Vittorio Sgarbi e la politica: vuole candidarsi nella sua Ferrara

Vittorio Sgarbi è conosciuto ai più per via delle sue vulcaniche apparizioni televisive. Meno per l’attività politica, che lo vede in campo dal 1990.

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La dichiarazione a mezzo stampa

Queste le parole di Vittorio Sgarbi, rilasciate durante un intervista al Resto del Carlino di Ferrara.

“Ho deciso di presentare alle prossime elezioni amministrative ed europee la mia lista, per conquistare l’amministrazione di Ferrara e restituirle il suo primato culturale”

La sua lista si chiama Rinascimento, e può contare “illustri” alleanze. Infatti lo stesso critico d’arte afferma di avere un accordo con Alan Fabbri, esponente leghista ferrarese.Nel corso della chiacchierata con il giornale, Sgarbi ha fortemente criticato l’attuale governo cittadino. Dapprima lo ha definito “opportunista”, poi reo di aver causato il declino culturale e civico della città estense. Infine, ha sottolineato come la scelta sia stata anche motivata dalle “offese” lanciate dall’amministrazione alla sua amicizia con Gloria Vancini, figlia del regista Florestano. L’ultima ragione sarebbe collegata al modo in cui il governo cittadino ha sponsorizzato eventi in memoria del regista ferrarese. Vittorio Sgarbi ha infatti lasciato intendere molte volte come la giunta non desse a queste mostre il giusto valore, preferendo altri interpreti.




Vittorio Sgarbi sindaco…oppure no

I dettagli della sua candidatura non sono ancora chiari. Qualora l’alleanza con la Lega venga messa per iscritto, al momento non si sa per che ruolo si candidi Sgarbi.
Nel corso dell’intervista con l’edizione ferrarese del Carlino, ha affermato che gli potrebbe andare bene tanto un incarico come sindaco come uno da assessore. L’importante per lui è “mandare via le capre”. Tra le idee del critico fa molto scalpore il  voler intitolare una strada al gerarca fascista Balbo, ferrarese di nascita.
Vittorio Sgarbi ha anche fatto i nomi di suoi possibili “colleghi” nella giunta. Il primo è Giordano Bruno Guerri, storico del ‘900 italiano (in particolare del Fascismo), il secondo  lo scrittore Marco Gulinelli.
Commentando poi la linea del Governo, ha manifestato il suo plauso al Decreto Sicurezza fortemente voluto dal Ministro dell’Interno Salvini. “Se uno entra in casa mia per delinquere, lo uccido senza indugio. Sono allineato, anzi vado oltre Salvini”.

Vittorio Sgarbi e la politica

In caso di elezione tuttavia, Sgarbi si ritroverebbe in una situazione “antipatica”. Sarebbe infatti contemporaneamente anche sindaco di Sutri, nel viterbese, e assessore alla Cultura ad Urbino. In merito, il critico d’arte non ha espresso dubbi. Se fosse chiamato a scegliere, non esiterebbe a dedicarsi alla cura di Ferrara.
La storia politica di Vittorio Sgarbi inizia nel 1990, quando fu candidato sindaco sia a Pesaro col Partito Comunista che a San Severino Marche coi socialisti.
Nel 1992, dopo una breve parentesi da consigliere, riuscì a divenire Primo Cittadino del borgo marchigiano.
Deputato di Forza Italia tra il 1994 e 2001, vince le elezioni amministrative di Salemi nel 2008, di cui rimarrà sindaco fino al 2014. Attualmente, sempre con liste di centro-destra, ricopre gli incarichi specificati prima.
Un vero e proprio pellegrinaggio politico per Sgarbi, che in gioventù ha fatto anche parte dell’Unione Monarchica Italiana.




La verve di Sgarbi è nota a tutti. Questa lo caratterizza tanto nelle ospitate televisive quanto nell’agone politico. Ad esempio come 6 mesi fa quando, al momento del voto di fiducia al governo, scelse di appoggiare l’esecutivo con una motivazione “particolare”.
“Dove c’è disordine e ignoranza io prospero. Quindi darò la fiducia a questo governo. Una fiducia piena, per vedere il vostro declino”.

Stefano Mincione

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