Violenza 2.0, donne sempre più discriminate

La spirale di violenza è emersa dai dati forniti dalla Commissione parlamentare Jo Cox

I documenti acquisiti mostrano come appena il 43,7% degli italiani sia consapevole del fatto che le donne vengano molto spesso discriminate

Fonte: La lucania.org
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Insulti, violenza, disprezzo. Tutti questi sentimenti negativi emergono dai dati analizzati dalla Commissione parlamentare riguardo la diffusione del pregiudizio e dell’intolleranza in Italia, e hanno come bersaglio principale le donne.

Sentimenti d’odio che aumentano ancora di più quando si tratta di figure femminili appartenenti a etnie o religioni diverse e considerate addirittura “ostili”. Ciò è quanto emerge dalle analisi condotte, nel giro di 14 mesi, dalla “Commissione Jo Cox” e che ha avuto tra le sue più strenue promotrici proprio Laura Boldrini, Presidente della Camera dei deputati e quasi quotidianamente oggetto di insulti e offese a sfondo sessuale nei vari social network.

Il lavoro è stato gestito da un gruppo operativo che ha approfondito l’esame di diversi fenomeni d’odio, razzismo, intolleranza e xenofobia. Si tratta di un’iniziativa nata a seguito della decisione del Consiglio d’Europa di attribuire a Milena Santerini (deputata Democrazia Solidale – Centro Democratico), il ruolo di relatrice riguardo episodi di intolleranza e razzismo: in questo modo si richiede un maggiore impegno da parte dei politici, appartenenti alle diverse nazioni, per contrastare questa spirale d’odio.

Proprio la commissione italiana Jo Cox è stata tra le prime a recepire il messaggio e l’importanza di analizzare la deriva estremista e violenta che dilaga su Internet.

La relazione finale, frutto di 31 audizioni e 187 documenti acquisiti, mostra come appena il 43,7% degli italiani sia consapevole del fatto che le donne vengano molto spesso discriminate. Inoltre si evidenzia che “ampie fasce di popolazione riconoscono alle donne competenze diverse da quelle degli uomini, giustificando o favorendo differenze di trattamento nei loro confronti che possono diventare vere discriminazioni”.

Discriminazioni che vengono diffuse anche in ambito lavorativo tanto che un italiano su cinque ritiene che gli uomini siano dirigenti e leader politici migliori e più preparati rispetto alle donne. Un atteggiamento che molto spesso sfocia in veri e propri discorsi d’odio su Internet, fatto comprovato dall’ultima ricerca dell’Istat, e motivato dal ritenere che delle donne si possa “fare ciò che si vuole o, al contrario, non si accetta che non corrispondano alle proprie aspettative”.




L’annullamento della donna e dei suoi diritti avviene con azioni e frasi che esprimono disprezzo o hanno come fine ultimo la degradazione: insomma, una vera e propria pratica di spersonalizzazione attraverso insulti a sfondo sessuale. Come dimostrano i pesanti insulti rivolti alla Boldrini, infatti, “le donne impegnate in politica diventano spesso bersaglio di insulti sessisti, anche da colleghi del proprio partito”.

Proprio il Presidente ha espresso tutta la sua preoccupazione per la campagna d’odio che ha come obiettivo principale le donne, le diverse culture e religioni: “È emerso che le prime vittime di odio e discriminazione sono le donne, ma tutto questo difficilmente viene riconosciuto perché il sessismo è sottovalutato, se non addirittura accettato. Per questo nelle raccomandazioni finali ce n’è una, rivolta alle istituzioni italiane ed europee, perché il sessismo venga considerato come movente discriminatorio e sia oggetto di analisi specifica dei discorsi d’odio”.

Diventa così necessario avviare delle campagne di sensiblizzazione sull’evoluzione di questo fenomeno ma soprattutto aumentare i controlli così da punire tutti gli atteggiamenti violenti.

                                                                                                                                                Dorotea Di Grazia

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