Visto scaduto: è davvero un crimine?

Visto scaduto: è davvero un crimine? Ecco perché non bisognerebbe punire chi si ritrova senza visto o con il visto scaduto.

Il visto di ingresso è l’atto con il quale uno Stato concede a un individuo straniero il permesso di accedere nel proprio territorio, per un certo periodo di tempo e per determinati fini. È internazionalmente noto con il nome breve di visa, dal latino charta visa (“carta che è stata vista”).

Da Wikipedia

Avere il visto scaduto o essere senza visto: è davvero un crimine?

Diversi stati sono molto severi nelle politiche di immigrazione, tuttavia dovremmo pensare che la scadenza di un visto non possa essere messa allo stesso livello di un crimine violento, eppure, in diversi stati esistono delle carceri apposta solamente per chi viene trovato avere il visto scaduto.

Innanzitutto, ci sono diversi motivi che possono spingere una persona a lasciarsi scadere il visto, e, secondariamente, si potrebbe non vedere alcun problema nel rimanere su un territorio più a lungo rispetto al previsto dal momento che, dopotutto, siamo tutti cittadini terrestri. E che non ci dovrebbero essere limitazioni al movimento delle persone in generale, come diritto di nascita.




Comprendere le motivazioni di un visto scaduto (o della sua totale assenza)

Parlando dei motivi che possono spingere una persona a farsi scadere il visto potrebbero essere diversi:
-ad esempio, un datore di lavoro che non vuole rilasciare un visto o che non lo vuole rinnovare o che preferisce lavorare in nero (purtroppo in questo caso certe persone potrebbero anche parlare di tratta di lavoratori o anche di prostituzione ecc che sono crimini),
-una relazione violenta col partner potrebbe portare alla non volontà di sposarsi e di ottenere quindi un visto di matrimonio e o la cittadinanza.
-problemi di salute che impediscono alla persona di rinnovare il visto,
-la non possibilità di poter ottenere un visto avendo la necessità di dover rimanere in quel paese invece che a lasciarlo (ad esempio se nel proprio paese non vi è lavoro, si è perseguitati, si è vittime di violenza ecc),
-il voler commettere lavori criminali o crimini ,
-la semplice volontà di rimanere in quel paese invece di andarsene.

Punire solamente chi attua attività criminali

Quindi, a mio parere bisognerebbe punire solo le persone che rimangono in un paese al fine di commettere attività criminali o crimini.

Infatti non penso sia un crimine voler rimanere in un paese a vivere piuttosto che in un altro, ma bisognerebbe fare attenzione che l’immigrazione in massa non causi problemi ambientali (come ad esempio quello che sarebbe potuto succedere nell’Isola di Pasqua se non avessero dato un freno all’immigrazione).

Oltretutto chi è vittima di violenza domestica o della tratta di lavoratori/prostituzione o ha motivi seri per rimanere in un paese piuttosto che un altro dovrebbe essere aiutato invece di essere criminalizzato o espatriato.

Inoltre bisognerebbe comprendere che molte persone vorrebbero ottenere legalmente la possibilità di vivere in un paese piuttosto che illegalmente, ma spesso gli stati hanno politiche d’immigrazione troppo rigide, e questo spinge le persone a rimanere in un paese anche se illegalmente.

In conclusione…

bisognerebbe quindi avere politiche d’immigrazione molto più “elastiche” e comprensive al fine di permettere a tutti di vivere dove preferiscono e dove si sentono più al “sicuro”.

Giada Vezzosi

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