Vorremmo capire il ruolo dei giornalisti nei talk show

Andrea Umbrello
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Io vorrei capire il ruolo dei giornalisti nei talk show. Che ci stanno a fare?

Salvini dice testualmente:

“Massimo rispetto a Liliana Segre, a chi porta sulla propria pelle l’orrore del nazismo o del comunismo”.

Segre porta sulla propria pelle i segni del nazismo. Non c’è alcun bisogno di aggiungere comunismo. E gli andava fatto notare.

“Scusi ma cosa sta dicendo? Ma si rende conto dell’enormità e della falsità di una simile affermazione? Ma quale comunismo? Segre è sopravvissuta allo sterminio nazista. Cosa c’entra il comunismo? I nazisti l’hanno rinchiusa a 14 anni in un campo di concentramento, i comunisti l’hanno liberata.”

E invece no: manipolazione, distorsione, bugie velenose diffuse così, come nulla fosse, senza il minino contrasto. La normalizzazione dell’orrore passa anche da qui.

Per inciso: quando il campo di Auschwitz è stato evacuato, Segre è stata costretta a fare la marcia della morte verso la Germania. È stata liberata dall’Armata Rossa il 1 maggio 1945 dal campo di Malchow, un sottocampo del campo di concentramento di Ravensbrück.

E anche questa storia di paragonarsi a Segre, qualcuno prima o poi deve dirgli che deve smetterla. Da che mondo è mondo i politici corrono il rischio di minacce e per questo spesso è prevista la scorta. Le minacce a un politico non sono la stessa cosa di minacce a una sopravvissuta all’Olocausto. È così difficile da capire? (Floris almeno ha provato a fargli capire quanto sia inopportuno come paragone).

Un ultimo appunto sempre per riflettere su giornalismo e propaganda: anche tweet come questo riportato sono problematici. Finiscono per essere amplificazione di propaganda senza un doveroso ‘contrasto’ giornalistico. Non si twitta un virgolettato così senza aggiungere che è una affermazione falsa.

Arianna Ciccone

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