Vista agli infrarossi grazie alle nanotecnologie

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Avete presente quelle scene di film (o serie tv) in cui vediamo fighissimi appartenenti alle forze speciali che indossano visori speciali agli infrarossi che permettono loro di vedere di notte? Forse siamo già vicini al passo successivo, donare direttamente ai soldati la vista agli infrarossi eliminando i visori.
Arriva notizia dall’Università della Scienza e Tecnologia di Cina che un team di ricercatori, guidati da Tian Xue e Jin Bao, hanno donato a delle cavie (topi) una vista agli infrarossi, il tutto è stato documentato in un lavoro scientifico uscito su Cell.
Il risultato è stato raggiunto iniettando nanoparticelle direttamente negli occhi dei topi, ma come funziona? Che cosa è stato iniettato di preciso?



Il nostro occhio come sappiamo percepisce solo una parte dello spettro elettromagnetico, gli infrarossi non vengono percepiti perché hanno una lunghezza d’onda troppo ampia per essere percepiti dai fotorecettori (coni e bastoncelli) le nanoparticelle iniettate nei topi in pratica sono delle antenne e trasduttori che dopo averla captata trasformano la luce infrarossa in lunghezze d’onda più brevi percepibili dal nostro occhio.
Dunque la tecnologia ideata dai ricercatori cinesi è pensata per lavorare con le strutture già presenti nell’occhio, una volta che il segnale infrarosso è stato trasmutato l’impulso luminoso viene percepito dai fotorecettori vicini alla nanoparticella e inviato al cervello che lo elabora come un normale stimolo visivo.
I ricercatori per verificare i risultati della procedura sui topi (visto che non potevano farci una chiacchierata) hanno prima testato la rispondenza della pupilla agli infrarossi, cioè il classico allargarsi e chiudersi della pupilla quando viene investita da luce, poi hanno effettuato dei test in labirinto che hanno permesso di verificare che i topi mantenevano la sensibilità agli infrarossi anche di giorno affiancandola alla visione normale.
L’effetto è durato fino a dieci settimane e per quel che riguarda gli effetti collaterali ci sono stati solo alcuni rari casi di occhio offuscato che sono comunque rientrati in pochi giorni e può darsi che in realtà siano stati provocati dall’iniezione stessa perché si sono verificati in proporzione simile nel gruppo di controllo a cui era stata iniettata una soluzione tampone.
Le applicazioni possibili a cui si pensa sono soprattutto in campo militare e in quello della sicurezza e della crittografia in ambito civile.

Roberto Todini

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