Viaggiare rende più felici rispetto a sposarsi e avere figli

Lo rivela uno studio intitolato "A Wonderful Life: Experiential Consumption and the Pursuit of Happiness" pubblicato dal Journal of Consumer Psychology

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Viaggiare è una delle attività ludiche preferite della società contemporanea. Aumenta la conoscenza, la cultura e soprattutto rende felici.  Regala una sensazione destinata a durare nel tempo.  Supera di gran lunga molte altre esperienze della vita.

Lo studio che certifica la felicità nel viaggiare

A testimoniare ciò è un lavoro di ricerca intitolato A Wonderful Life: Experiential Consumption and the Pursuit of Happiness“. I risultati sono stati pubblicati dal Journal of Consumer Psychology .  Insomma, viaggiare è sinonimo di felicità duratura.

Vantaggi che comportano i viaggi

Partire per delle mete interessanti comporta tantissimi benefici. In primis dà nuova energia, così come testimoniato dal 94% degli intervistati. Il 70% invece afferma che spendere per viaggiare rende molto più felici che acquistare qualsiasi bene materiale. A differenza di quest’ultimi, un viaggio costituisce la parte più ampia dell’identità di una persona. La nostra autostima si alza, le relazioni personali diventano più semplici. Ne consegue che le nostre paure si ridimensionano.

I numeri dell’esperimento

In totale si sono sottoposte all’indagine 17.000 persone, provenienti da 17 paesi diversi.  Secondo molti intraprendere un viaggio è decisamente più entusiasmante rispetto che sposarsi e avere dei figli. Osservazioni forti, che lasciano intendere l’importanza dei viaggi per le persone.

Spiegazione psicologica

A dare un quadro delle percezioni “provocate” dalle esperienze di viaggio ci ha pensato Thomas Gilovich docente di psicologia della Cornell University . A suo parere, viaggiare invece rappresenta un’attività che gratifica sul lungo termine. Il suo inizio coincide con il momento in cui prenotiamo l’aereo e non si conclude mai realmente.  Gilovich si è poi lasciato andare ad una considerazione sulla soddisfazione che deriva dagli oggetti materiali.  La ritiene molto breve perché ci abituiamo subito alla loro presenza.

Dunque i motivi per viaggiare sono molteplici. Se poi si aggiunge anche l’aumento della felicità, non rimane che bloccare il prossimo biglietto treno o aereo.

Antonio Pilato

 

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