strategica delle armi verso l’Unione Sovietica, si batte per la pace nei Balcani, per l’espansione della NATO, con l’inclusione delle ex nazioni del blocco sovietico,  e si oppone alla prima guerra del Golfo. Chiede l’azione americana per porre fine al genocidio in Darfur e si scontra sulle modalità di gestione della guerra in Iraq, in particolare opponendosi all’invio massiccio di truppe del 2007.

Per quanto riguarda la legislazione interna, Biden punta a un inasprimento delle leggi penali. Nel 1994 si fa promotore di una legge per l’aumento delle pene relative ai crimini violenti ed è tra i firmatari della proposta di inserimento di 100 mila agenti di polizia in più.

Le ambizioni presidenziali

Nel 1987, i tempi sono maturi per tentare la prima corsa alla presidenza degli Stati Uniti. Non arriva a sfidare però Ronald Reagan, perché abbandona la gara delle primarie democratiche abbastanza presto. Tra i motivi, sembra ci fossero le notizie relative all’aver plagiato parte di un discorso e ragioni di salute. Durante la campagna elettorale inizia a soffrire forti mal di testa, inizialmente riconducibili allo stress. Sottoposto a controlli, il senatore scopre di aver subito due aneurismi cerebrali potenzialmente letali. Si sottopone a una delicata operazione, che però gli causa dei coaguli di sangue nei polmoni. Finisce di nuovo sotto i ferri e torna al Senato, dopo un periodo di recupero di sette mesi.

Vent’anni dopo la prima corsa presidenziale, Biden decide di ricandidarsi alla presidenza degli Stati Uniti. Le primarie democratiche sono agguerrite: a sfidarsi ci sono anche Hillary Clinton e Barack Obama. Nei cosiddetti caucus, le primarie dell’Iowa, però, convince meno dell’1% degli elettori. Poco male: il vecchio Joe si ritira.

La vicepresidenza USA

Il resto è storia recente e ci porta al Biden che conosciamo oggi. Barack Obama ottiene la nomina democratica dopo aver trionfato su Hillary Clinton. Alza il telefono e chiama Biden, per dirgli che lo ha scelto come suo compagno di corsa e che lo vuole come suo vicepresidente. Con le sue radici, il senatore del Delaware può rivelarsi infatti cruciale nel veicolare il messaggio di ripresa economica agli elettori della classe operaia, colorando di blu stati incerti come Ohio e Pennsylvania.

Il 2 novembre 2008 Barack Obama vince le elezioni contro il senatore dell’Arizona John McCain, affiancato a sua volta da Sarah Palin. Il 20 gennaio 2009, Obama  presta giuramento come 44 ° presidente degli Stati Uniti e Joseph Robinette Biden ne diventa il 47 ° vice presidente.

Consigliere dietro le quinte, si ritaglia però un ruolo di primo piano nella formulazione delle scelte relative all’Iraq e all’Afghanistan. E’ nel secondo mandato di Obama, però, che Biden dà uno slancio nuovo alla carica del vicepresidente. E’ determinante nel raggiungere un accordo bipartisan sugli aumenti delle tasse e sui tagli alla spesa, portando avanti negoziati piuttosto tesi con i repubblicani. Diventa anche una figura di spicco nel dibattito nazionale sul controllo delle armi.  Dirige una task force speciale sui mass shootings,

La morte del figlio

Il 30 maggio 2015, la vita mette Biden di fronte a un altro dolore. Il figlio Beau muore a 46 anni a causa di un cancro al cervello. “Beau Biden era, semplicemente, l’uomo migliore che chiunque di noi abbia mai conosciuto”, dirà Joe del figlio. Nei mesi successivi si rincorrono le voci riguardanti la sua candidatura alla presidenza, ma a ottobre lo stesso Biden smentisce, in una dichiarazione ufficiale dal giardino di rose della Casa Bianca, affiancato dalla moglie Jill e da Obama. Aggiunge però: “Anche se non sarò candidato, non tacerò. Intendo parlare chiaramente e con forza, per influenzare il più possibile la nostra posizione in quanto partito e dove dobbiamo andare come nazione. ”

