• Contatti
  • Cookie Privacy Policy
venerdì, 16 Ottobre 2026
Ultima Voce
  • Home
  • Archivio
  • Segnalazioni
  • Contatti
  • Home
  • Archivio
  • Segnalazioni
  • Contatti
Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
Ultima Voce
Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
Home Interviste

Franco Della Ducata e la sua esperienza sul campo base dell’Everest

di admin
11 Ago 2020
in Interviste
Tempo di letturaMin Lettura
A A
0
Franco Della Ducata e la sua esperienza sul campo base dell'Everest
Share on FacebookShare on Twitter

Dalla parte di chi lotta per essere riconosciuto,
dell’essere umano e dei suoi diritti.
Contribuisci a preservare la libera informazione.

logo paypal

Gallipolino di origine e maratoneta, Franco Della Ducata ci racconta: “Quando ero lassù, sono stato in contatto con Dio“.

Prima di oggi, la montagna la guardavo dal basso e la credevo irraggiungibile, quasi impossibile arrivarci. “Che sensazioni si hanno a stare lassù?”, pensavo, “forse il cielo è più trasparente e mi basta sorridere per parlare con le nuvole”. In realtà, ho sempre sognato di parlare con loro e l’ho sempre vista bella, la montagna. Ma questo, ovviamente, prima di oggi. Oggi però ho avuto l’onore di dialogare con Franco Della Ducata che, la montagna, l’ha vista davvero bene. Non una montagna qualsiasi, bensì l’Everest. Anzi, ci è salito raggiungendo il suo campo base e gli è bastato allungare la mano per toccare le nubi.

“Qualcosa di incredibile”, ho pensato. Ma non è stata solo questa sua avventura a esser stata incredibile. E’ stato soprattutto lui che, con una vita fatta di sogni e passioni, ha continuato a lottare per quello che aveva nella testa e per i suoi inesauribili valori che, da oggi, sento anche un po’ i miei.

RELATED STORIES

Fausto Pagnotta

La petizione di Fausto Pagnotta per istituire la Giornata Mondiale per le Vittime dell’Inquinamento dell’Aria

23 Settembre 2026
Lucha y Siesta: autogestire il mondo che vogliamo

Intervista a Lucha y Siesta: autogestire il mondo che vogliamo

8 Dicembre 2025

Gallipolino di origine, è partito per questa missione e l’ha poi raccontata nel libro “Da Gallipoli al Monte Everest”, una sorta di diario di viaggio in cui racconta storie ma soprattutto si racconta per quello che è diventato dopo tutto quello.

Senza svelare nulla, vi lascio leggere quello che ha avuto da dirci.

Da Gallipoli al Monte Everest… Racconti così l’inizio della tua avventura. Com’è stato il suo inizio?

L’importanza di questa storia sta nel fatto che una persona, sempre vissuta nel mare, un giorno decide di realizzare questo sogno di scalare una montagna. Un sogno, questo, che avevo sin da ragazzo.

Così sono giunto a Katmandu (Nepal), in cui mi sono ritrovato con il gruppo di persone Franco Della Ducata e il suo desiderio di mondo: l'esperienza sul campo base dell'Everestcon cui ho poi realizzato quel percorso. Ognuno di loro aveva già scalato altre montagne ed era esperto di alpinismo. <<E tu, quale esperienza hai avuto?>>, mi hanno chiesto poi. <<Nessuno>>, ho risposto io. Ne sono rimasti tutti stupiti. Ma questo era un sogno che avevo sempre voluto realizzare e avevo deciso perlomeno di tentarci.

Abbiamo preso poi un aereo da turismo – un aereo molto celebre nell’ambiente dell’alpinismo – che atterra nell’Aeroporto di Lukla. Questo è l’aeroporto più pericoloso al mondo, trovandosi a 2000 metri di altezza e avendo una pista davvero molto piccola. Arrivati a Lukla, ci hanno raggiunto gli Sherpa, ossia una popolazione tipica del Nepal, che si sono occupati di portare i nostri bagagli.




 

Per te cosa è la montagna?

Salire su una montagna è cercare di ritrovare Dio. Quando sono arrivato infatti al campo base dell’Everest, il mio pensiero è stato proprio lui. Il mio desiderio sarebbe quello di alzare la mia mano e toccare la sua al di là del cielo. Sul libro ho infatti scritto che Dio mi è apparso davvero.

<< Bravo, sei arrivato. Hai fatto una grande impresa>>, mi ha detto.

<<Sì, sono stato veramente forte a realizzare qualcosa che tutti scommettevano che non sarei riuscito a realizzare>>, gli ho risposto.

<<Perché? Tu pensi di aver fatto tutto da solo? No caro, io ti ho fatto arrivare qui. Cerca di essere meno presuntuoso, perché solo io posso fare arrivare le persone dove vogliono e come vogliono>>.

