Zagrebelsky sui Dpcm: Conte non ha violato la Costituzione

Gustavo Zagrebelsky sale in cattedra per dire la sua sui Dpcm, con una “lezione” di diritto costituzionale

Piuttosto semplice in verità, secondo il suo parere. Parliamo del procedimento legislativo e delle eccezioni che giustificano il Governo a legiferare.  L’ex presidente della Corte Costituzionale ha voluto prendere posizione sulle accuse rivolte al Governo Conte. Accuse gravi, quelle di aver violato il testo fondamentale del nostro ordinamento. Limitando le libertà fondamentali del popolo.

Tra i novelli Mortati  e Calamandrei, attenti scrutatori degli enunciati costituzionali e delle sue violazioni, ci sono Salvini e Renzi. Il primo, che evidentemente aspira ad una laurea in giurisprudenza ad honorem. Il secondo che l’ha conquistata sul campo. Ma ci pare lecito chiedersi come. Al coro si aggiunge l’immancabile Meloni, che tuttavia non sembra prendersi troppo sul serio. D’altronde, come  dichiarato recentemente alla Camera, sa bene “come siamo messi se deve essere lei a dare lezioni di democrazia”. Figurarsi di diritto costituzionale.



Le argomentazioni di Zagrebelsky sui Dpcm

Tra i critici dell’operato Conte, non mancano in realtà dei giuristi. Gustavo Zagrebelsky ha chiarito il suo pensiero, sancendo la legittimità dei Dpcm:

Il governo non ha usurpato poteri che non gli fossero stati concessi dal Parlamento. Le restrizioni dei diritti costituzionali in situazioni come quella che stiamo vivendo e nei limiti ch’essa richiede devono avvenire in base alla legge, ed è ciò che è avvenuto. L’opinione di chi sostiene che i diritti costituzionali siano stati limitati per arroganza del governo è errata. Chi dice che il governo e il suo capo si siano dati i famigerati pieni poteri e che la Costituzione sia stata violata, non sa di cosa sta parlando.”

La questione è molto semplice. Chi accusa Conte si limita, consapevolmente o meno, a soffermarsi su diritti e libertà riconosciuti dalla Costituzione. Ma senza considerare che esse possono essere limitate, nei casi previsti dalla legge. Ed è bene dunque non lasciare indietro, in una valutazione ponderata, l’art. 77 della Costituzione, che disciplina il Decreto Legge.  Il governo ricorre ad esso in casi straordinari di necessità e di urgenza. E nessuno, afferma Zagrebelsky, può negare che tale sia il momento, precisando anche che

Il decreto legge numero 6 di febbraio stabilisce che le autorità competenti sono “tenute ad adottare ogni misura di contenimento e gestione adeguata e proporzionata all’evolversi della situazione epidemiologica”.

Insomma, tanto fumo per nulla, secondo l’illustre giurista.

Antonio Scaramozza

One thought

  1. Zagrebelsky l’ebreo è un incapace è un incompetente oppure è in mala fede, “le autorità competenti” a limitare i diritti costituzionali sono il parlamento o il governo con una legge o un atto avente forza di legge non il primo ministro con dei dpcm,
    italiani svegliatevi
    Manlio Amelio

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