Nella guerra dei social Youtube supera Facebook per il numero di accessi

YouTube raggiunge più visite di Facebook in Italia; ma solo per il numero di accessi

YouTube, la grande piattaforma multimediale ha superato il numero di accessi di Facebook. Questo grazie alla ridefinizione che il gigante di Google ha dato alla struttura dei social e alla quale tutti cercano di adattarsi

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Youtube supera Facebook in Italia.

Secondo le analisi statistiche risalenti al mese di dicembre, nel nostro paese il social network di Mark Zuckenberg ha subito un progressivo calo degli accessi, a favore della piattaforma di Google.

I dati non fanno riferimento alla quantità temporale, bensì alla predisposizione cognitiva ed emotiva. Ben 35 milioni effettuano o hanno effettuato almeno un accesso a Youtube, contro i 34.958.000 di utenti di Facebook.

Lo riferisce, prendendo spunto da queste rilevazioni, il social media e blogger Vincenzo Cosenza, che ha riportato i dati analizzati sul campione italiano, partendo dai dati di Audiweb powered by Nielsen, e pubblicandoli sul blog Vincos.it.

Il primato della piattaforma di Google non corrisponde, però, al tempo complessivo passato sui social. Esso è infatti detenuto da Facebook, seguito poi da Instagram, LinkedIn e Pinterest.

È d’obbligo precisare che se YouTube è al primo posto per gli accessi, Facebook continua a detenere il primato per il numero di utenti attivi; quasi 31 milioni di persone che si connettono a ritmi periodici, frequenti e molto veloci.

Si tratta di numeri che corrispondono al profilo dell’utente medio, abituato a essere sempre in compagnia del proprio smartphone e che, sfrutta tutti i momenti possibili di pausa o di tempo morto, per andare sul social, guardare il suo profilo e curiosare su quello degli altri.

In Italia, dunque, gli utenti di Facebook, spendono circa 14 ore al mese, contro le 5 ore e 20 minuti di Youtube.

Questo dipende anche dal fatto che la quantità di tempo che si passa su Youtube è ovviamente determinata dalla natura stessa della piattaforma; un portale che nel tempo è diventato un sistema articolato di broadcasting multimediale e al tempo stesso un social network, dove le persone pubblicano, scambiano e condividono contenuti specifici; video o audio che siano.




Facebook, come tutti gli altri social tradizionali, permette un certo tempo di osservazione e una copertura più immediata.

Ciononostante il tempo di accesso sulle piattaforme sociali sono relativamente alte, paragonabili quasi ai tempi di esposizione alla Tv degli anni ’80.

Anche Instagram gioca un ruolo fondamentale e, sebbene non detenga ancora i numeri di Facebook, riesce, con i suoi 24,4, milioni di utenti e un incremento del 61% rispetto al 2017, a tenere incollati milioni di utenti, per quasi 5 ore al giorno.

Altro fattore sorprendente è l’avanzata di Pinterest, che, come dice Vincenzo Cosenza, “ riesce a sviluppare un pubblico di 12,3 milioni di persone, facendo registrare la creascita maggiore: +142% in un anno”. Torna a crescere anche Twitter, stabilizzandosi su 9 milioni di utenti e ritornando ai numeri del 2014.

Crescono in maniera esponenziale anche i social più specifici, come LinkedIn che ha aumentato la sua copertura del 69 % in un anno, con circa 16,5 milioni di utenti, ma anche Tumblr e Snapchat, rispettivamente saliti a 2,6 e 2,4 milioni di iscritti.

La vera novità, in questa rilevazione statistica è la rapida crescita di Tik Tok. Si tratta in realtà di un’applicazione video, molto amata dai più giovani la quale, secondo dati non ufficiali, avrebbe raccolto già 750.000 utenti al mese.

 “Si tratta di un’audience ancora limitata, spiega Cosenza, ma in grado di coinvolgere i teenager per circa 2 ore e mezza al mese.”

Il quadro generale vede i più importanti social network, crescere in maniera molto rapida ed è dunque prevedibile aspettarsi, da parte di ognuno di essi, una serie di strategie volte a incrementare l’engagement dei propri utenti, attraverso giochi e contenuti video originali.

Youtube ha indubbiamente condizionato il mercato globale, non solo dando a chiunque la possibilità di “esserci e mettersi in mostra” nell’epoca della celebrità dei consumi, ma anche di fare carriera, rendendo tutti più simili e meno insicuri, di fronte alla possibilità di mostrare un po’ di sé.

Fausto Bisantis

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