La montagna dunque è questo per me: una conquista dell’universo, il cercare di proiettarsi verso un mondo che noi ormai abbiamo smarrito. Ero infatti in estasi: non mi sembrava vero che potessi essere in quel posto. Eravamo anche isolati dai social, dato che non c’era connessione, e questo ci ha permesso di essere in un mondo fantastico, in un mondo che non esiste più e che ho potuto sperimentare attraverso questa mia esperienza. Non c’erano rumori o persone che urlano, ma mi sono sentito me stesso. Davvero solo con me stesso. Solamente la sera, ci riunivamo e parlavamo tra noi, attorno a una lanterna a petrolio e con la Luna che ci guardava, per condividere quello che avevamo vissuto e quello che avremmo vissuto il giorno successivo.

Ci sono state delle disavventure durante il percorso?

Con questa esperienza, ho avuto tantissime avventure bellissime. Ma sì, ci sono state anche delle disavventure. Il giorno prima di prendere l’aereo del ritorno, sono stato nella città santa di Katmandu, ossia Pashupatinath, in cui realizzano la cremazione dei corpi. E’ un posto speciale e ho avuto delle meravigliose sensazioni. Qui ho però incontrato una sacerdotessa, che ha voluto farmi un rito allacciandomi ai polsi dei pietrini colorati e fissandomi un segno sulla fronte con la ceralacca. Da quel momento in poi, tutto è andato malissimo. Quando siamo infatti arrivati nell’aeroporto di Katmandu, prima di ritornare in Italia, ho perduto la videocamera go-pro e la mia valigia, in cui c’era tutto quello che avevo vissuto in quel viaggio. E’ stata una grandissima delusione.




 

Cosa ti ha spinto a raccontare la tua storia all’interno del libro “Da Gallipoli al Monte Everest”? La penna ti ha guidato o sei stato tu a guidare lei?

Franco Della Ducata e il suo desiderio di mondo: l'esperienza sul campo base dell'EverestTappa dopo tappa, mentre ero lì, con una penna ho scritto su un taccuino quello che stava accadendo. Quando sono ritornato a Gallipoli, i miei parenti erano molto preoccupati perché ero dimagrito e stavo davvero male. Ho avuto la broncopolmonite e sono stato un mese a letto con la febbre e, mentre ero a casa, ho deciso di trascrivere tutto su un pc. Da lì è nato il libro. E’ un diario di viaggio, in cui ci sono riflessioni di carattere letterario, essendo anche appassionato di letteratura russa, ed episodi legati alla mia attività di maratoneta.

Parlaci dunque della tua seconda passione: la corsa. Come descriveresti le tue emozioni, mentre corri? Sono le stesse di quando hai scalato l’Everest o sono differenti?

Sono completamente differenti. Ho partecipato alle maratone più importanti del mondo: sono stato a Stoccolma, Londra, Parigi, Barcellona e altri. La corsa richiede preparazione, sacrificio, allenamento e, alla fine di tutto, si prova una sensazione bellissima. Ma forse l’emozione che ho avvertito quando ho raggiunto il campo base dell’Everest è stata un’emozione davvero unica e imparagonabile.

Hai progetti per il futuro o altre “mete” da voler raggiungere?

Avevo altri progetti, ma sono tutti rimandati a causa del Covid.

A giugno, sarei dovuto andare a Mosca e San Pietroburgo, assieme a un gruppo di amici, per visitare i luoghi degli scrittori russi, di cui sono davvero appassionato. A luglio, sarei dovuto partire per il Pakistan con l’obiettivo di raggiungere il campo base del K2. Nel mese di ottobre, avrei dovuto realizzare in Nepal una scalata su un’altra montagna vicino l’Everest. Ma questi progetti sono purtroppo rimandati a data da destinarsi.




 

Cosa c’è in te e cosa ti porti di quella montagna e di quella specifica avventura? Cosa ti è rimasto e come sei ora?

Adesso sento di aver fatto qualcosa di importante nella mia vita, che non è solo lavoro. Ci sono anche tappe che servono ad arricchire l’anima, ed io penso di aver realizzato tutto queste cose che hanno contribuito a rendermi ricco e distaccato da tutto il resto.

Ho scritto nel libro una frase celebre dello scrittore americano Walt Whitman:

“Quando staremo per morire, succederanno cose incredibili. Prima di esalare l’ultimo respiro, passeremo nella nostra mente tutta la nostra vita, e ci domanderemo: “Ma io sono vissuto?”.

Per molti non è facile darsi una risposta, soprattutto per quelle persone che trascorrono la loro vita molto lentamente.

Solo chi avrà cercato di realizzare i suoi sogni potrà invece rispondere:

“Si, sono vissuto”

E morirà assolutamente felice.

 

“E noi, stiamo vivendo?”

Ho pensato poi.

