L’uomo che dà un volto e un nome alle vittime di Assad

Tamer Turkmane da quattro anni si impegna ad identificare le vittime del regime siriano

Il fotografo siriano dal 2011 cerca un nome ed un volto ad ogni caduto, perchè nessuno sia dimenticato.

Credits Tamer Turkmane
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Tamer Turkmane è un fotografo siriano che, da quattro lunghi anni, lavora strenuamente per dare un nome e un volto alle vittime di Assad. Il suo sforzo è enorme, è riuscito a recuperare, lavorando 15 ore al giorno, 185mila nominativi delle vittime del regime, di 99mila Tamer è riusito anche a recuperare una foto.

Perchè un volto viene dimenticato meno facilmente.





Sono sette anni di morti, è possibile numerare il lasso di tempo con certezza, ma purtroppo non il numero delle vittime civili. Alcune istituzioni come le Nazioni Unite, hanno persino smesso di contarle. E allora si comincia a parlare di cifre approssimative, vita più, vita meno.

Per evitare questo, per evitare che una tecnica matematica come l’approssimazione sia utilizzata per minimizzare, o peggio cancellare la circostanza che persone, di cui non conosciamo il nome o il volto, siano esistite, Tamer lavora giorno dopo giorno, da solo, senza un team, grazie al passaparola. Al Corriere della Sera che lo ha intervistato, Tamer racconta che sono le famiglie a mandare le generalità dei loro cari scomparsi. Per comunicare usa le sue pagine Facebook, sulle quali riceve ogni giorno circa 100 messaggi. Tamer inoltre si tiene in contatto con il personale sanitario e i volontari della guardia civile siriana. Il tutto mantenendo un profilo basso, per evitare le ritorsioni del regime. Il passo successivo consiste nel verificare la veridicità delle informazioni con un parente o con un dottore. Alcune volte l’identificazione riesce, altre volte no.

Tutte le informazioni sono raccolte in un database creato in formato Excel differenziato per età, sesso, luogo dell’uccisione, modo in cui sono morti e da chi sono stati uccisi. “Credo che queste persone siano martiri, cui ho deciso di rendere omaggio” ha dichiarato ancora al Corriere della Sera. Il desiderio di Tamer è quello di realizzare un muro su cui siano presenti i volti di tutte le vittime

perchè il loro sacrificio non sia vano

Così Tamer posta i collage con le immagini delle vittime, donne e bambini compresi e si impegna a diffondere i filmati che provano gli abusi e le torture dei militari. Perchè tutti siano consapevoli di cosa “Assad sta facendo al suo popolo”. Ma anche lui a volte perde le speranze, e ogni due o tre mesi abbandona tutto. Poi però decide di ricominciare, perchè non può lasciare che qualcuno venga dimenticato.

Tamer è un attivista e un oppositore del regime di Assad, questo non deve essere sottovalutato, i dati che ha raccolto non possono essere considerati imparziali, poichè non tengono conto delle vittime mietute dagli oppositori al regime. Tuttavia, per il momento, nessuno aveva trovato il tempo da dedicare allo sforzo umano di dare un nome alle vittime.

Elisabetta Del Nobile

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