Daredevil 2 non delude le aspettative

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Pubblicata su Netflix ad Aprile, ecco tutti gli elementi, vincenti e non, della seconda stagione di Daredevil

L’anno scorso l’uscita di Marvel’s Daredevil fu accolta con piacevole stupore. La serie prodotta e distribuita da Netflix s’impose come uno dei migliori prodotti dell’universo Marvel nonostante la sua natura non cinematografica. Una narrazione solida fondata su personaggi a tutto tondo, una dualità tra protagonista e antagonista sapientemente costruita, una messa in scena straordinaria e delle interpretazioni di tutto rispetto (Vincent D’Onofrio su tutti) rendevano questo prodotto assolutamente imparagonabile con i vari Arrow, The Flash o Marvel’s Agent of Shield.

Per la prima volta si era riusciti a dare dignità ad un prodotto supereroistico seriale, creando un impianto realistico e coerente che agiva in parallelo allo spettacolare universo cinematografico popolato dagli Avengers e dai Guardiani della Galassia.

Per questo le aspettative per questa seconda stagione di Daredevil erano tanto alte quanto incerte: la paura principale era che non si riuscissero a replicare tutti gli elementi che tanto avevano convinto il pubblico. Una stagione in calando sarebbe stata accolta come un vero e proprio fallimento. Ma per fortuna Drew Goddard, showrunner e produttore esecutivo, ha fatto le cose come si deve, producendo una seconda stagione di tutto rispetto.

L’elemento vincente questa volta non è più Wilson Fisk, complesso e meraviglioso antagonista in perfetta antitesi con il protagonista, ma Frank Castle, meglio conosciuto come The Punisher.
Interpretato magistralmente da Jon Bernthal (lo Shane di The Walking Dead) questo personaggio rappresenta non più l’antitesi, ma l’estremizzazione di Daredevil: un giustiziere che, a causa di un passato traumatico, accecato da un folle spirito di vendetta, ha deciso di superare un limite invalicabile.

Le puntate in cui Bernthal e Charlie Cox (l’attore che interpreta Matt Murdock alias Daredevil) sono insieme sullo schermo sono le migliori in assoluto. I due personaggi sono spinti da forti pulsioni idealistiche, simili ma contrastanti. Due vendicatori controversi e dal carattere inossidabile che bucano lo schermo grazie anche alle ottime interpretazioni attoriali, che, qui come nella prima stagione in cui eccelleva Fisk/D’Onofrio, fanno la differenza.

Daredevil
fonte: netflix.com

Quando la storyline di Punisher va in secondo piano, facendo intravedere maggiormente quella di Elektra (Elodie Young), altra supereroina molto attesa, le fila del discorso vanno un po’ a sgretolarsi. Questo personaggio femminile si contrappone a quello di Karen Page (Deborah Ann Woll), la femme fatale contro la donna angelo. Seppure caratterizzata a dovere, Elektra non riesce a intrigare abbastanza: non ha lo stesso mordente visivo, etico e caratteriale del punitore e vive solo della rivalità amorosa con Karen per ingraziarsi Matt.

La rilevanza di Elektra ai fini della trama assumerà proporzioni sorprendenti soprattutto nella lotta finale contro la Mano, un’antica setta Ninja. Ma sta proprio qui il problema principale: nella mancanza di una figura antagonistica forte e netta.
Punisher ed Elektra rappresentano i tipici anti-eroi, a volte nemici, a volte alleati di Daredevil, non sono in ogni caso dei veri antagonisti. Mentre la misteriosa setta della Mano è troppo spersonalizzata e priva di carattere per incarnare ciò che era Wilson Fisk nella precedente stagione, ovvero un nemico tanto ben caratterizzato da sovrapporsi al protagonista in tutto e per tutto, alternandosi ad esso in un vivace gioco di luci ed ombre.

Tolto questo, Marvel’s Daredevil resta un prodotto di altissima qualità. Le scene d’azione sono quasi sempre girate in maniera ottimale, con belle coreografie e movimenti di macchina non banali. La fotografia, le interpretazioni (come non citare il buon Foggy, interpretato da Elden Henson), la sceneggiatura: tutto funziona davvero bene.
Nonostante la mancanza del conflitto fisico, etico e simbolico tra Fisk e Daredevil, che caratterizzava la prima stagione, questa seconda mantiene un altissimo livello drammatico che non deluderà gli appassionati.

Un altro pezzo che compone l’enorme puzzle dell’universo Marvel, ampliato di recente dal tanto atteso Capitan America: Civil War, si va così a posare. Forse meno spettacolare e costoso dei suoi corrispettivi cinematografici, in ogni caso, un pezzo di pari valore e indispensabile per completare il quadro.

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