La brutta storia del vorrei ma non posso

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L’insoddisfazione ci accompagna sempre, perenne sottofondo delle nostre giornate. Il desiderio di cambiare c’è, ma anche la paura di agire.

Molti hanno il desiderio di cambiare. Molti vorrebbero una vita diversa da quella che hanno. Molti vorrebbero avere un altro lavoro, un altro compagno, un’altra casa, ma sempre e comunque qualcosa di diverso da ciò che vivono, qualcosa che sia l’opposto.

Di solito valgono queste regole:

  • Se lavori sogni la nullafacenza e se sei disoccupato pagheresti per averne uno.
  • Se hai una casa piccola ne vorresti una spaziosa, se ne hai una grande pensi di venderla in cambio di una più misurata.
  • Se non hai tempo libero vorresti lasciare tutto e dedicarti ai tuoi hobby, se invece la tendenza è poltrire sogni (dal divano) una vita attiva.

Chi è basso vorrebbe essere alto, chi ha i capelli ricci li vorrebbe lisci.

desiderio di cambiareE potrei continuare all’infinito. La legge del desiderare esattamente il contrario di ciò che si ha vale per tutti gli ambiti della nostra vita.  L’insoddisfazione ci accompagna sempre, perenne sottofondo delle nostre giornate. Sempre lì col desiderio di cambiare, di essere, avere, fare tutto ciò che non possiamo o vogliamo raggiungere. Il problema non è desiderarlo. Il problema nasce quando l’insoddisfazione dà vita ad una frustrazione costante, un lamento continuo in ogni dove e in ogni come, sempre e comunque. E allora sì che bisognerebbe trovare una soluzione, per noi stessi e per le persone con cui condividiamo le nostre sofferenze.

A volte si ha semplicemente paura di provare, di mettersi in gioco: il cambiamento spaventa. Altre volte, invece, non si è abbastanza convinti di quello che si vuole, da qui scaturisce la debole forza di volontà che frena l’azione. Altre volte ancora succede che non si cambierebbe il proprio status quo con niente altro al mondo, eppure ci si deve lamentare per non apparire soddisfatti e felice.

Spesso accade che ci si fermi sempre un pochino prima, prima della soglia del cambiamento. Ci si chiede come ci si debba comportare, quale sia la strada migliore, la scelta ideale, la decisione giusta.

Ebbene, non c’è. Esiste solo la strada che decidiamo di percorrere. Quindi o diminuiamo le nostre aspettative e ci facciamo andar bene ciò che abbiamo (per carità, scelta rispettabilissima: basta saperlo e agire di conseguenza), oppure mettere a fuoco ciò che davvero ardentemente desideriamo e attivarci per raggiungerlo.

Occhio però, perché a questo punto non avremo più di che lamentarci.

Oppure siamo già pronti a trovare qualcosa di nuovo che non ci va bene??

 

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