Il 12 gennaio 2017, il presidente Obama fa organizzare una cerimonia a sorpresa e consegna al suo vice la medaglia presidenziale della libertà, il più alto onore civile della nazione. Obama definisce Biden “il miglior vicepresidente che l’America abbia mai avuto” e un “leone della storia americana”, stimato per “la fiducia nei tuoi compagni americani, per il tuo amore per il paese e per una vita di servizio che durerà a lungo, attraverso le generazioni”.

Il mandato Trump

Inizia il mandato di Donald Trump. Biden lo critica aspramente e apertamente. Intervistato da Oprah Winfrey relativamente alle sue candidature, afferma: “Nessuna donna o uomo dovrebbe annunciare la candidatura alla presidenza, a meno che non possa rispondere a due domande”, ha affermato. “Uno: credono davvero di essere la persona più qualificata per quel momento?  Credevo di esserlo – ma ero preparato per essere in grado di dare tutto il mio cuore, tutta la mia anima e tutte le mie intenzioni allo sforzo? E io sapevo che non lo ero. “

Nel 2017,  è nominato professore presso l’Università della Pennsylvania e ha condotto un corso su politica estera, diplomazia e sicurezza nazionale. Ha portato avanti un programma di sensibilizzazione sul cancro, definendolo  spesso “l’unica cosa bipartisan rimasta in America” ​​nel marzo 2017.

Nel 2018, muore il senatore repubblicano e amico di sempre John McCain, per lo stesso tumore del defunto figlio Beau. A Biden viene affidato il discorso durante il funerale. Esordisce con: “Mi chiamo Joe Biden. Sono un democratico. E ho adorato John McCain”.

 

La candidatura

Il 25 aprile 2019, Biden dichiara ufficialmente di essere di volere candidarsi come presidente degli Stati Uniti alle elezioni 2020. Da quando scende in campo, guida con facilità la maggior parte dei sondaggi democratici. Non mancano gli scivoloni: Biden si attira molte critiche per il suo iniziale sostegno all’emendamento Hyde, una misura per vietare il finanziamento federale degli aborti. Ha cambiato posizione poco dopo. Partito traballando, si rafforza di dibattito in dibattito, puntando essenzialmente sulla sua solida conoscenza della politica estera e legando la sua immagine a quella del presidente Obama.

Intanto emergono testimonianze e fotografie di alcune donne che accusano Biden di essersi comportato in modo inappropriato con loro durante gli eventi della campagna elettorale. Biden si scusa, dice di essere consapevole di essere un politico “fisico” e che questo possa causargli dei problemi, ma aggiunge di non avere avuto alcuna intenzione di ferire nessuna delle donne in questione.

Il resto è storia di questi giorni

Scoppia il caso sull’impeachment di Trump: Biden definisce le ingerenze del presidente un “abuso di potere”. Intanto, è in rimonta nelle primarie: arriva quarto nei caucus dell’Iowa e poi quinto nelle primarie del New Hampshire. Con una clamorosa vittoria in Carolina del Sud alla fine del mese,  continua la corsa e ottiene la maggioranza dei delegati del Super Tuesday.  Durante un dibattito individuale con Sanders a metà marzo, Joe Biden si è impegnato a nominare una donna come vice presidente e sembra che si stia consultando con Obama in queste ore per decidere in merito.

 

Questa è la storia di Joe Biden, uno a cui la vita ha dato e ha tolto molto. Che è diventato senatore a meno di 30 anni. Che poche settimane dopo ha perso tutto. E che ora si candida a 78 anni per la terza volta alla presidenza degli Stati Uniti. Questa è la storia di Joe Biden, uno che si è sempre rialzato. 

Elisa Ghidini

 

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