Virality circuit breaker: l’arma di Facebook contro le fake news

Si chiama Virality circuit breaker ed è la nuova arma di Facebook contro le fake news. In cosa consiste? Altro non è che un nuovo approccio adottato con l’obiettivo di rallentare – anzi, diciamo pure bloccare – la diffusione di notizie false e fuorvianti.

Le fake news nell’era moderna

Quante notizie assolutamente non vere abbiamo letto durante il lockdown sul Covid – 19? “Le bevande calde uccidono il virus”. “L’alcol disinfetta e uccide il Covid – 19”. “L’aglio può curare il Coronavirus” (sì, girava anche questa voce purtroppo).

Eppure il dato più grave è che – come emerge da uno studio internazionale coordinato da esperti presso la University of New South Wales in Australia – sono state proprio le bufale a causare centinaia di decessi e a migliaia di ricoveri nel mondo.

Basti pensare che la succitata fake news sull’alcol ha causato ben circa 800 decessi nel mondo. 800. Che non sono pochi. A cui si vanno ad aggiungere 5.876 ricoveri e infortuni gravi (60 persone hanno perso la vista dopo aver bevuto metanolo come cura per il Coronavirus).

Ma torniamo a Facebook.



Virality circuit breaker: di cosa si tratta di preciso?

Il sistema prevede l’impiego di un’intelligenza artificiale (AI) che intercetta, blocca e segnala ai moderatori i post che diventano virali in troppo poco tempo. I contenuti vengono poi sbloccati quando se ne è verificata la veridicità.

Questo approccio dovrebbe permettere un significativo rallentamento nella circolazione delle bufale. Dovrebbe. Almeno si spera.

Del resto dall’inizio della pandemia, Facebook ha dovuto rimuovere ben 7 milioni di post contenenti bufale sul Coronavirus. E ne ha contrassegnati altri 98 milioni come potenzialmente pericolosi.

Virality circuit breaker non è l’unica arma di Facebook contro le fake news. La piattaforma social ha istituito un suo Centro Informazioni sul Covid – 19 – continuamente aggiornato – in cui propone contenuti e aggiornamenti sulla pandemia. Presi rigorosamente da fonti verificate. 

Ebbene, la disinformazione e la salute dovrebbero essere due rette parallele e non incontrarsi mai. Ma purtroppo non è così. E che la prima incida negativamente sulla seconda sembra ormai chiaro.

Quindi ricordiamo sempre di stare ben attenti a cosa leggiamo e, soprattutto, a cosa condividiamo. Sulla salute non si scherza.

Anna Gaia Cavallo

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