Violenza sui minori, la relazione dell’Autorità Garante dell’Infanzia e l’Adolescenza

L’AGA lancia un appello alla responsabilità

Il sistema non riesce a proteggere i minori

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La violenza sui minori è in aumento e il sistema non riesce a proteggerli è questo quanto si deduce dalla relazione annuale dell’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza.

La relazione annuale dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, presentata a Montecitorio alla presenza anche del Presidente della Repubblica, esprime un appello forte alla responsabilità. Una serie di richieste e di suggerimenti per garantire una maggiore tutela ai minori, tutela spesso assente. Per contrastare l’aumento della violenza sui minori che si è registrata nella relazione annuale. La Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, ratificata dall’Italia il 27 maggio 1991 con la legge n. 176, ha trasformato bambini e ragazzi da oggetto di protezione, quindi con un ruolo passivo, a soggetti titolati di diritto. Quindi legittimando i minori come soggetti attivi titolati di diritti e capaci di essere ascoltati.

Le politiche di intervento a tutela dei minori, seguendo l’evoluzione, sono molto discordanti. Da una parte si continua a considerare i minori come oggetto di assistenza, dall’altra aumentano le tendenze a seguire la linea data dalla convenzione. Basti vedere il diritto penale minorile, con le crescenti richieste della politica, non del mondo giuridico, di aumentare le pene. Tuttavia in Italia negli ultimi anni le riforme volte alla tutela dei minori sono quasi ferme.

La violenza sui minori aumenta, ma le autorità non mettono in moto gli strumenti necessari per garantirne la tutela.

L’AGA nella sua relazione annuale e vista la crisi del sistema chiede il potenziamento della struttura organizzativa e delle competenze. Per portare avanti concretamente i compiti che gli sono stati affidati chiede quindi un aumento del personale e maggiore incisività agli atti. Da un sistema fondamentalmente formale di monitoraggio a un sistema attivo e più partecipativo anche alla produzione normativa.

La parola chiave della relazione annuale dell’AGA è “responsabilità”.

Responsabilità degli adulti, delle istituzioni, di tutti gli organi preposti a garantire lo sviluppo e la tutela dei minori. Responsabilità che spesso manca anche sotto il profilo dell’omertà e del silenzio. Parola che l’Autorità ribadisce anche in ambito giuridico, sia civile che penale. Sotto il profilo civile, per esempio, l’attenzione che la legge concede ai minori è blanda. In questo campo i minori sono solo formalmente soggetti titolati di diritti, ma concretamente sono oggetti di tutela. L’Autorità Garante in questo ambito ha elaborato la “Carta dei diritti dei figli nella separazione dei genitori”. Documento volto a tener conto del punto di vista dei più piccoli, ma anche attinente ai minori e alla rete.

La parola responsabilità è ribadita anche per la grave situazione di povertà e diseguaglianza.

Secondo l’Istat, infatti, un minore su otto vive in situazioni di povertà assoluta. Un quadro pessimo è anche quello dell’offerta di servizi. Offerta che trova profondi squilibri da regione a regione e che non prevede standard minimi uguali.

Per contrastare il fenomeno l’AGA punta anche sul rafforzamento dei servizi sociali.

Creando un meccanismo che intercetti le situazioni di crisi con una raccolta dati costante e precisa. Cosa ribadita anche dal Comitato Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, e che è richiesta anche dalle varie associazioni per il contrasto della violenza di genere.

Una richiesta di impegno concreto è anche quella rivolta alla situazione dei minori che hanno genitori detenuti. L’Autorità ribadisce la responsabilità delle istituzioni a far si che la condanna dei genitori non diventi anche la condanna dei minori. Una richiesta concreta anche volta al recupero dei ragazzi già caduti nell’illegalità. Migliorare il sistema della mediazione penale e della giustizia ripartiva. Evitando dove possibile le pene detentive e cercando il recupero sociale. Spingendo verso un percorso volto a far diventare consapevoli i minori della sofferenza che hanno arrecato.

Altro tema è poi quello della sensibilizzazione per la prevenzione delle dipendenze. Infatti, anche su questo ambito, scarseggiano le iniziative e la disuguaglianza fra le regioni per l’offerta di servizi è ampia e allarmante.

Il tema del minori stranieri è stato anche ripreso dal Presidente della Camera Roberto Fico nel suo discorso iniziale.

«Sette minori stranieri su dieci sono nati nel nostro Paese. A loro bisogna assicurare piena integrazione nella nostra società e il godimento di tutti i diritti.»

Ha ricordato e sottolineato, inoltre, come i diritti per i minori non possono essere sottoposti a inclinazioni politiche. I diritti dei minori, dice, sono diritti di tutti.

Leandro Grasso

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