La zanzara: una nuova alleata per la salute!

Il suo veleno ha proprietà anticoagulanti

Ricercatori australiani e portoghesi hanno scoperto che il veleno delle zanzare contiene una proteina che potrebbe servire un giorno come farmaco anti-trombosi.

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Quando viene chiesto a qualcuno di stilare una lista delle cose più inutili e magari addirittura nocive di questo mondo, è quasi certo che il suddetto menzionerà la tanto piccola quanto fastidiosa zanzara.

Ebbene, finalmente, un team di ricercatori australiani e portoghesi ha recentemente fatto una scoperta che potrebbe riabilitare la reputazione dell’irritante insetto. Una ricerca pubblicata su ACS Central Science, infatti, ha svelato che nel veleno che le zanzare inoculano è presente una proteina con proprietà anticoagulanti. Un’ottima notizia per chi soffre di trombosi.

Sanguisughe in…pensione?

Una delle sostanze più utilizzate nei farmaci anticoagulanti è l’irudina, la quale viene estratta dalle ghiandole salivari delle sanguisughe. Ma, a quanto pare, la saliva della zanzara contiene una particolare proteina, detta anofelina, le cui proprietà anticoagulanti promettevano risultati anche superiori all’irudina.

Inizialmente, però, dopo averla estratta e testata in laboratorio, i ricercatori hanno riscontrato uno scarso rendimento dell’anofelina nella diluizione e fluidificazione del sangue.

Per potenziarne l’efficacia, quindi, gli scienziati hanno aggiunto un solfato alla soluzione, il quale, reagendo con gli amminoacidi, incrementa le forze elettrostatiche tra le proteine, aumentandone così la capacità di legarsi all’enzima nel plasma sanguigno che causa la coagulazione.




Topi sanguinanti

Il titolo di questo paragrafo potrebbe far rizzare i capelli a chi lotta da sempre contro l’utilizzo degli animali nella ricerca. E in effetti, per sperimentare l’efficacia dell’anofelina solfatata, si è dovuto praticare una ferita, seppur leggera, alla coda ad alcuni topi. Ad ogni modo, i ricercatori hanno iniettato a tre topi anestetizzati una dose di anofelina semplice e poi una dose di anofelina solfatata. Poi si è misurata la densità del sangue fuoriuscente. I topi trattati con le proteine ​​modificate avevano sangue molto più diluito, e dunque le loro anofeline risultavano 100 volte più efficaci della proteina non modificata nel legarsi con l’enzima.

Il fluidificante del sangue modificato finora è stato testato solo nei topi; se mai funzionasse nell’uomo, potrebbe aiutare a prevenire  – e persino a trattare – i coaguli di sangue che possono portare a emorragie o trombosi.




Un’arma in più contro il mostro

La trombosi è la principale causa di morte in Italia. Essa consiste nella formazione di coaguli di sangue all’interno di arterie (trombosi arteriosa) o vene (trombosi venosa). Una volta formatosi, questo coagulo può rallentare o arrestare il normale flusso di sangue all’interno dei vasi e persino staccarsi e viaggiare verso un organo vitale portando così allo sviluppo di infarti, ictus o tromboembolismo venoso.

Nello specifico, quando parliamo di tromboembolismo venoso (TEV) ci riferiamo ad una patologia caratterizzata dalla formazione di trombi (ossia coaguli) all’interno del circolo venoso. Quando il trombo si forma nelle vene profonde, più frequentemente degli arti inferiori, si parla di trombosi venosa profonda (TVP). Questi trombi possono poi dissociarsi dal punto di origine e seguendo il decorso del circolo sanguigno possono arrivare nel distretto polmonare provocandone un’ostruzione: si parla in questo caso di embolia polmonare (EP). Meno frequenti e conosciute, seppur clinicamente rilevanti, sono inoltre le trombosi che riguardano sedi cosiddette “inusuali” e che possono colpire distretti quali i vasi venosi addominali, cerebrali e retinici.

Considerando che le anofeline stimolano anche una risposta immunitaria naturale, si sta ora progettando di sviluppare fluidificanti del sangue a base di…zanzare! Essi potrebbero eventualmente essere utilizzati per prevenire e curare la formazione di coaguli di sangue negli esseri umani. È ancora presto per dire se i futuri farmaci a base di anofeline saranno più o meno economici dell’irudina. In ogni caso, però, essi rappresenteranno sicuramente un nuovo alleato contro un male terribile che colpisce circa dieci milioni di persone ogni anno.

Quindi, d’ora in avanti, quando quest’estate vi imbatterete in una zanzara, pensateci due volte prima di schiacciarla. Perché lei o un suo discendente, un giorno, potrebbe salvarvi la vita!

Roberto Bovolenta

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