Yasaman Aryani: quando la brama di libertà porta alla prigionia

Yasaman Aryani e il coraggio di essere libera.

La libertà per le donne in Iran sembra essere un traguardo lontano e difficilmente raggiungibile. Grazie a forti personalità come Yasaman Aryani, però, si sta facendo passi in avanti verso i diritti della fetta femminile di popolazione iraniana.

Yasaman Aryani

Yasaman è una ragazza iraniana di 24 anni che si batte ogni giorno per abolire l’obbligo del velo sulle donne nella nazione. A causa di questa sua posizione è stata incarcerata due anni fa. La sua unica colpa? La voglia di libertà e di espressione, la voglia di rompere i pesanti canoni patriarcali che obbligano le donne a portare il velo e rispettare tutta una serie di imperativi.

In particolare, l’8 Marzo del 2019, Yasaman e sua madre erano appena entrare sulla metropolitana di Teheran, quando la ragazza estrae un fiore bianco dalla cesta e augura una buona festa delle donne. Verrà imprigionata nella prigione di Oarchak con una condanna a sedici anni di reclusione con l’accusa di non aver indossato il suo velo. La sua pena è, poi, stata ridotta a 9 anni.




La folta chioma di capelli corvini diventa, per la ragazza, un motivo di rivalsa e di orgoglio, grazie al quale ha dimostrato al mondo di non avere paura, perchè è meglio combattere contro le oppressioni, piuttosto che vivere un’intera vita in gabbia.

Yasaman, sua madre e le altre donne come loro sono le Rosa Parks dell’Iran di oggi.

-M. Alinejad

Masih Alinejad

Masih è una celebre attivista iraniana di 38 anni. Anche lei, come Yasaman Aryani, ha deciso di dire basta all’obbligo del velo. Ha anche lanciato una sfida sul sito My Stealthy Freedom, col quale invita le donne iraniane a mostrarsi con il capo scoperto. La donna è, oggi, costretta all’esilio e vive tra Londra e New York. Del governo iraniano afferma:“I politici alle mie domande scomode replicavano sempre: zitta e sistemati i capelli”, e ancora: “In Iran quando ti vogliono zittire non attaccano mai le tue opinioni. Puntano sempre alla tua sessualità. Ti chiamano brutta perché pensano sia un modo di spezzarti. Ti chiamano prostituta. Io sono stata diffamata in ogni modo.”

Le donne in Iran

Nonostante gli importanti sforzi che le donne in Iran compiono ogni giorno, sembra che ci sia ancora tanta strada da fare per arrivare al riconoscimento dei loro diritti.




Con la rivoluzione islamica del 1979, nel Paese ritornò un’interpretazione molto severa della sharia. Con essa, la donna ritornò ad essere un semplice accessorio dell’uomo. In particolare, alla donna venne impedito di circolare con le parti del corpo scoperte, si abbassò drasticamente l’età del matrimonio, venne ristabilita la poligamia e si introdusse il divieto per le donne sposate di proseguire il percorso di istruzione. Inoltre, la donna non può abbandonare il Paese se non con il permesso del marito, non può praticare sport o assistere ad eventi sportivi.

Ancora oggi le donne non hanno il diritto di cantare e di ballare, se non per un pubblico interamente femminile. É proprio per questo motivo che i video di Yasaman che ballava e cantava senza velo hanno suscitato così tanto scalpore tra la popolazione iraniana. In particolare, si teme che le altre donne, prendendo esempio dalla ragazza, possano anche loro rompere i canoni della figura femminile in Iran e ribellarsi agli obblighi a cui sono assoggettate.

Anche molti enti internazionali oggi si battono per la difesa delle donne in Iran. Amnesty International, per esempio, denuncia duramente la posizione del governo, denunciando anche quanto accaduto ad altre attiviste. I servizi segreti del Paese hanno già minacciato telefonicamente altre difensore dei diritti umani perchè cessino la loro “rivolta”. Hanno già convocato alcune di loro per un interrogatorio e rischiano l’arresto per un singolo passo falso.

-Mariachiara Grosso

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *