I Vichinghi: Quanto conosciamo della loro Storia e del Mito?

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Le testimonianze sull’esistenza dei Vichinghi non sono molte. Le invenzioni ottocentesche hanno riportato notizie circa la presenza di queste magnifiche popolazioni.

I manoscritti dei missionari riportano informazioni in grado di farci conoscere le attività dei Vichinghi. Fonti di natura religiosa, come il “Sermone del Lupo”, narrano le razzie vichinghe come punizione di Dio sugli anglosassoni per i loro peccati. Le cronache anglosassoni raccontano di attacchi dei Vichinghi nei monasteri per depredare la loro ricchezza.

L’immaginario popolare ha sempre identificato i Vichinghi come personaggi capaci di grandi atrocità. In realtà, le stesse fonti mostrano la disonestà dei regnanti cristiani, i quali non sono condannati proprio perché “cristiani”.

I Vichinghi: La Storia

I Vichinghi sono delle popolazioni originarie della Scandinavia, della Danimarca e della Svezia. Essi sono noti per la loro natura guerriera e per aver compiuto numerose scorrerie sulle coste britanniche, della Francia e di altre parti d’Europa.




I Vichinghi facevano parte delle popolazioni norrene, appartenenti ai “fiordi”, e dedite alla pirateria. L’epoca vichinga è caratterizzata proprio dalle loro espansioni, fatte risalire dal 790 fino al 1066 con la conquista normanna dell’Inghilterra. Alla fine dell’VIII secolo, l’espansione dei Vichinghi è stata determinata dalla volontà di commerciare nell’Europa nord-occidentale.

Una delle poche ragioni per cui non abbiamo testimonianze storiche, è perché i Vichinghi non utilizzavano l’alfabeto romano. Essi adoperavano le “Rune“, una forma di scrittura scolpita, usate per iscrizioni brevi, per le commemorazioni dei morti in battaglia.

Molte sono state le spedizioni archeologiche per scovare la presenza di queste popolazioni. Nel 1960, sono stati ritrovati dei reperti che testimonierebbero la loro esistenza in Europa. I reperti sono stati datati 990 e i siti nei quali i Vichinghi hanno viaggiato sono molteplici.

I Vichinghi, infatti, sono arrivati anche in Sicilia, strappandola ai governatori musulmani. In realtà, essi non possono essere definiti più “Vichinghi”. Sarebbe più corretto, infatti, chiamarli Normanni, una popolazione vichinga norvegese e danese, così chiamata per identificare la “gente del Nord”. Quest’ultimi, dopo essere arrivati nel nord della Francia, in Normandia, e poi in Sicilia, assimilarono usi e costumi cristiani.

Di origine normanna, ad esempio, furono Costanza d’Altavilla e Federico II, uno dei più grandi regnanti di epoca medievale.

I Vichinghi: il Mito e le divinità

Le Valchirie, il possente Thor, il mitico Odino, e l’enigmatico Loki erano solo alcune delle divinità venerate dai Vichinghi. I miti e le leggende sulle quali si basava la mitologia nordica, erano tra le altre cose di un carattere eroico e guerriero.

Gli Dei abitavano nell’Asgard, la sede di due lignaggi. C’erano gli Aesir, di natura guerriera, che abitavano nel Valhalla, e il cui capo era Odino. I Vanir, dei di natura inferiore, della fertilità e della natura, che dimoravano in Vanaheim.

Odino, padre degli Dei e Signore della Guerra e padre dei morti gloriosi. Egli governava i nove mondi e due uccelli, Ravens, l’accompagnavano e l’informavano di tutto quello che succedeva. Thor, figlio di Odino e molto venerato, dio del raggio e del tuono, dio benevolo.

Il mito ha sempre raffigurato queste popolazioni con dei lunghi capelli biondi e gli occhi azzurri, simbolo della mitologia nordica e ripreso dal mito nazionalsocialista. In realtà, non erano tutti biondi, molti avevano i capelli castani o rossi.

Nella cinematografia, degli attori incredibilmente alti e possenti interpretano questi guerrieri. Dai ritrovamenti archeologici si evince che i suddetti siano stati più o meno alti 1.70. Le donne vichinghe si occupavano di tutto quello di cui c’era da occuparsi dentro e fuori casa, specie con l’assenza degli uomini in battaglia. Alcune donne erano delle ottime guerriere, vere e proprie valchirie.

I vichinghi non erano tutti nordici. A causa dei loro spostamenti per saccheggi e la vendita di schiavi ai mercati continentali, era molto più facile che si mischiassero con altri popoli.

Verso la fine dell’era vichinga, molti aderirono al Cristianesimo, specie nell’Islanda.

La scoperta dell’America nel 1492 da parte di Cristoforo Colombo non può essere considerata una scoperta. Infatti, i primi a colonizzare l’America Settentrionale furono proprio i Vichinghi.

La Francia e la Gran Bretagna videro l’arrivo di queste popolazioni che oggi tendono ad essere narrate più per il mito che per la loro storia.

 

 

Tamara Ciocchetti

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