Non c’è altro da raggiungere: il senso della vita è racchiuso nelle parole di Franco Della Ducata. E in me è racchiusa invece un po’ più di fiducia nelle persone, accompagnata da questa irrefrenabile voglia di realizzare sogni e passioni.

Un grazie sento di doverlo a lui, per essersi reso disponibile nel raccontare la sua storia e per averci deliziato dei suoi pensieri mai remoti, ma sempre recenti.

E’ proprio vero: se si vuole conoscere Dio, la montagna è il posto giusto. Ma anche quaggiù, Dio c’è ed è nascosto in ognuno di noi.

Basta saperlo cercare.

Stefania Meneghella

 

Tags: aeroporto di katmanduaeroporto di luklacampi base delle montagnecampo base del k2campo base dell'everestcorsa professionaleda gallipoli al monte everestDioEveresteverest base camp 2016Franco Della Ducatakatmanduletteratura russamaratona livemaratonemaratonetamaratonetiNepalPakistanParadisoscalare everestscalare montagnastefania meneghella
CondividiTweetInviaCondividi

Iscriviti alla nostra newsletter

Può interessarti anche questo

Fausto Pagnotta
Interviste

La petizione di Fausto Pagnotta per istituire la Giornata Mondiale per le Vittime dell’Inquinamento dell’Aria

23 Settembre 2026

Quest'anno abbiamo vissuto una delle estati più torride in assoluto. Ho avuto il piacere di...

Lucha y Siesta: autogestire il mondo che vogliamo
Interviste

Intervista a Lucha y Siesta: autogestire il mondo che vogliamo

8 Dicembre 2025

Un modo diverso di immaginare la vita collettiva e di praticarla. Un modo diverso di...

Alessandra Algostino
Interviste

Separazione delle carriere: una riforma politica? Intervista a Alessandra Algostino, docente di Diritto Costituzionale

19 Settembre 2025

Ieri, 18 settembre 2025, la Camera ha dato il terzo via libera alla riforma costituzionale...

Fabio Marcelli denuncia Meloni e Cingolani per complicità nel genocidio
Interviste

Meloni, Cingolani, Tajani e Crosetto complici di genocidio: Fabio Marcelli è uno dei giuristi che li denuncerà alla Corte Penale Internazionale

19 Settembre 2025

Fabio Marcelli è uno dei Giuristi e Avvocati per la Palestina che hanno deciso di...

Prossimo articolo
Diritti umani

Diritti umani nell'epoca Covid: come si sono comportati i governi?

Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati

Guest Authors

Giulio Cavalli |Giovanna Mulas | Sabina Guzzanti |Susanna Schimperna | Francesca de Carolis| Luigi Colbax | Alessandro Ghebreigziabiher| Oliviero Beha|Bruno Ballardini Rosanna Marani| Barbara Benedettelli | Carlo Barbieri | Roberto Allegri| Pino Aprile|Otello Marcacci| Carlo Nesti|Carlo Negri| Massimiliano Santarossa| Livio Sgarbi|Alessandro N. Pellizzari |Clara Campi| Marilù S. Manzini| Erika Leonardi|Dario Arkel| Maurizio Martucci| Paolo Brogi| Ettore Ferrini|Adriano Ercolani|Paolo Becchi|Alessia Tarquinio| Selvaggia Lucarelli| Fabrizio Caramagna | Iacopo Melio |

logo paypal

Ultima Voce Best Topics

ambiente arte attualità bambini Calcio Cina Cinema coronavirus Covid-19 cultura diritti umani donald trump Donne economia Europa film Francia guerra Israele Italia Lavoro Libri Matteo Salvini migranti Milano musica nshr Onu Palestina politica razzismo Ricerca roma Russia salute Salvini Scienza Scuola società stati uniti storia Trump unione europea Usa Violenza

FAQ E CONSIGLI UTILI

Guide & Tips 

Contatta La Redazione

Scrivi a :
– info@ultimavoce.it
– collaborazioni@ultimavoce.it
– advertising@ultimavoce.it
– candidature@ultimavoce.it

Read More…
fandangolibri1.png
chiarelettere11.png
WhatsApp-Image-2023-01-17-at-09.39.24-e16739484187331.jpeg
LOGO-FFF1.png
luis1.png
Logo_24ore1.png
moton1.png
UNITO1.png

Le foto presenti su ultimavoce.it sono state in larga parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione – indirizzo e-mail info@ultimavoce.it, che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate.

Testata Giornalistica registrata presso il Tribunale di Brescia n° 8/2021 del 15/03/2021. Direttore Responsabile: Gianluca Lucini / Direttore Editoriale: Andrea Umbrello

  • Home
  • Contatti
  • Privacy Cookie Policy
  • Guide Utili

© 2020 - Ultima Voce. All Rights Reserved

Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Archivio
  • Segnalazioni
  • Contatti
  • Cookie Privacy Policy

© 2020 – Ultima Voce. All Rights Reserved.